Domenica, 25 agosto 2019 - ore 00.44

Storia di Maastricht ( Olanda)

| Scritto da Redazione
Storia di Maastricht ( Olanda)

Storia di Maastricht ( Olanda)
Nella storia europea più recente (1992) Maastricht si è resa celebre per essere stata luogo firmatario del Trattato sull’Unione Europea
La storia di Maastricht si differenzia notevolmente da quella delle altre città olandesi per essere molto più antica: è noto che già 500 anni prima dell’arrivo dei Romani, una tribù di Celti aveva occupato un piccolo insediamento lungo il fiume Mosa, proprio vicino a quel guado che assunse così grande importanza per i Romani e che fu conosciuto poi col nome di Mosae Trajectum (“Passaggio del fiume Mosa”). Questo guado era la più efficace via di comunicazione tra la Gallia e la Germania e fu per questo che, durante l’impero di Augusto, venne costruito un ponte attorno al quale crebbe poi un piccolo insediamento commerciale.
Prima del II secolo a.C. le città nelle province di Gallia e Germania non erano fortificate e per proteggersi facevano affidamento sulle linee difensive lungo il fiume Reno. Nel III secolo però, con l’indebolimento dell’impero romano, le incursioni delle tribù germaniche dall’area est del Reno divennero sempre più frequenti e le linee difensive meno efficaci, per questo motivo molte città cominciarono ad erigere fortificazioni difensive. Il controllo e la protezione del ponte di Maastricht era di cruciale importanza tanto che i romani vi edificarono nelle vicinanze un castello e un fossato.
Verso l’anno 402 le truppe romane si ritirarono definitivamente in Italia e Maastricht cadde sotto il dominio francese. Con la crescita dell’Impero carolingio, che aveva il suo centro in Aachen, Maastricht godette di una posizione favorevole perchè vicina al centro di potere; di questo beneficiò anche la crescente comunità religiosa di San Servazio, grazie alle generose offerte che favorirono il diffondersi del cristianesimo nel sud del paese .
Nel 1284 Maastricht si presentava come una città divisa sotto un potere doppio: da un lato il Principe di Liegi, con diritti di tassazione e giurisdizione in precedenza in mano ai Romani, dall’altro il Duca di Brabant, sotto cui passò la parte carolingia. Questa autorità duplice era destinata a rimanere inalterata fino al 1794, quando le truppe francesi fecero piazza pulita di antiche tradizioni ed incorporarono la città nel “dipartimento della Mosa inferiore”.
La popolazione crebbe vertiginosamente e il commercio si sviluppò grazie al prosperare delle industrie tessili e conciarie e fu così che nel 1350 si rese necessaria la costruzione di una nuova cinta muraria attorno alla città; le mura, di diametro superiore rispetto alle precedenti, permisero la costruzione di nuovi edifici espandendo ulteriormentela città.
Anche la religione godette di un periodo di grande prosperità durante il quale furono ampliate le chiese e costruiti numerosi conventi e monasteri; quest’abbondanza di edificazioni e lavori, a sua volta, attirò un gran numero di artigiani, pittori, scultori e artisti di vario genere.
Una volta raggiunto l’apice della sua prosperità verso l’inizio del XVI secolo, Maastricht subì una serie di duri colpi inferti dall’esito degli eventi internazionali: la Riforma portò a conflitti religiosi mentre la rivolta delle province olandesi contro la Spagna portò alla guerra.
Nel 1579 Maastricht fu assediata dalle truppe spagnole e la popolazione fu fatta prigioniera all’interno delle mura per quattro mesi. Le speranze nell’aiuto di Guglielmo d’Orange rimasero disattese e la città fu conquistata con perdite molto alte. Gli Stati Generali fecero due tentativi per rimpossessarsi della città nel 1592 e ancora nel 1594, ma fallirono entrambi e la città rimase in mani spagnole finché non fu riconquistata da Frederik Hendrik nel 1632. Sia nel 1579 che nel 1632, gli eserciti fecero uso di nuove strategie, sia di attacco che di difesa: la più importante di queste consisteva nello scavare dei tunnel sotto le difese nemiche e poi piantare dell’esplosivo per aprire dei varchi nelle mura.
Successivamente, nel 1632 le difese della città vennero ampliate e modernizzate, questo in relazione soprattutto alla crescente tensione internazionale. Nel 1672, durante l’attacco delle truppe francesi, la nuova ristrutturazione delle difese cittadine si dimostrò inefficace e l’esercito guidato dal Luigi XIV fu comunque in grado di impossessarsi della città (grazie soprattutto al genio militare di Vauban, le cui strategie furono utilizzate fino al XX secolo). Le truppe francesi erano guidate dal capitano Charles de Batz de Castelmore (meglio noto col nome di D’Artagnan), della Prima Compagnia dei Moschettieri del Re, che durante questo attacco trovò la morte.
Durante i periodi di pace, che si alternarono tra i vari attacchi dei francesi, si fecero grandi sforzi urbanistici e earchitettonici per dare alla città un aspetto più moderno: le case in legno furono rimpiazzate da eleganti edifici in pietra, furono costruiti canali di scolo e venne aggiunta l’illuminazione stradale. Furono costruiti importanti edifici quali il municipio e la torre campanaria e ben quattro chiese negli stili classico e barocco.
L’avvento della rivoluzione francese cambiò radicalmente il corso degli eventi mettendo fine alle antiche e secolari tradizione, compresa quella del doppio governo. Le ricchezze del clero furono, inoltre, confiscate e molte chiese e monasteri chiusi.
Con la fine delle guerre napoleoniche si cercò di ridisegnare i confini europei per monitorare più efficacemente la Francia: la soluzione trovata fu quella di fondere Belgio e Olanda in un unico stato per creare un’influenza più forte nel nord del continente. Quest’unione tuttavia non durò a lungo e nel 1830 il Belgio si ribellò alla monarchia, dichiarandosi indipendente. Maastricht, geograficamente parlando, sarebbe dovuta finire nei confini dello stato ribelle, tuttavia i suoi militari decisero di rimanere fedeli alla casa degli Orange e fu così che, con grande rammarico per i belgi, la provincia del Limburgo venne divisa e Maastricht rimase nelle mani dell’Olanda.
I primi sentori della rivoluzione industriale arrivarono a Maastricht verso gli inizi del XIX secolo, quando cominciarono a sorgere le botteghe per la lavorazione della ceramica e la città ben presto si trasformò nella prima città industriale olandese. Certi settori della popolazione furono toccati da un grande benessere, mentre il crescente sottoproletariato urbano (quello degli operai delle fabbriche) versava invece in pessime condizioni: dure condizioni lavorative, mancanza di abitazioni, continue epidemie dovute alle scarse condizioni igieniche).
Dato che l’Olanda rimase neutrale durante il primo conflitto mondiale, Maastricht soffrì principalmente a causa della povertà dilagante e delle o ndate di rifugiati che arrivavano quotidianamente nella città. Nel secondo conflitto mondiale le cose andarono diversamente e nel 1940 le truppe tedesche occuparono la città. Maastricht fu la prima città olandese a essere liberata dalle forze alleate, nonostante gia aveva subito ingenti perdite. Oltre tutto, il problema della mancanza di abitazioni residenziali continuava a farsi sentire in modo sempre più eccessivo.
Gli anni del dopoguerra furono impiegati nell’enorme sforzo di ricostruire il centro storico ed estendere la costruzione di nuove abitazioni nelle periferie.
Nella storia europea più recente (1992) Maastricht si è resa celebre per essere stata luogo firmatario del Trattato sull’Unione Europea, anche conosciuto appunto come Trattato di Maastricht.
per saperne di più sull'Olanda vai al sito: http://www.olanda.cc/

