Lunedì, 21 gennaio 2019 - ore 14.44

APRITE I PORTI! Per Approdo sicuro delle navi Sea Watch e Sea Eye. La tavola della Pace di Cremona

La Tavola della pace di Cremona fa proprio l'appello di 18 Organizzazioni per l’approdo immediato in un porto sicuro delle navi Sea Watch e Sea Eye. Invita a diffonderlo per RESTARE UMANI.

| Scritto da Redazione
APRITE I PORTI!  Per Approdo sicuro delle navi Sea Watch e Sea Eye. La tavola della Pace di Cremona

APRITE I PORTI!  Per Approdo sicuro delle navi Sea Watch e Sea Eye. La tavola della Pace di Cremona

La Tavola della pace di Cremona fa proprio l'appello di 18 Organizzazioni per l’approdo immediato in un porto sicuro delle navi Sea Watch e Sea Eye. Invita a diffonderlo per RESTARE UMANI.

“Chiediamo con urgenza all’Italia e agli altri Stati membri dell’Unione europea di attivarsi senza ulteriori tentennamenti affinché i 49 migranti da giorni bloccati in mare, tra i quali diversi minori inclusi bambini molto piccoli, possano immediatamente sbarcare in un porto sicuro e ricevere l’assistenza umanitaria a cui hanno diritto e le cure di cui hanno bisogno”.

Questo l’appello congiunto di 18 Organizzazioni – A Buon Diritto Onlus, Acli, ActionAid, Amnesty International Italia, Arci, ASGI, CNCA, Centro Astalli, CIR Consiglio Italiano per i Rifugiati, Emergency ONG, Salesiani per il Sociale, INTERSOS, Medici Senza Frontiere, Médecins du Monde Missione Italia, Medici per i Diritti Umani, Save The Children Italia, SenzaConfine, Terre des Hommes – sulla vicenda dei migranti a bordo delle due navi delle Organizzazioni Sea Watch e Sea Eye, ai quali non è ancora stato garantito l’approdo in un porto sicuro.

 “Non è possibile attendere oltre – continuano le Organizzazioni - il meteo è in peggioramento ed è semplicemente inaccettabile che bambini, donne e uomini vulnerabili, che hanno già subito privazioni e violenze durante il viaggio, restino per giorni ostaggio delle dispute tra Stati e vedano ingiustamente prolungata la loro sofferenza senza che dall’Europa giunga un richiamo di tutti alle proprie responsabilità”

 

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