Giovedì, 14 novembre 2019 - ore 01.58

Auguri all'agrodolce di Benito Fiori (Cremona)

Cari e pazienti amici, in occasione della recentissima COP24 (24ª Conferenza delle Parti) a Katowice è emerso un nuovo elemento che non può non fare pensare.

| Scritto da Redazione
Auguri all'agrodolce  di Benito Fiori (Cremona)

Auguri all'agrodolce  di Benito Fiori (Cremona)

Cari e pazienti amici, in occasione della recentissima COP24 (24ª Conferenza delle Parti) a Katowice è emerso un nuovo elemento che non può non fare pensare.

Benito Fiori (Cremona)  rivolge a voi tutti i tradizionali auguri di Buone Feste, ma quest’anno sente il bisogno di accompagnarli da una lettera che racconta qualche mia preoccupazione in più del passato che forse non è solo mia.

Mi riferisco al potenziale significato della forte e vibrata denuncia lanciata da quell’autorevole “pulpito”da Greta Thunberg, una quindicenne di Stoccolma. Un “j’accuse” ai rappresentanti dei governi di 194 paesi di tutto il mondo per la inadeguatezza delle loro scelte rispetto ai ritmi del peggioramento del clima e ai rischi di una possibile sesta estinzione di massa (o, più elegantemente, transizione biotica).

Greta, lo ricordo, dal 20 agosto fino al 9 settembre di quest’anno (giorno delle elezioni nel suo paese), anziché andare a scuola, si è seduta ogni giorno davanti al suo Parlamento con un atteggiamento protestatario.

Questa è la domanda con cui giustifica il suo comportamento: perché preoccuparsi di imparare qualcosa se i politici non prestano attenzione a quanto sta accadendo con il clima che inequivocabilmente è una minaccia per il mio domani? (https://www.greenme.it/approfondire/buone-pratiche-a-case-history/28699-bambina-greta?fbclid=IwAR1kaT3GoWF9q6fLrRFFz38BwaVQOG8d6xQxCw9PmFkseRik1bZAUO7rDPM)

La sua non è una stravagante eccezione negli adolescenti del mondo, ma una sensibilità che sta crescendo nell’ultima generazione. Anche in Italia. Il quattordicenne Eric Barbizzi dell’associazione “Giornalisti nell’erba” da qualche anno con competenza lamenta sulle emittenti nazionali l’indifferenza del nostri sistema di vita rispetto al riscaldamento globale e all’inquinamento dell’ambiente

https://www.youtube.com/watch?v=cxJBY5x7-Yw&t=61s

https://www.youtube.com/watch?v=Ejffy2lmPWw

In entrambi questi ragazzi non c’è esagerazione. Per le offese che la cupidigia umana sta portando agli equilibri costruiti in milioni di anni dalla Natura, questa sta reagendo secondo le sue non condizionabili leggi. Basta  pensare cos’è accaduto proprio in Italia in novembre:  in qualche minuto è scomparsa parte delle splendide pinete delle nostre Dolomiti. Come quella del Lago di Carezza, o come quelle in Val di Fiemme.

E vengo alla mia preannunciata “preoccupazione”: il nostro Barbizzi e questa nuova “pulzella di Katowice” fanno pensare agli inizi di una possibile contestazione delle giovani generazioni contro quelle che le hanno precedute per avere agito ignorando il futuro della loro.

Nel 1855, il grande Capo indiano Seattle, in risposta alla lettera al Presidente Nordamericano Franklin Pierce con la quale intendeva comperare il territorio della tribù Duwamish, l’odierno stato di Washington, scrisse: «La Terra su cui viviamo non l’abbiamo ereditata dai nostri padri, l’abbiamo presa in prestito dai nostri figli». Ebbene, la cupidigia delle generazioni dagli anni ’60 agli anni ’90 hanno prodotto danni i cui effetti sono divenuti ormai devastanti. Non hanno cioè conservato ciò che le generazioni che oggi vanno a scuola avevano loro affidato: la tutela dell’ambiente a garanzia della loro vivibilità sul pianeta.

Anche per evitare un possibile e pericoloso scontro generazionale è allora ineludibile che la parte della società più consapevole, cominciando ancora una volta dalla Scuola e dai genitori dei ragazzi, si faccia protagonista di una civile ma forte domanda ai “decisori politici” di assumere le dovute responsabilità per rimediare per quanto possibile anche ai miei misfatti.

Con grande preoccupazione, ma ancora con qualche speranza, di nuovo  auguri a tutti

 

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