Sabato, 05 dicembre 2020 - ore 23.16

Da Weimar all’Anschluss: il secolo breve della Germania

| Scritto da Redazione
Da Weimar all’Anschluss: il secolo breve della Germania

I conflitti epocali, ma pericolosamente attuali, che sconvolsero la Repubblica di Weimar, preludio all’avvento di Hitler. Il muro che divise Berlino, e così l’Europa intera, tra Est e Ovest, frontiera tra modelli alternativi e antitetici di economia, società, esistenza. Infine la riunificazione, o annessione, sotto un un’unica bandiera sul finire del secolo, al contempo epilogo del mondo di ieri e preambolo di quello di oggi.

La Germania è stata al cuore del Novecento. Protagonista della grande Storia, nel progresso come nella tragedia. In occasione della ricorrenza del 9 novembre, data della caduta del muro della capitale tedesca e dell’annessione dell’Austria da parte del Reich, Diarkos, casa editrice, ha voluto ripercorrere il suo cammino – ineludibile per comprendere le vicende dell’oggi – presentando tre libri importanti di storici, giornalisti ed economisti: “La repubblica di Weimar”, di David Bernardini; “Il Muro di Berlino. 1961- 1989” di Roberto Giardina; “Anschluss. L’annessione”, di Vladimiro Giacchè.

“La repubblica di Weimar” di David Bernardini: Weimar continua a essere un “sismografo”, capace di registrare le incertezze e le inquietudini del presente.

La Repubblica di Weimar, la prima tormentata democrazia tedesca, costituì un innovativo e conflittuale laboratorio dove si intrecciarono e si scontrarono le grandi correnti politiche del Novecento. A più di un secolo dalla sua fondazione, il libro si propone di ripensare quest’inedita esperienza attraverso il prisma della violenza politica che contraddistinse quel «tempo di idee combattenti», riprendendo un importante filone di studi internazionale che in Italia ha avuto ancora scarsa eco. La narrazione si addentrerà nella traduzione dei grandi conflitti sociali che segnarono gli anni Venti e Trenta nella vita quotidiana dei militanti politici (comunisti, nazisti, socialdemocratici e anarchici), protagonisti di una vicenda che ha ben poco di epico, di pulito, di facilmente catalogabile e giudicabile. È una storia che invece sa di sangue, di selciato, dei muri ammuffiti delle birrerie e dei caseggiati dove si combatté una lotta senza quartiere contro l’ascesa di Adolf Hitler, in un caleidoscopio di esperienze che parla la lingua di oggi. In un presente, infatti, dove l’estrema destra, forte dei successi elettorali dei partiti cosiddetti populisti, ambisce nuovamente a conquistare le periferie, Weimar risulta ancora quanto mai attuale.

“Il Muro di Berlino. 1961- 1989”, di Roberto Giardina: il 13 agosto 1961 nacque il Muro che divise Berlino e il mondo, e prese tutti di sorpresa.

In realtà, tutti tirarono un sospiro di sollievo. Non si sarebbe tornati a morire per Berlino. Da quel giorno, si iniziò a morire a Berlino.

A Berlino, pochi anni dopo la caduta, già non ci si ricordava più il punto esatto dove correva il Muro, segnato ora da una striscia di sampietrini color sangue. Si è dovuto ricorrere alle foto dei satelliti.

Basta un tempo breve e la storia rischia di svanire.

In questo libro si ripercorre, in presa diretta, la grande e piccola storia della Germania dal 1961 al 1989, attraverso le vicende e i racconti di chi è stato protagonista, anche se involontario, di quegli accadimenti.

Si disse che il Muro era caduto a Berlino, ma le macerie erano finite in Italia. E da allora la storia del nostro paese cominciò a cambiare.

“Anschluss. L’annessione”, di Vladimiro Giacchè: 9 Novembre 1989, cade il Muro di Berlino. La riunificazione della Germania: uno dei più grandi successi della nuova Europa sorta da quel crollo? La realtà è ben diversa.

Questo libro la racconta nel dettaglio, e mostra come la storia di questa annessione sia anche la storia dell’Europa dei nostri anni.

Ancora oggi, a 30 anni dal crollo del Muro, la distanza economica e sociale tra le due parti della Germania non accenna a diminuire, nonostante massicci trasferimenti di denaro pubblico dalle casse del governo federale tedesco e da quelle dell’Unione Europea.Sulla base di una ricerca scrupolosa, condotta attraverso i dati ufficiali e le testimonianze dei protagonisti, Vladimiro Giacché svela come la riunificazione delle due Germanie abbia significato la quasi completa deindustrializzazione dell’ex Germania Est, la perdita di milioni di posti di lavoro e un’emigrazione di massa verso Ovest che perdura tuttora, spopolando intere città.

La storia di questa unione che divide è una storia che parla direttamente al nostro presente.

Essa comincia infatti con la decisione di attuare subito l’unione monetaria tra le due Germanie, prima di aver attuato la necessaria convergenza tra le economie dell’Ovest e dell’Est. L’unione monetaria ha accelerato i tempi dell’unione politica, ma al prezzo del collasso economico dell’ex Germania Est.

Allo stesso modo la moneta unica europea, introdotta in assenza di una sufficiente convergenza tra le economie e di una politica economica comune, ha accentuato gli squilibri in Europa ed è tra i motivi della crisi che ha investito numerosi paesi europei nell’ultimo decennio, e che per noi ha rappresentato la peggiore crisi in tempi di pace dall’Unità d’Italia.

(aise)

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