3675 visite
Petizioni online
Sondaggi online

Articoli della stessa categoria

AccaddeOggi  28 marzo 1968 Dubček La prima scintilla della Primavera di Praga

AccaddeOggi 28 marzo 1968 Dubček La prima scintilla della Primavera di Praga

Dopo la nomina di Dubček il 5 gennaio a primo segretario del Partito comunista cecoslovacco, il 28 marzo il Comitato centrale approvò l’avvicendamento di Ludvík Svoboda a presidente della repubblica, con l’estromissione di Novotný, e il “programma d’azione” che apriva a riforme rivoluzionarie, impensabili fino a poco prima, quali la libertà di riunione e associazione, e la libertà di stampa e movimento.
Slovacchia La foto simbolo del ’68 slovacco su un francobollo e una moneta commemorativa

Slovacchia La foto simbolo del ’68 slovacco su un francobollo e una moneta commemorativa

La fotografia slovacca più famosa nel mondo, “Uomo a torso nudo davanti a carro armato degli occupanti” di Ladislav Bielik, una immagine che ha fatto il giro del pianeta nei giorni caldi dell’agosto 1968, sarà ripreso in un francobollo postale che sarà prodotto in 80.000 pezzi dalle Poste Slovacche per il 50° anniversario dell’invasione della Cecoslovacchia, il prossimo anno.