Lunedì, 18 novembre 2019 - ore 06.55

SIRIA: AMNESTY DENUNCIA UN INGENTE NUMERO DI VITTIME CIVILI PER UN SOSPETTO ATTACCO AEREO RUSSO A IDLIB

Commentando la notizia che stanotte un aereo russo avrebbe portato a termine un attacco nella provincia di Idlib uccidendo almeno 44 persone

| Scritto da Redazione
SIRIA: AMNESTY  DENUNCIA UN INGENTE NUMERO DI VITTIME CIVILI PER UN SOSPETTO ATTACCO AEREO RUSSO A IDLIB

SIRIA: AMNESTY  DENUNCIA UN INGENTE NUMERO DI VITTIME CIVILI PER UN SOSPETTO ATTACCO AEREO RUSSO A IDLIB

Commentando la notizia che stanotte un aereo russo avrebbe portato a termine un attacco nella provincia di Idlib uccidendo almeno 44 persone, Lynn Maalouf, direttrice delle ricerche sul Medio Oriente di Amnesty International ha detto:

“Questo ignobile attacco, il più mortale a Idlib quest’anno, ha preso di mira il villaggio di Zardana mentre le persone rompevano il digiuno del Ramadan. Fra gli uccisi ci sono almeno sei bambini, e il numero dei morti probabilmente aumenterà per i feriti che non sopravvivranno. Attaccare deliberatamente viola il diritto internazionale umanitario e rappresenta un crimine di guerra”.

“Siamo profondamente preoccupati dalle notizie secondo le quali si sarebbe trattato di un ‘attacco a due riprese’, in cui gli aerei fanno seguire un secondo attacco al primo, colpendo generalmente il personale di soccorso e quanti sopraggiunti in aiuto delle vittime. Questi attacchi crudeli si sono verificati di continuo in Siria, a dimostrazione del profondo disprezzo per le vite dei civili e per i principi fondamentali del diritto internazionale umanitario”.

“L’area teatro di questo attacco fa parte della zona di de-escalation concordata da Russia, Iran e Turchia lo scorso anno durante i colloqui di pace di Astana. La Russia e la Siria devono immediatamente fermare gli attacchi diretti ai civili e gli attacchi indiscriminati. Questa incursione aerea deve essere oggetto di un’inchiesta indipendente e i responsabili dei crimini di guerra commessi in Siria devono essere chiamati a risponderne davanti alla giustizia”.

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