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Ricordo di Giacono Carnesella nel 10° anniversario della scomparsa

Giacomo Carnesella Senatore della Repubblica A dieci anni dalla scomparsa Margherita, Gino e Marco lo ricordano con grande nostalgia ed affetto a quanti - parenti, amici e compagni - ne conservano intatta ed immutata la stima e la memoria. Cremona, 2 novembre 2015.

| Scritto da Redazione
Ricordo di Giacono Carnesella nel 10° anniversario della scomparsa

Commemorazione del Sen Giacono Carnesella avvenuta nel Consiglio Comunale di Cremona del 7 novembre 2005.

Nei giorni scorsi è scomparso il sen. Giacomo Carnesella, che per dieci anni è stato Consigliere Comunale della nostra città: un leader del socialismo e del riformismo padano, una delle figure più rispettate della politica cremonese. Nato il 7 maggio 1932 a Soncino, Carnesella si era iscritto al Psi nel 1956, dopo aver militato negli organismi studenteschi dell’Università degli Studi di Milano. La sua è stata una militanza politica molto impegnativa e densa di passaggi importanti. Inizia nel 1957, come segretario della sezione socialista di Soncino. Nel 1959 é segretario della Cgil di Crema. Nel 1960 é segretario circondariale del PSI a Crema e consigliere comunale a Soncino, dove svolge anche la funzione di vicesindaco. Entra a far parte degli organi direttivi della federazione cremonese del Psi, prima come membro del comitato direttivo provinciale, poi come responsabile dell’organizzazione. Dal 1968 al 1974 viene nominato presidente del Consorzio acque potabili della provincia di Cremona. Parallelamente all’attività amministrativa continua quella politica: nel 1970, all’unanimità, viene eletto segretario della Federazione provinciale e, dopo il congresso di Genova, entra nel Comitato Centrale. Il primo congresso lombardo del Psi, svoltosi a Milano nel 1972, lo nomina vicesegretario regionale. Con le elezioni politiche del 20 giugno 1976 diventa Senatore della Repubblica, eletto nel collegio di Crema. Al Senato Giacomo Carnesella ricopre la funzione di segretario della Commissione affari istituzionali e della Commissione parlamentare per le questioni regionali. Commissione che, in quel periodo, giocò un ruolo di grande importanza, proprio in relazione al dibattito che coinvolgeva ruolo e funzioni degli Enti Locali e delle nuove Regioni, nate solo qualche anno prima. Carnesella è senatore per tre anni. Nel 1976, al famoso congresso dell’Hotel Mida, in un confronto politico molto ravvicinato e decisivo per il futuro del PSI, Craxi sconfigge il segretario nazionale uscente Francesco De Martino. Carnesella si schiera con il vecchio leader socialista e contro Craxi, pur avendo con Bettino, suo compagno d’università, una lunga frequentazione. Non viene ripresentato come candidato nelle elezioni anticipate del 1979. Rientra con la propria azione politica a Cremona, dove siede in Consiglio Comunale dal 1980 al ’90. Nello stesso periodo, dal 1981 al 1991, è Presidente dell’Unità Socio Sanitaria Locale 51, di fatto svolgendo l’importante ruolo di Presidente dell’Ospedale di Cremona. Nel 1994 viene eletto per la terza volta segretario provinciale del Psi. Vive con grande sofferenza il lungo e difficile periodo di Tangentopoli, durante il quale una parte importante del mondo socialista viene messa sotto accusa in pesanti situazioni giudiziarie e dal quale prende inizio quella che viene definita ‘la diaspora socialista’. Nel 1998 con l’atto di fondazione del Pds decretato dagli Stati generali della sinistra italiana riuniti a Firenze Giacomo Carnesella decide di proseguire la sua militanza socialista all’interno del nuovo partito dei Democratici di Sinistra, entrando a pieno titolo negli organismi dirigenti cremonesi e lombardi della nuova formazione politica. Giacomo Carnesella è davvero una delle figure storiche del socialismo cremonese. Protagonista attivo del socialismo e del riformismo cremonesi, dirigente politico dall’onestà specchiata, dall'animo limpido, mai sopra le righe, è stato stretto collaboratore di Francesco De Martino, intimo di Aldo Aniasi, amico e nello stesso tempo rivale di Bettino Craxi. La sua scomparsa priva Cremona, i suoi cittadini ed il suo movimento democratico tutto di un rappresentante di prim’ordine, tenace costruttore di libertà e di progresso sociale. Nonostante la gravissima malattia - sopportata con grande dignità - che l’aveva colpito, Giacomo Carnesella è stato lucido fino alla fine e fino all’ultimo ha voluto seguire le vicende politiche e sociali della nostra città, confidando sui colloqui quotidiani che teneva con l’amato figlio Gino, nostro carissimo collega. Al carissimo Gino, al fratello Marco, alla moglie Margherita, compagna di una vita, noi rivolgiamo ancora i sentimenti di vicinanza e di partecipazione della città e del nostro Consiglio Comunale. Pensiero solidale che estendiamo anche al suo partito, i Democratici di Sinistra, ed al vasto mondo del socialismo e del riformismo cremonese che, con Giacomo Carnesella, perde un protagonista sicuro, un militante indomito, un rappresentante stimato e ben voluto da tutti.

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