Vittorio Staccione ed è morto a Mauthausen il 16 marzo 1945 perché antifascista. Qui l’ex mediano del Torino lascerà tutto se stesso: i successi sportivi, la gloria personale e il ricordo di un amore spezzato brutalmente da un destino ingiusto e balordo. Ingiusto e balordo come quei giorni di bombe, di miseria e di morte, ma anche di dignità e coraggio. Il libro contiene fotografie inedite dall’album della famiglia Staccione.
Arpad Weisz » Calciatore e poi allenatore nell'Italia del regime fascista, di lui si è perduta ogni traccia. Eppure aveva vinto più di tutti all'epoca d'oro del pallone, gli anni Venti e Trenta, più di tanti tecnici acclamati oggi, vincendo scudetti e coppe, e portando al trionfo il Bologna. Sarebbe immaginabile che oggi qualcuno di loro scomparisse di colpo? A Weisz è successo, portato via dal vento tragico della storia, delle leggi razziali, della Shoa. Arpad Weisz è scomparso ad Auschwitz, la mattina del 31 gennaio 1944. Due anni prima erano entrati nella camera a gas sua moglie Elena e i suoi figli Roberto e Clara, dodici e otto anni. È un libro che commuove e indigna, che va letto tutto d’un fiato, quello di Matteo Marani. Perché è frutto di anni di ricerca scrupolosa e ossessiva per far riemergere dagli abissi del Novecento la storia di questo allenatore ebreo, divenuto prima un fantasma e poi simbolo della lotta nel calcio – e non solo – contro ogni odio e discriminazione.
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