Brescia docu-film sulla vita del medico senza camice
Curava i “matti” senza forza o coercizione - Proiezione pubblica a Brescia di un docu-film sulla vita di Giorgio Antonucci nell’ambito della mostra “Psichiatria e Diritti Umani”
Medico, poeta, scrittore, psicanalista, ha lavorato per un breve periodo nell’ospedale psichiatrico di Gorizia, diretto da Franco Basaglia, per poi approdare all’ospedale psichiatrico “Lolli” di Imola dove, come raccontò a Dacia Maraini nel corso di un’intervista, “per prima cosa, chiese di lavorare nel reparto dei più pericolosi, i cosiddetti irrecuperabili”.
Antonucci non fece mai ricorso al Trattamento Sanitario Obbligatorio: abolì tutti i sistemi di contenzione fisica e l’uso di psicofarmaci, favorendo un approccio umano, fatto di compassione e comunicazione, e dimostrando al mondo intero la possibilità di affrontare la sofferenza mentale nel rispetto della dignità umana.
Franco Basaglia criticò fortemente la legge che ingiustamente porta il suo nome: era certo che il semplice trasloco, dal manicomio all’ospedale, avrebbe solamente prodotto il perpetuarsi delle pratiche manicomiali negli ospedali, fatto peraltro confermato dalla Corte di Cassazione mezzo secolo dopo. Dopo tanti anni, nonostante si faccia un gran parlare di pratiche non coercitive, resta unico l’esempio di Giorgio Antonucci, il grande umanitario che, anziché limitarsi a parlarne, si rimboccò le maniche dimostrando come si possono aiutare le persone senza usare forza. Il suo lavoro era improntato a principi di umanità e aiuto: parlare anziché obbligare, rifiuto della diagnosi in quanto pregiudizio psichiatrico che impedisce un dialogo tra pari, rifiuto dei farmaci e di qualsiasi forma di shock o trattamento dannoso.
Per diffondere la conoscenza della sua opera e favorire un cambiamento culturale che renda possibile una vera riforma della salute mentale, il CCDU, Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, ha organizzato ieri una proiezione pubblica di “Se mi ascolti, e mi credi” – il docu-film di Alberto Cavallini e Laura Mileto sulla vita e le opere di Antonucci. Il folto pubblico è rimasto toccato, e nel corso della calorosa chiacchierata con gli autori li ha ringraziati per aver reso così bene l'immensa carica umana di questo grande uomo. Uno spettatore ha rimarcato la forte influenza esercitata sul mondo della salute mentale dai produttori di psicofarmaci, un giro d’affari multimilionario.
La mostra del CCDU resterà visitabile a Brescia, con orario continuato dalle 10 alle 20, presso l’hotel Vittoria fino al 22 aprile compreso per poi toccare Roma, Milano e Firenze. L’ultimo giorno, alle ore 17:30, la mostra del CCDU ospiterà la presentazione del libro “Oltre il Manicomio” con l’autore – il dott. Roberto Cestari – un resoconto delle ispezioni a sorpresa da lui condotte nei residui manicomiali durante la prima metà degli anni novanta.
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani ODV



