Comincia ad evidenziarsi il programma elettorale del cavaliere, descritto su un quotidiano tedesco, in modo da arrivare direttamente alla Merkel (la culona inch…. di recente memoria) e, di sponda anche agli elettori italiani.
Già sono in agitazione i rilevatori dei sondaggi per analizzare la reazione immediata al fitto carnet operativo proposto dal cavaliere per il rilancio dell’attività di governo, o meglio, del suo prossimo e agognato governo.
Ma si tratta di un “Déjà vu a 360°”; niente di nuovo sotto il sole, a cominciare dal nome che ripesca quel “Forza Italia” che deve aver sentito come proprio in occasione della partita con l’Inghilterra.
Quindi i programmi veri e propri:
Abbassare le tasse: Déjà vu. Lo fece dopo avere attaccato il governo Prodi come “governo delle tasse”.
Il prof. Romano aveva perfettamente capito che bisognava stringere e far stringere la cinghia per evitare quello che poi, con il governo Berlusconi, è accaduto. Lo stesso Monti non ha potuto fare a meno di indicare nella soppressione generalizzata dell’ICI una delle concause del crollo verticale della credibilità internazionale e la dilatazione smisurata del debito pubblico. Quindi il condono tombale che favorì solo gli evasori fiscali; paradossalmente di quel condono ancora oggi devono essere incassati oltre 5 miliardi di euro, mai entrati nella casse dello Stato; per colmare la misura, con la interessata complicità del ministro/tributarista 3monti, ecco partorire loscudo fiscale, sempre per le fasce più abbienti, per le mafie, per i grandi evasori, oculatamente amministrate dal tributarista 3monti, unico tributarista al mondo al quale non serve studiare le leggi per agevolare i suoi clienti, perché le leggi se le è sempre fatte su misura dei suoi maggiori richiedenti. Per equilibrare l’equità, venne partorita anche quella ignobile “patente di povertà”, ribattezzata “social card” che garantiva ai fortunati possessori ben 400 gr. di pane al giorno.
Il messaggio che Berlusconi ha voluto inviare dal quotidiano tedesco è chiaramente rivolto a quegli imprenditori senza scrupoli che attendono il suo ritorno come la manna dal cielo, secondo la logica del capitalismo liberista berlusconiano di “far pagare poco ai molti, per permettere a pochi di evadere molto”.
Quindi il messaggio alla Merkel, dal quale si evince che da ipotetico presidente del consiglio chiederà una Germania più Europea, piuttosto che una Europa germanizzata. Ma cade in contraddizione con se stesso, perché se vuole rimettere in sella il liberismo capitalista non può fare a meno della Merkel, rimasta l’ultimo baluardo europeo del capitalismo liberista, individualista e alieno di ogni forma di solidarietà europea.
Altro punto qualificante sarebbe il ripristino dell’etica in politica, e inizia con imporre le dimissioni al consigliere regionale Nicole Minetti, da lui stesso voluta nel listino bloccato e difesa a spada tratta in quel suo intervento da Lerner, nel quale si beccò l’epiteto di ”cafone”, avendo insultato le signore presenti a vantaggio della integerrima figura della Minetti, di madre lingua inglese, plurilaureata, ma che adesso deve essere defenestrata., in quanto si di lei gravano seri dubbi di moralità.
Ma in che modo ?
La Minetti oltre alla buonuscita della quale non sono note le dimensioni, esige anche essere nominata ambasciatrice in tutto il mondo di una ONLUS appositamente creata per lei, in modo da poter girare il pianeta, a spese dei contribuenti, per informare le nazioni che “senza il t-shirt è ancora meglio”. E non si ferma alla Minetti, perché il programma prevede di non ricandidare quelle fanciulle, opportunamente definire dalla ex moglie “ciarpame politico”; dovrà trovare una adeguata collocazione per tutte e non sarà facile, ma sarà oneroso.
La Brambilla preferisce il “far da sé” e prepara una lista civica degli animalisti, con tanto di campagna elettorale a spese di chi ?
Anche Vittorio Sgarbi si lancia come “l’anti-Grillo”, con altra lista civica il cui primo punto del programma prevede la riapertura delle case chiuse, forse in sintonia con la non ricandidatura delle bambolone del presidente.
Rimane in piedi e non ben chiarita la posizione di Matteo Renzi, per il quale era stata ipotizzata la candidatura a presidente del consiglio come alter-Berlusconi, con la definitiva cancellazione di Al Fano, che dovrà dedicarsi alla ricerca di quel “quid” che gli manca e che ha segnato la sua ingloriosa fine.
Rosario Amico Roxas


