Martedì, 22 maggio 2018 - ore 08.07

Segui il denaro Riflessione sulla scuola pubblica di Giampiero Carotti (Potere al Popolo)

"Segui il denaro" è (e non casualmente) sia il titolo di un saggio di Karl Marx sia una regola d'oro dell'antimafia, coniata dal giudice Falcone.

| Scritto da Redazione
Segui il denaro  Riflessione sulla scuola pubblica  di Giampiero Carotti (Potere al Popolo)

Segui il denaro  Riflessione sulla scuola pubblica  di Giampiero Carotti (Potere al Popolo)

"Segui il denaro" è (e non casualmente) sia il titolo di un saggio di Karl Marx sia una regola d'oro dell'antimafia, coniata dal giudice Falcone.

In questi giorni stanno facendo giustamente discutere i contenuti dei cosiddetti "Rapporti di autovalutazione" dei licei italiani: in alcuni di essi si scrive chiaramente che lì si studia meglio perché tra gli alunni ci sono pochi poveri, pochi non-italiani, pochi disabili. Al di là della grettezza morale di queste considerazioni esse preoccupano anche per il quadro complessivo in cui fioriscono.

Negli ultimi anni nel comparto dell'istruzione una managerialità posticcia è stata accompagnata a un taglio pesante di risorse: un taglio che è un programma politico, non una necessità. Si vuole che la gente accetti e faccia proprio un percorso mentale di questo tipo: c'è la crisi > non ci sono soldi > bisogna tagliare ovunque > si taglia l'istruzione > gli istituti si rivolgano più ai privati e meno al pubblico > i "manager" degli istituti è giusto che pensino a come raccogliere soldi dai privati > ogni istituto deve farsi pubblicità > ogni istituto è giusto che sfrutti le proprie peculiarità. Ed ecco affermata, come percorso "naturale" e logico, la scuola di classe come realtà necessaria, se non addirittura come miglior scelta possibile. Perché la libertà non è forse la possibilità di ognuno di sfruttare al meglio le proprie caratteristiche e i propri punti di forza?

Ecco: il rischio secondo me più grosso che corriamo non è tanto che si renda più facile la vita alle scuole di élite (che sono sempre esistite) e le si confermi nella loro alterità (o persino le si prenda ad esempio da seguire), ma è quello che i cittadini accettino che chi paga decide, nelle scuole private così come nelle pubbliche; che accettino che i genitori che pagano hanno il diritto di sostituire lo Stato. Di qui a pretendere che ogni scuola  pubblica diventi una sorta di spa in cui i genitori hanno diritto di nominare un cda in ragione di quante "azioni" di quella scuola hanno comprato il passo è tragicamente breve. Significa - banale banale - dire che le leggi del mercato hanno la precedenza sullo Stato e sul suo assetto complessivo: peggio ancora, hanno la precedenza sugli obiettivi di uno Stato. L'obiettivo di uno Stato che possa definirsi tale, di una nazione decente, è salvaguardare i rapporti sociali e combattere le disuguaglianze, è formare cittadini coscienti dei propri diritti e dei propri doveri. E questo obiettivo non può essere superato da nulla.

Giampiero Carotti - candidato per "Potere al popolo!" nel collegio Lombardia 1 Senato

 

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