Bollo auto: Misiani (PD), è partita campagna elettorale, Meloni garantisca a Regioni ogni euro mancante
“Inaccettabile se verrà finanziato tagliando servizi essenziali o scaricando sui prossimi governi”
“Diciamolo senza giri di parole: è partita la campagna elettorale, e Giorgia Meloni, in evidente difficoltà, ha deciso di finanziarla con i soldi degli italiani. Aiutare le famiglie stremate dalla crisi energetica è doveroso — ma quello che emerge dal decreto legge è un intervento dal chiaro sapore elettoralistico.
Da un lato l’accisa sul diesel torna a prezzo pieno da inizio ottobre, con buona pace di chi lavora e si sposta ogni giorno. Dall’altro, l’esenzione dal bollo auto fino a 80 kW, ma per il momento solo per il 2027 — l’anno delle elezioni politiche.
E come si paga questo sgravio da 2,3 miliardi? Per il 2027, con i fondi del PNRR non spesi. Cioè gli investimenti che il governo non è riuscito a portare a termine. Per il futuro, nessuno lo sa.
C’è poi un dettaglio da non sottovalutare: il bollo auto è un tributo regionale. Non è un’entrata nelle mani del governo, è la spina dorsale dei bilanci regionali, quella che tiene in piedi trasporti, assistenza, sanità. Se Meloni vuole davvero abolirlo, non basta annunciarlo in conferenza stampa: deve sedersi con le Regioni, garantire ogni euro mancante anche oltre il 2027, e soprattutto dire agli italiani da dove arriveranno le coperture strutturali dal 2028 in poi.
Perché sarebbe inaccettabile se il taglio del bollo auto venisse finanziato tagliando ancora una volta i servizi essenziali o scaricando la patata bollente sui prossimi governi”.
Così Antonio Misiani, responsabile Economia del Partito Democratico.
Roma, 16 settembre 2026



