Le sigle di categoria di Cgil Cisl e Uil scrivono al premier per richiamare l’attenzione sulle difficili condizioni di vita della popolazione anziana del nostro Paese. Il prossimo 21 ottobre la riunione per decidere nuove mobilitazioni
Sindacati a Letta: «Il governo si occupi dei pensionati» (foto tratta dal sito dello spi cgil campania) (immagini di (foto tratta dal sito dello spi cgil campania))
Una lettera al presidente del Consiglio Enrico Letta per richiamare l’attenzione del governo "sulle difficili condizioni di vita della popolazione anziana del nostro paese, fortemente penalizzata negli ultimi anni dal blocco della rivalutazione delle pensioni, dall’aumento di tasse, imposte e tariffe e dai tagli al welfare e ai trasferimenti a Regioni e Comuni". L'hanno scritta e firmata i segretari generali di Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil, Carla Cantone, Gigi Bonfanti e Romano Bellissima. L'altra decisione unitaria è quella di riunire gli organismi nazionali il prossimo 21 ottobre a Roma per avviare un programma di iniziative e mobilitazioni su tutto il territorio nazionale.
Le tre sigle chiedono al premier "una decisa inversione di tendenza nelle politiche fin qui attuate, garantendo l’indicizzazione delle pensioni all’inflazione e utilizzando la leva fiscale per restituire ai pensionati il potere d’acquisto perso negli ultimi anni. È necessaria – affermano ancora Cantone, Bonfanti e Bellissima – una grande operazione di giustizia e ridistribuzione della ricchezza del Paese, che deve essere attuata attraverso una profonda riforma fiscale, che faccia pagare chi non ha mai pagato e riduca le tasse sul lavoro e sulle pensioni. Se devono essere chiesti ulteriori sacrifici ai cittadini, si chiedano a tutti i possessori di redditi elevati, che provengano da retribuzioni, da pensioni o da patrimoni".
Allo stesso tempo, prosegue la missiva, "serve una radicale riforma della spesa pubblica, che elimini corruzione, privilegi, inappropriatezza, sprechi e razionalizzi l’utilizzo delle risorse. I pensionati in tutti questi anni hanno sempre fatto la loro parte e contribuito in misura determinante alle manovre di risanamento dei conti pubblici. Oggi chiedono un segnale forte da parte del governo e del Parlamento, che restituisca loro quella fiducia nelle istituzioni che purtroppo stanno perdendo".
2013-09-25



