Giovedì, 28 ottobre 2021 - ore 18.34

Verso un mercato unico più forte per la ripresa dell'Europa

| Scritto da Redazione
Verso un mercato unico più forte per la ripresa dell'Europa

Mercoledì, 5 maggio, la Commissione ha aggiornato la strategia industriale dell'UE per tenere pienamente conto delle nuove circostanze dettate dalla crisi COVID-19 nella sua ambizione industriale e contribuire a guidare la transizione verso un'economia più sostenibile, digitale, resiliente e competitiva a livello mondiale.

La strategia aggiornata riconferma le priorità stabilite nella comunicazione del marzo 2020, pubblicata un giorno prima che l'OMS dichiarasse la COVID-19 pandemia, integrando nel contempo gli insegnamenti tratti dalla crisi per rilanciare la ripresa e rafforzare l'autonomia strategica aperta dell'UE. Propone nuove misure per rafforzare la resilienza del nostro mercato unico, soprattutto in tempi di crisi. Si concentra sulla necessità di comprendere meglio le nostre dipendenze in settori strategici essenziali e presenta una serie di strumenti per affrontarle. Introduce nuove misure per accelerare la duplice transizione verde e digitale. La strategia aggiornata risponde inoltre alle richieste di individuare e monitorare i principali indicatori della competitività dell'economia dell'UE nel suo complesso: integrazione del mercato unico, crescita della produttività, competitività internazionale, investimenti pubblici e privati e investimenti in attività di ricerca e sviluppo.

La dimensione relativa alle PMI è al centro della strategia aggiornata, che prevede un sostegno finanziario e provvedimenti su misura che consentano alle PMI e alle start-up di accogliere la duplice transizione. La Commissione intende nominare Vazil Hudák come rappresentante per le PMI. La sua nomina è attualmente in corso di formalizzazione.

Sempre mercoledì la Commissione ha adottato anche una proposta di regolamento relativo alle sovvenzioni estere distorsive del mercato unico. Si tratta di un elemento fondamentale per la riuscita della strategia industriale dell'UE in quanto permette di creare condizioni di parità e di promuovere un mercato unico equo e competitivo.

La strategia industriale aggiornata, pubblicata mercoledì, si concentra su una serie di obiettivi strategici: rafforzare la resilienza del mercato unico; gestire le dipendenze strategiche dell'UE; accelerare la duplice transizione.

Rafforzare la resilienza del mercato unico

Il mercato unico è stato messo a dura prova dalle restrizioni delle forniture, dalla chiusura delle frontiere e dalla frammentazione determinate dalla pandemia di COVID-19. La crisi ha messo in evidenza la necessità cruciale di sostenere la libera circolazione delle persone, delle merci, dei servizi e dei capitali nel mercato unico e di collaborare per migliorare la resilienza del mercato unico alle perturbazioni. A tal fine la Commissione intende tra l'altro: proporre uno strumento per le emergenze nel mercato unico, ossia una soluzione strutturale per garantire la libera circolazione delle persone, delle merci e servizi in caso di crisi future (tale nuovo strumento dovrebbe garantire più trasparenza e solidarietà e contribuire a sopperire a carenze di prodotti critici, garantendo la disponibilità dei prodotti con maggiore rapidità e rafforzando la cooperazione nel settore degli appalti pubblici); attuare pienamente la direttiva sui servizi per assicurarsi che gli Stati membri rispettino gli obblighi vigenti, tra cui l'obbligo di notifica, al fine di individuare e abbattere eventuali nuovi ostacoli; rafforzare la vigilanza del mercato dei prodotti, offrendo sostegno alle autorità nazionali allo scopo di potenziare le capacità e accelerare la digitalizzazione delle attività di ispezione dei prodotti e di raccolta dei dati; mobilitare ingenti investimenti a sostegno delle PMI; mettere a punto e attuare sistemi di risoluzione alternativa delle controversie per far fronte ai ritardi nei pagamenti alle PMI e predisporre misure per affrontare i rischi di solvibilità che gravano sulle PMI.

