Al Fano aveva promesso "la più grande novità della politica italiana", dopo la quale "nulla sarebbe stato come prima".
Mentre diceva ciò il cavaliere lo silurava negandogli il possesso del "quid" che distingue i politici dai portaborse. Per cui una grande novità annunciata da un portaborse, non ha incuriosito nessuno, anche perchè la grande novità sarebbe stata quella di annunciare il rientro dalla porta del cavaliere dopo essere uscito dalla finestra.
Un po' come la promessa di Bossi di tornare al vertice di quel che resta della Lega, ritorno che escluderà la lega dalla conquista del quorum; e questo Maroni lo sa bene, per questo vorrebbe rinunciare al parlamento nazionale, per evitarsi di esserne escluso dagli elettori.
Lo stesso accadrebbe a Berlusconi, basterebbe la sua candidatura per scoraggiare gli elettori e riversare con sensi sulla protesta di Grillo.
La responsabilità del crollo del PdL Berlusconi la riversa sui parlamentari, specialmente quelli ex AN che considera come ospiti nel PdL, ma ospiti che hanno superato da tempo i fatidici tre giorni, dopo i quali puzzano.
Si arriva al paradosso secondo il quale l'ultima chance di Berlusconi sarebbe una alleanza con l'odiato PD, anche in posizione subalterna, ma sempre ricattatoria, priva di chiarezza e trasparenza.
Il PD non ha alcun bisogno della presenza del cavaliere, che sarebbe squalificante; necessita piuttosto di personalità qualificate, in grado di apportare valori, distanti dai prezzi correnti dell'attuale mercato.
Rosario Amico Roxas



