Giovedì, 25 febbraio 2021 - ore 06.33

Ricerca e innovazione: l’azione dell’Ue per colmare il gap è insufficiente

Corte dei Conti europea: progressi lenti e disuguali e, in alcuni Paesi, cambiamenti visibili scarsi

| Scritto da Redazione
Ricerca e innovazione: l’azione dell’Ue per colmare il gap è insufficiente

Horizon 2020, l’ottavo programma quadro dell’UeE per la ricerca e l’innovazione, prevede il cofinanziamento di progetti collaborativi all’avanguardia negli Stati membri e nei Paesi partner ed è il principale strumento di finanziamento per la strategia Europa 2020 e gli obiettivi dello Spazio europeo della ricerca (SER), un’iniziativa varata nel 2000 che punta a creare in tutta l’Ue un mercato unico senza frontiere per la ricerca, l’innovazione e la tecnologia. A partire dal 2013, Horizon 2020 si è concentrato sempre più sulla diffusione dell’eccellenza e sull’“ampliamento” della partecipazione per includere i Paesi a bassa innovazione, fornendo loro un sostegno aggiuntivo per l’elaborazione di una strategia, il rafforzamento delle capacità e la creazione di collegamenti tra i principali istituti di ricerca e le regioni meno avanzate. Per finanziare queste misure sono stati impiegati, oltre ai finanziamenti di Horizon 2020, i fondi SIE, la cui finalità è rafforzare la coesione economica e sociale dell’Ue.

La Corte dei conti europea sta conducendo un audit per valutare le azioni intraprese dalla Commissione europea per rispettare l’obiettivo di “ampliamento” di Horizon 2020. Si prevede che questo audit si concluda entro la fine del 2021. Nma la Corte dei conti europea ha  anticipato già che «La capacità degli operatori pubblici e privati di utilizzare e sviluppare tecnologia di punta varia considerevolmente da uno Stato membro dell’Ue all’altro. Per colmare questo divario in termini di innovazione, l’Ue ha profuso sempre maggiori sforzi per assicurare una partecipazione più vasta ai suoi programmi di finanziamento per la ricerca e l’innovazione (R&I), introducendo misure specifiche per liberare il potenziale dei paesi a bassa innovazione e promuovendo sinergie con i Fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE). L’R&I è un elemento fondamentale per la produttività e la competitività economica. In Europa, circa due terzi della crescita economica negli ultimi decenni sono accreditabili all’innovazione tecnologica e un terzo di tutti i posti di lavoro rientra oggi nelle industrie basate sulla conoscenza. Uno degli obiettivi politici dell’Ue è far sì che le attività di R&I siano ripartite uniformemente tra i suoi Stati membri».

La Corte avverte che Le rassegne preliminari all’audit sono basate su lavori preparatori intrapresi prima dell’inizio dell’audit e non devono essere considerate osservazioni, conclusioni o raccomandazioni di audit». Ivana Maletić, responsabile dell’audit per la Corte dei conti europea, aggiunge: «Vi è un divario persistente tra gli operatori pubblici e privati dei diversi Stati membri in termini di performance nella ricerca e di capacità di innovare. Tale divario tra leader dell’innovazione e paesi con una performance insoddisfacente impedisce all’Ue di sfruttare appieno il proprio potenziale e ne minaccia la crescita economica, la prosperità e la stabilità sociale. Con il presente audit si intende valutare se gli interventi della Commissione (ad esempio nel quadro di Horizon 2020 o tramite la promozione di sinergie con i fondi SIE) siano serviti a ridurre il divario di R&I nell’Unione europea».

La dotazione finanziaria di Horizon 2020 per il periodo 2014‑2020 ammontava a 76,4 miliardi di euro, 1 miliardo dei quali era assegnato a misure di “ampliamento”. Nella dotazione finanziaria dei fondi SIE la quota destinata all’R&I era di 43 miliardi di euro. La Corte analizzerà i risultati delle misure poste in essere dal 2014, focalizzandosi anche sulle sinergie con i fondi SIE, nonché le modifiche proposte per il nuovo quadro finanziario pluriennale (2021‑2027).

Una valutazione intermedia di Horizon 2020 è giunta alla conclusione che «Per l’obiettivo “ampliamento” i progressi erano lenti e disuguali e, in alcuni Stati membri che hanno aderito più di recente all’Ue e in alcuni settori del programma, i cambiamenti visibili erano scarsi». Questo ha destato la preoccupazione del Parlamento e del Consigli consiglio europei e per questo la proposta di programma quadro di R&I per il periodo 2021‑2027, “Horizon Europa”, pone un accento ancora maggiore sia sulle misure di “ampliamento” che sulle sinergie. Anche il più recente “regolamento recante disposizioni comuni”, che disciplina i fondi SIE e altri fondi, sottolinea la necessità che gli Stati membri e la Commissione migliorino il coordinamento e sviluppino sinergie con il quadro di R&I.

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