Giovedì, 16 settembre 2021 - ore 22.49

Superti.La vita difficile e la politica in città

| Scritto da Redazione
Superti.La vita difficile e la politica in città

CREMONA: LA VITA DIFFICILE  E LA POLITICA IN CITTA’
Il cittadino non sa più a quale santo rivolgersi per avere qualche notizia tranquillizzante.
La crisi economica non da segno di tregua ed i segni sono visibili e tangibili.
Ma non basta.
Per distrarre i cittadini dai veri problemi della vita di tutti i giorni  entrano in campo vari componenti della maggioranza di governo e della città.
La Lega propone l’esercito regionale.
Con quali mezzi ( oltre le camicie verdi) e con quale scopo ?!?
Non bastano più i “trecentomila fucili sempre pronti” di Bossi ?
A proposito dove sono nascosti ?
Qualcuno ha  mai indagato ?
Tutto fa brodo per distogliere il cittadino  dai reali problemi  italiani, padani,cremonesi.
Come si è visto in questi giorni i problemi a Cremona non mancano.
Anche se  il nostro assessore al bilancio insiste nel proclamare il ritorno all’attivo  del bilancio comunale, fornendo dati di cassa e di competenza in “contemporanea” : sarà bene appena possibile che chi di competenza , nell’ambito del Pd , provveda a ricondurre le considerazioni dell’assessore nel giusto ambito dell’analisi, dati alla mano: restiamo in attesa.
Il continuo ricorso ad aumenti incondizionati di tasse e balzelli non da nessun diritto a proclamarsi “salvatori della città” se a pagare sono sempre i soliti , dopo che nello scorso esercizio si è rotto il patto di stabilità , con interventi a favore di pochi ed a scapito di tutti.
E come se non  bastasse  ecco apparire il problema della allocazione del mercato cittadino con l’intervento , sul campo persino del comandante della “Polizia Locale”.
Il tutto sta a significare, a monte,  improvvisazione e poca  conoscenza  e considerazione delle esigenze del cittadino.
Dopo che si sono fatte affluire tutte le auto in città , con evidenti segni di disagio ( basta guardarsi intorno) ,ora si deve infierire contro i residenti del centro ( professionisti ed anziani che hanno anche pagato per avere il “mezzo” più vicino possibile).
E’ evidente che l’abbandono dell’idea che piazza Marconi sia ancora, come lo è sempre stato, il centro del mercato cittadino e delle esposizioni all’aperto, non appare e non è una soluzione razionale.
Si è abbandonato l’assetto che molto saggiamente era previsto nelle intenzioni dei nostri padri.
L’idea che piazza Marconi possa divenire il “salotto della città”  fa parte solo dell’immaginario di chi l’ha partorita( anche se con buone intenzioni).
Uno spazio  per poco tempo dedicato alle merci non avrebbe mai intaccato l’attività  espositiva e di rappresentanza del “palazzo dell’arte”.
E la nostra vista non ne avrebbe sofferto in alcun modo.
Il disagio amministrativo della attuale maggioranza si evince anche dallo svolgersi dei fatti nell’ambito del Consiglio comunale e della Giunta Perri: il salvataggio, tutto politico dell’assessore alla cultura non è un segno di vitalità.
E’ solo il contrario delle procedure messe in atto dalla vecchia maggioranza allorquando, senza adeguata conoscenza  dell’operato di un suo assessore ,e su istigazione  dei piccoli ras locali ( alle prese con problemi di visibilità personale) ,ha preso provvedimenti che hanno segnato l’esito infausto delle  elezioni susseguenti.
Il modo di procedere della attuale Giunta non darà nessun frutto e vantaggio alla vita culturale della città.
Neppure con la pubblicazione di “Cremona fascistissima” e con la “ripresa” da altri definita “farsa tragicomica “ del volume della Storia di Cremona.
E per concludere, che dire della vicenda “Tamoil” ,forse conclusa, e con l’applauso incondizionato della attuale coalizione.
Noi tutti siamo contenti che i dipendenti possano tirare un sospiro di sollievo, ma ci ricordiamo bene anche quando i componenti della allora minoranza “ sparavano ad alzo zero” contro la “Tamoil”  con l’intento di coinvolgere la Giunta Corada  con una violenta presa di posizione “anti-Tamoil”.
E che dire del fatto che una personalità di rilievo, come il Giudice Beluzzi, sia dovuta ricorrere alla ospitalità di un Istituto privato cittadino per rendere conoscenza al fenomeno della mafia !!??
Questa non è politica, oppure, se volete, non è un atteggiamento costruttivo dovuto e doveroso verso la vita di una città , sempre più maltrattata.
E’ solo assenza delle Istituzioni.
Cordialità e buon lavoro.
MARIO SUPERTI
CREMONA   

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