Gestire le dipendenze strategiche dell'UE

Sebbene l'apertura al commercio e agli investimenti rappresenti un punto di forza e una fonte di crescita e resilienza per l'UE, che è uno dei principali importatori ed esportatori, con la pandemia è anche maturata una più ampia consapevolezza generale della necessità di analizzare e affrontare le dipendenze strategiche, a livello sia tecnologico che industriale. Di conseguenza la Commissione ha condotto un'analisi "bottom-up" basata su dati commerciali: un'analisi iniziale di 5 200 prodotti importati nell'UE ha permesso di individuare 137 prodotti (che rappresentano il 6% del valore totale delle importazioni di beni nell'UE) in ecosistemi sensibili nei quali l'UE si trova in condizioni di forte dipendenza, soprattutto nei settori ad alta intensità energetica (come quello delle materie prime) e negli ecosistemi sanitari (come quello delle sostanze attive farmaceutiche), così come in relazione ad altri prodotti importanti per sostenere la duplice transizione verde e digitale. 34 prodotti (che rappresentano lo 0,6% del valore totale delle importazioni di beni nell'UE) sono potenzialmente più vulnerabili dato che vi sono scarse possibilità di ulteriore diversificazione e di sostituirli con prodotti dell'UE. L'analisi ha messo in luce criticità e dipendenze anche nel settore delle tecnologie avanzate.

La stessa Commissione presenta i risultati di sei analisi approfondite sulle materie prime, le batterie, le sostanze attive farmaceutiche, l'idrogeno, i semiconduttori e le tecnologie cloud e edge, risultati che danno maggiori indicazioni sull'origine delle dipendenze strategiche e sui relativi effetti. Avvierà poi una seconda fase di analisi delle potenziali dipendenze in settori fondamentali, tra cui quelli dei prodotti, servizi o tecnologie essenziali per la duplice transizione, come le energie rinnovabili, lo stoccaggio di energia e la cibersicurezza, e svilupperà un sistema di monitoraggio tramite l'Osservatorio sulle tecnologie critiche della Commissione.

Ed ancora: si adopera per diversificare le catene di approvvigionamento internazionali e stringere partenariati internazionali per aumentare la capacità di risposta; incoraggia nuove alleanze industriali nei settori strategici in cui tali alleanze sono lo strumento migliore per dare impulso ad attività che altrimenti non si svilupperebbero. Le alleanze industriali saranno promosse nei settori in cui attraggono investitori privati con cui discutere nuovi partenariati e modelli commerciali in modo aperto, trasparente e conforme alle norme in materia di concorrenza e in cui hanno il potenziale di innovare e creare posti di lavoro di qualità. Le alleanze offrono una piattaforma in linea di principio ampia e aperta e presteranno particolare attenzione all'inclusività per le start-up e le PMI.

La Commissione sta preparando il lancio dell'alleanza per i processori e le tecnologie a semiconduttori e dell'alleanza per i dati industriali e le tecnologie edge e cloud, e sta prendendo in considerazione la preparazione di un'alleanza per i lanciatori spaziali nonché di un'alleanza per un settore dell'aviazione ad emissioni zero; sostiene gli sforzi degli Stati membri per mettere in comune risorse pubbliche attraverso importanti progetti di comune interesse europeo in settori in cui il mercato da solo non riesce a produrre innovazioni pionieristiche, avvalendosi eventualmente di un sostegno a titolo del bilancio dell'UE; e annuncia una strategia e possibili riforme normative per una maggiore leadership nella definizione delle norme, anche nel settore dei servizi alle imprese, pur collaborando apertamente con altri soggetti nei settori di interesse comune.

Accelerare la duplice transizione

La strategia industriale 2020 annunciava azioni a sostegno della duplice transizione verde e digitale dell'industria dell'UE, che è stata però rallentata e ridimensionata drasticamente dalla pandemia. La Commissione elabora pertanto nuove misure per sostenere la giustificazione economica della transizione verde e digitale:

tracciando dei percorsi di transizione in collaborazione con l'industria, le autorità pubbliche, le parti sociali e altri portatori di interessi, ove necessario, a cominciare dal turismo e dalle industrie ad alta intensità energetica (tali percorsi potrebbero offrire una migliore comprensione, dal basso verso l'alto, della portata, dei costi e delle condizioni degli interventi necessari per accompagnare la duplice transizione negli ecosistemi di maggiore rilevanza, dando luogo a un piano attuabile a favore della competitività sostenibile); elaborando un quadro normativo coerente per conseguire gli obiettivi del decennio digitale europeo e le ambizioni del pacchetto di misure "Pronti per il 55%" anche accelerando la diffusione di fonti di energia rinnovabili e assicurando l'accesso ad energia elettrica economica e decarbonizzata in abbondanza; mettendo a disposizione delle PMI consulenti in materia di sostenibilità e promuovendo modelli commerciali basati sui dati per sfruttare al meglio la duplice transizione verde e digitale; investendo nella riqualificazione e nell'aggiornamento delle competenze per sostenere la duplice transizione.

La profonda revisione delle norme dell'UE in materia di concorrenza attualmente in atto garantisce inoltre che tali norme siano adatte a sostenere la duplice transizione verde e digitale a vantaggio dei cittadini europei, in un momento in cui anche il panorama competitivo globale sta cambiando radicalmente. (aise)

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