Martedì, 15 giugno 2021 - ore 08.21

Piano Energetico Cremona e il ‘Memorandum of understandin’ | Bonfante e Rizzi (Vescovato)

Dopo aver letto e riletto il documento, averlo sottoposto al parere di tecnici del settore, proponiamo una riflessione politica.

| Scritto da Redazione
Piano Energetico Cremona e il ‘Memorandum of understandin’ | Bonfante e Rizzi (Vescovato)

Piano Energetico Cremona e il ‘Memorandum of understandin’ | Bonfante e Rizzi (Vescovato)

Nei giorni scorsi Comune di Cremona, Linea Group Holding (Gruppo A2A), Aem Cremona Spa e Padania Acque Spa hanno presentato il “Memorandum of understanding”, documento concertato tra di loro, che riassume contenuti, metodi e finalità per un nuovo ciclo energetico ambientale che integri e superi il precedente. Si legge “.. in grado di corrispondere, da un lato alle future necessità della comunità in termini di qualità della vita e di competitività del sistema locale delle imprese, e dall’altro allineare il territorio, in termini di tecnologie e servizi, alle più moderne visioni europee in fatto di neutralità climatica, decarbonizzazione, economia circolare e transizione energetica.”

Dopo aver letto e riletto il documento, averlo sottoposto al parere di tecnici del settore, proponiamo una riflessione politica.

Cremona è anche il capoluogo della nostra Provincia e in quanto tale ha una grande responsabilità politica di programmazione, promozione, stimolo, relazione con i Comuni della provincia. Le decisioni che assume riguardano tutto il territorio, non possono, quindi, essere prese senza il coinvolgimento dei Sindaci quali rappresentanti delle necessità del territorio. A maggior ragione in un contesto in cui purtroppo anche l’ente Provincia non sta facendo, come invece il suo ruolo politico imporrebbe, programmazione, coordinamento, erogazione di servizi per il territorio, usando l’alibi della carenza di risorse in senso lato e lasciando soli i Sindaci dei piccoli Comuni.

Piccoli Comuni che avrebbero bisogno di servizi territoriali per superare inefficienze e migliorare le competenze degli organici, implementare servizi di sicurezza integrata territoriale, un ufficio gare.

Alcuni mesi fa avevamo inviato ai Sindaci della provincia, alle categorie economiche e alle organizzazioni sindacali, una proposta di Programmazione politica territoriale per sollecitare una visione di futuro che tenga conto dei bisogni dei 113 Comuni cogliendo l’opportunità delle consistenti risorse pubbliche che stanno giungendo.

Per queste premesse entriamo nel merito del “Memorandum of understanding” che assomiglia ad un piano industriale di ammodernamento, in parte non rinviabile, non un ripensamento di un nuovo ciclo energetico ambientale che riguarda Cremona come città e capoluogo di un territorio.

Si evidenzia che i progetti verranno finanziati solo in parte con risorse dei proponenti, ma anche con finanziamenti pubblici. A2A (quasi proprietaria di LGH e partecipata da grossi investitori esteri quali Norges Bank, Invesco e Merrill Lynch) è quotata in borsa e di conseguenza risponde ai suoi azionisti: ‘deve fare utili’. Non ha il ruolo di benefattore.

Tali progetti saranno pagati con le nostre bollette, per questo non si poteva prescindere dal coinvolgimento del territorio.

Padania Acque è una società completamente pubblica, partecipata dai 113 Comuni della provincia di Cremona. Per partecipare a questo piano industriale ha ricevuto il mandato dai sindaci?

I progetti proposti da Padania Acque sono efficientamenti di filiera che non hanno bisogno di ulteriori finanziamenti perché si ripagano da soli. Manca la razionalizzazione del sistema di depurazione provinciale che avrebbe dovuto ridurre il numero dei depuratori e intervenire sui restanti per farli diventare di una taglia più gestibile e quindi meno dispendiosa.

Si legge la volontà di posizionare il fotovoltaico sui tetti di Cremona, ma manca qualsiasi intenzione di intervenire per ridurre i consumi energetici. Non una parola sull’efficientamento degli edifici pubblici, delle scuole. Forse risparmiando calore gli introiti del teleriscaldamento diminuirebbero? L’investimento del teleriscaldamento si sostanzia in necessari interventi di manutenzione straordinaria data la vetustà dell’impianto. L’innovazione è forse che il teleriscaldamento alimentato dal calore prodotto da attività industriali inquinanti trasferisce la responsabilità dell'inquinamento dal privato all'amministrazione pubblica? Trasforma in servizio pubblico il calore privato, calore alimentato da fonti di energia fossile e/o climalteranti quali il metano, gas serra. Investimenti in dispregio del Protocollo di Kyoto.

Vincolare il servizio pubblico di teleriscaldamento al privato è inaccettabile, significa che il Comune anziché tutelare la salute dei cittadini imponendo la riduzione dei consumi e quindi degli inquinanti, ne diventa socio e neanche occulto.

La sperimentazione della tariffa puntuale sui rifiuti presentata nel Piano come una proposta innovativa, deve già essere introdotta per legge. Mancano totalmente, invece, l’obiettivo di riduzione della quantità dei rifiuti prodotti e la percentuale di recupero della raccolta differenziata, e in che tempi.

Che dire poi della CO2 dove nel progetto non si investe per ridurla, ma si investe per catturarla in modo da continuare a finanziare gli impianti che la utilizzano.

Uno degli enti proponenti del progetto e’ Linea Group Holding (A2A Spa). Una Holding proprietaria di discariche e inceneritori.

Ubi Banca che coordina il pool delle otto banche che finanziano il piano di investimenti di 116 milioni di Padania Acque c’entra con Ubi Pramerica, fondo di investimento di Ubi Banca, e azionista di A2A?

Il “Memorandum of Understanding” non poteva essere commissionato ad enti indipendenti?

La politica abdica al proprio ruolo di indicare una visione del territorio di domani e lascia i proponenti liberi di agire secondo interessi che non sono dei cittadini chiamati esclusivamente a contribuire.

Il “Memorandum of Understanding” ignora il territorio eppure lo pagheranno tutti i cittadini della provincia indistintamente. Di questo i cittadini dovrebbero essere informati.

Confidiamo che i Sindaci dei 113 Comuni rivendichino il proprio ruolo come rappresentanti del territorio nella programmazione a vantaggio di tutti i cittadini.

Vescovato lì, 05/02/2021

Maria Grazia Bonfante, Consigliere comunale Vescovato (CR)

Ferruzzio Rizzi,  Membro Attac Italia

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