Mercoledì, 08 dicembre 2021 - ore 16.33

Referendum Trivelle Petrolio e questione morale di Giampiero Carotti

Un passo alla volta: il primo è il passo che vi deve portare al seggio, domenica, a votare un bel SI'

| Scritto da Redazione
Referendum Trivelle Petrolio e questione morale di Giampiero Carotti

Domenica dunque si andrà a votare se regalare o no decine di anni di attività extra-contratto alle povere, derelitte compagnie petrolifere; oltre tutto senza alcuna tangibile contropartita per la gente, visto che i diritti che lo Stato incamera da quelle attività sono irrisori (quando ci sono). Chiudendo questa intensissima campagna referendaria, fatta fianco a fianco con le centinaia di persone, di associazioni e forze politiche che l'hanno realizzata, come Comitato Acqua Pubblica vorremmo affrontare un lato della questione di cui si è parlato poco.

Questo quesito può sembrare parziale e limitato solo se si dimentica che in origine era accompagnato da altri cinque quesiti, che nel loro complesso determinano una sostanziale svolta nella politica energetica della nazione. Questo è un primo paradosso: enormi mobilitazioni popolari che spingono dieci regioni a formulare dei quesiti che, chiedendo di abrogare parti di norme emanate dal governo, puntano a rendere concreti gli impegni appena presi da quello stesso governo in sede internazionale. Ma è un paradosso solo apparente, perché appunto un conto sono le dichiarazioni di principio in cui tutti indossiamo le vesti gloriose dei crociati dell'ambiente, delle energie alternative, dell'innovazione; tutt'altro conto è mettere davvero i bastoni tra le ruote alle persone e ai “circoli” che contano, scontentare le banche, i grandi investitori, l'intera e potentissima lobby del petrolio, le multinazionali. Questo è un mondo che il Movimento per l'Acqua Pubblica conosce bene, perché è in gran parte lo stesso che continua, nonostante la nostra vittoria referendaria, a condizionare le scelte dei governi di tutta Europa per riuscire a mettere le mani sulle nostre aziende pubbliche locali.

Chi è ancora incerto se valga la pena o no di andare al seggio la prossima domenica rifletta anche su questo: il mondo che noi abbiamo in mente quando proponiamo che si passi dai combustibili fossili alle energie rinnovabili è un mondo in cui quelle lobby, quei soggetti così potenti da condizionare i nostri governi (giusto ieri un nuovo indagato tra i sottosegretari) avranno meno spazio di manovra. Perché è facile creare un monopolio di qualcosa che le famiglie non possono prodursi da sole (con un proprio pozzetto petrolifero in giardino): è impossibile invece creare un monopolio, ad esempio, dell'energia fotovoltaica. Un sistema che si regge su centinaia di migliaia di piccoli produttori di energia (tetto per tetto, casa per casa) è intrinsecamente democratico e non “scalabile”. Questa svolta avrebbe enormi positivi influssi sul bilancio della nazione (altro che tagli lineari), sull'occupazione, sulla crisi economica da cui non si riesce a uscire e, non facciamo finta di non saperlo, sulla politica estera di mezzo mondo: ma sarebbe anche, e a questo teniamo molto, un primo modo concreto per iniziare ad affrontare la famosa “questione morale”.

Un passo alla volta: il primo è il passo che vi deve portare al seggio, domenica, a votare un bel SI'.

per il Comitato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese

Giampiero Carotti 

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