Giovedì, 12 dicembre 2019 - ore 16.48

Referendum Perché hanno vinto i NO di Gian Carlo Storti

Certo è più facile aggregare i NO che ottenere dei SI , ma credo che il Partito Democratico debba riflettere profondamente sulle politiche economiche e sociali che il governo Renzi ha realizzato. Tradotto vi è uno scarto incredibile fra la ‘narrazione renziana’ e la realtà del paese. Questo è il punto

| Scritto da Redazione
Referendum Perché hanno vinto i NO di Gian Carlo Storti

Come avevo scritto ,anche qui,  al Referendum Costituzionale ho votato SI. L’ho fatto valutando le proposte di riforma al di fuori del contesto politico in cui si è svolto il referendum stesso. Infatti ritenevo e ritengo che alcune proposte di modifica della Costituzione Repubblicana del 1948 erano interessanti ed innovative. Ne cito alcune  : il superamento del bicameralismo perfetto, la modifica del titolo V ( che faceva chiarezza sui rapporti Stato-Regione ), l’abolizione delle Province e tutta la nuova normativa sui referendum ecc. Dopo anni che ne discutevo nelle mie varie esperienze politiche era un approdo riformista accettabile.

Certo rimanevano aperte alcune questioni importanti come il combinato-disposto della legge elettorale Italicum , la elezione diretta dei senatori ecc. Avevo visto  con  soddisfazione il tentativo di Cuperlo ( che avevo votato in alternativa a Renzi) nella speranza che questo avesse attenuato la frattura nel PD, ma il testo sottoscritto non ha assorbito le profonde divisioni.

Ciò non è stato e legittimamente, sottolineo legittimamente,  le minoranze del PD , con Bersani e D’Alema hanno ritenuto di mantenere il loro NO con argomentazioni anche di contesto sociale (operato del Goverso Renzi) .

Il ‘popolo sovrano’ ha bocciato sonoramente  la proposta di riforma. Mi pare evidente però  che il NO non sia stato sul merito delle proposte di riforma ma sul contesto politico.  Va dato atto che Bersani aveva visto più lontano che Renzi.

Ha scritto bene Matteo Piloni in una lettera agli iscritti del PD dove dice ‘Inutile dire che è stato un chiaro voto politico.Certamente, soprattutto tra alcuni dei nostri, vi è stato un rifiuto al merito della riforma. Ma la maggior parte degli elettori ha espresso un chiaro voto politico contro Renzi e il Governo.C’è un malessere in questo Paese che è emerso chiaramente e che va affrontato’.

Ecco per capire il NO è necessario partire da qui.

Io credo che Renzi abbia fatto alcuni madornali errori quali:

-La personalizzazione  del referendum con la frase ‘ se vince il NO mi ritiro dalla politica’;

-il non aver accolto-per tempo- le sacrosante istanze della sinistra pd su italicum e elezione diretta dei senatori ecc. ;

-una overdose di sue presenze in tv come se fosse lui l’unico leader in campo;

-aver indicato la sinistra del pd come il ‘male’, il ‘ vecchio’ da ‘rottamare’ ecc.;

-l’aver narrato la riforma della costituzione come l’antidoto alla ‘politica dei politicanti’ assumendo- come alcuni commentatori politici hanno detto- il ruolo di ‘populista di governo’;

-l’isolamento in cui ha costretto il pd ecc.

Ma al di là di questi punti a cui si aggiunge la crescente antipatia che sempre di più ispira il personaggio Renzi si aggiunge una incapacità di lettura della attuale situazione sociale e politica del paese.

Certo è più facile aggregare i NO che ottenere dei SI , ma credo che il Partito Democratico debba riflettere profondamente sulle politiche economiche e sociali che il governo Renzi ha realizzato. Tradotto vi è uno scarto incredibile fra la ‘narrazione renziana’ e la realtà del paese. Questo è il punto.

Renzi ha fatto bene a dimettersi. Mi pare giusto che si vada al voto con una nuova legge elettorale e spero con un nuovo programma politico del PD che lo ricollochi in una chiara area di centro-sinistra.

Mi fermo qui  aggiungendo che sbagliano coloro che  scrivono  su FB che ‘il NO ha vinto per colpa dei traditori del PD’. Con questa analisi non vi va da nessuna parte o meglio si va verso il partito della nazione.

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