Mercoledì, 12 maggio 2021 - ore 21.36

#CambiamoAgricoltura: pasare dalle parole ai fatti

Politica agricola comune, al via la redazione del Piano strategico nazionale post 2022

| Scritto da Redazione
#CambiamoAgricoltura: pasare dalle parole ai fatti

Finalmente, dopo oltre un anno d’immobilismo, anche in Italia dovrebbe partire quel processo partecipato con ministeri, regioni, associazioni di categoria e della società civile, per scrivere il documento di programmazione della Politica agricola comune (Pac) post 2022, che in nostro Paese dovrà trasmettere alla Commissione europea entro la fine di quest’anno. Ad annunrlo, durante un incontro con la Coalizione #CambiamoAgricoltura è stato il Capo di Gabinetto del ministero delle politiche agricole e forestali Francesco Fortuna: «Il percorso partecipato con tutti gli attori istituzionali, economici e sociali per la redazione del Piano Strategico Nazionale della Pac post 2022 avrà inizio sicuramente entro questo mese di aprile».

Per CambiamoAgricoltura, una coalizione nata nel 2017 per chiede una riforma della Pac che tuteli tutti gli agricoltori, i cittadini e l’ambiente, si tratta di «Una importante novità dopo mesi di silenzio da parte del Ministero competente e di desolante attesa dopo ripetute richieste di informazioni sui tempi e modalità di redazione del Piano Strategico Nazionale della Pac post 2022. L’Italia è in grave ritardo, fanalino di coda tra gli Stati membri dell’Unione Europea, nella stesura di questo importante documento programmatico per la politica agricola comune nazionale, che dovrà stabilire come spendere le risorse assegnate al nostro Paese dalla nuova Pac. Nel complesso le risorse a disposizione dell’Italia con la Pac nel periodo 2021-2027 ammontano a 36.359 milioni di euro a prezzi correnti e a 32.311 milioni di euro a prezzi costanti, ma si tratta solo delle risorse comunitarie al netto del cofinanziamento nazionale per lo Sviluppo Rurale. Una parte di queste risorse saranno utilizzate nei prossimi due anni con il Regolamento transitorio della Pac che ha prorogato i vecchi strumenti di programmazione. Si tratta comunque di un fiume di risorse pubbliche che tutti i cittadini versano all’agricoltura per promuovere una autentica transizione ecologica a tutela dell’ambiente e della salute pubblica e non solo per garantire un giusto reddito agli agricoltori».

La Coalizione auspica che «Dalle parole si passi adesso rapidamente ai fatti, confermando l’avvio del processo partecipato entro la fine di questo mese, garantendo trasparenza ed un’ampia partecipazione, non solo formale ma sostanziale, evitando tavoli di confronto separati o tematici».

CambiamoAgricoltura – sostenuta da oltre 70 sigle della società civile è coordinata da un gruppo di lavoro che comprende le maggiori associazioni del mondo ambientalista, del biologico italiane e dei consumatori (Associazione Consumatori ACU, Accademia Kronos Onlus, AIDA, AIAB, Associazione Italiana Biodinamica, CIWF Italia Onlus, FederBio, ISDE Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu, Pro Natura, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia e WWF Italia). E’ inoltre supportata dal prezioso contributo di Fondazione Cariplo – conclude: «L’agricoltura italiana ha bisogno di avviare rapidamente la sua transizione agroecologica dando priorità allo sviluppo del biologico nel Piano Strategico Nazionale, attraverso un ampio confronto tra tutti i soggetti interessati, coinvolgendo non solo le Istituzioni e le Associazioni di categoria ma anche le Associazioni della società civile che rappresentano beni comuni ed interessi diffusi, non corporativi. Perché il futuro dell’agricoltura riguarda non solo gli agricoltori ma tutti i cittadini consumatori»

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