Sabato, 19 settembre 2026 - ore 11.07

Curare i migranti non è reato | Paolo Bodini (CR)

16 medici indagati Gravissima, se confermata, l’ipotes i che si possa formulare un’accusa di associazione a delinquere e non solo di una falsa certificazione.

| Scritto da Redazione
Curare i migranti non è reato | Paolo Bodini (CR)

 Curare i migranti non è reato | Paolo Bodini (CR)

16 medici indagati Gravissima, se confermata, l’ipotes i che si possa formulare un’accusa di associazione a delinquere e non solo di una falsa certificazione.

Egregio direttore, esprimiamo la nostra preoccupazione rispetto ai gravi avvenimenti verificatisi negli scorsi giorni, che hanno coinvolto colleghi e colleghe medici, che come noi si occupano di salute dei migranti.

La nostra associazione opera da 16 anni sul territorio cremonese offrendo assistenza gratuita a persone che per varie ragioni non hanno accesso al Servizio Sanitario Nazionale, in particolare a persone migranti.

Il 16 settembre più di venti professionisti in diverse città d’Italia sono stati oggetto di perquisizioni nei loro studi, personali e informatiche da parte della Polizia di Stato con le Squadre Mobili competenti su mandato della Procura di Ravenna. Sotto accusa l’aver certificato l’incom - patibilità dello stato di salute di alcuni migranti irregolari rispetto alla loro reclusione nei CPR, luoghi che, negli anni, si sono ampiamente dimostrati incompatibili con lo stato di salute psicofisica.

Gravissima, se confermata, l’ipotes i che si possa formulare un’accusa di associazione a delinquere e non solo di una falsa certificazione. A questo proposito vogliamo riportare il comunicato di Medici Senza Frontiere che ha chiesto alla Procura di Ravenna di acquisire ufficialmente agli atti dell’i nchiesta il testo del Giuramento di Ippocrate.

Scrive Medici Senza Frontiere: ‘Con questo gesto esprimiamo la nostra solidarietà ai colleghi e colleghe indagati e ribadiamo come un medico debba sempre agire secondo scienza e coscienza, nell’interesse esclusivo della salute delle persone’ dichiara Chiara Montaldo, infettivologa e responsabile medica di MSF. ‘Primum non nocere’, prima di tutto non nuocere, è il principio cardine della pratica medica. I CPR sono luoghi in cui il diritto alla salute è sistematicamente compromesso e rappresentano un sistema patogeno, dove le persone si ammalano, si suicidano e i diritti vengono sistematicamente calpestati.

È indispensabile che ai medici venga riconosciuta la libertà di svolgere il proprio ruolo senza condizionamenti, curando e tutelando ogni persona, indipendentemente dalla sua condizione, mettendo la salute al centro di ogni decisione clinica. MSF segue e denuncia da anni le condizioni delle persone trattenute nei CPR in Italia. Nel 2025, insieme alle organizzazioni del Tavolo Asilo e Immigrazione, MSF ha visitato diversi CPR sul territorio nazionale, osservando le condizioni di vita e di salute delle persone trattenute. Da questo lavoro è nato un rapporto che documenta le criticità del sistema e l’impatto della detenzione sulla salute.

Di fronte a questo attacco alla deontologia professionale e alla professionalità medica non possiamo che ribadire chela cura nonè mai unreato e che i CPR sono luoghi da abolire. Esprimiamo la nostra piena solidarietà e vicinanza a tutti i colleghi medici che in varie parti di Italia hanno subito perquisizioni e convocazioni in questura e denunciamo questo clima di intimidazione che si è venuto a creare nei confronti di chi disinteressatamente si occupa della salute di esseri umani la cui unica colpa è quella di cercare un futuro migliore per la loro vita’.

Dott. Paolo Bodini Presidente ‘Gruppo Articolo 32’ -Cremona

 

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