La carica dei mille. Tanti sono stati gli agricoltori di Coldiretti Cremona che oggi hanno condiviso a Milano una giornata storica per l’agricoltura italiana. Guidati dal Presidente Paolo Voltini, dal Direttore Tino Arosio, con la presenza di tutti i dirigenti della federazione cremonese, circa mille – in primis i giovani – sono stati gli imprenditori agricoli cremonesi, che hanno voluto essere presenti in Fiera Milano Congressi, per l’incontro con il Presidente nazionale della Coldiretti Roberto Moncalvo e l’intera Giunta Confederale, che hanno accolto sul palco le più alte cariche istituzionali, dal Premier Matteo Renzi al Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, ai vertici della Regione Lombardia, a partire dal Governatore Roberto Maroni. Il territorio cremonese era rappresentato anche da decine di Sindaci, unitisi agli agricoltori nel viaggio in pullman, e con loro dai Consiglieri Regionali (c’erano tutti: Carlo Malvezzi, Federico Lena, Agostino Alloni), dalla provincia di Cremona, con il Consigliere Delegato all’Agricoltura Alberto Sisti, dai parlamentari eletti in terra cremonese (fra questi il sottosegretario Luciano Pizzetti e la senatrice Silvana Comaroli).
«È stata una giornata vitale per la nostra zootecnia. È importante evidenziare il fatto che Renzi e Martina abbiano scelto la nostra platea con migliaia e migliaia di agricoltori giunti da tutta la Lombardia, con tante delegazioni da tutta l’Italia, per dare un annuncio che può finalmente rappresentare una svolta nella difesa del vero ade in Italy: il via libera all’obbligo di indicare in etichetta la provenienza del latte e dei derivati come formaggi o yogurt annunciato oggi premia il lavoro e la tenacia di Coldiretti, che su questo tema non si è mai arresa. L’origine in etichetta è la via maestra per difenderci dal finto made in Italy, ponendo una barriere a quei 24 milioni di litri di “latte equivalente” tra cisterne, semilavorati, formaggi, cagliate e polveri di caseina che ogni giorno entrano nel nostro Paese, per essere imbustati o trasformati industrialmente e diventare magicamente mozzarelle, formaggi o latte italiani, all’insaputa dei consumatori. Distinguere il vero prodotto italiano, dare al cittadino realmente la possibilità di scegliere e premiare la qualità e la sicurezza garantite dagli agricoltori italiani, rappresentano la strada per ridare reddito alle nostre imprese», sottolinea Voltini.
«Con l’etichettatura di origine obbligatoria per il latte e i suoi derivati finalmente si cambia verso anche nella trasparenza dell’informazione ai consumatori in una situazione in cui la metà della spesa era anonima», evidenzia Arosio. «Grazie al pressing di Coldiretti si consolida un percorso di cambiamento che vede l’Italia svolgere giustamente un ruolo di leadership in Europa nella battaglia per la qualità e la trasparenza grazie ai primati conquistati a tavola. La spinta nazionale ha portato poche settimane fa alla storica risoluzione del parlamento Europeo per l’indicazione obbligatoria del Paese d’origine o del luogo di provenienza per tutti i tipi di latte destinati al consumo diretto nonché ai prodotti lattiero-caseari e ai prodotti a base di carne. E oggi, con questa giornata nazionale del latte italiano, nella quale riceviamo l’annuncio dell’origine obbligatoria in etichetta, possiamo dire che per la zootecnia cremonese un traguardo vitale è stato raggiunto».
L’obbligo di indicare in etichetta l’origine è una battaglia della Coldiretti, che con la raccolta di un milione di firme alla legge di iniziativa popolare ha portato all’approvazione della legge n.204 del 3 agosto 2004. Da allora molti risultati sono stati ottenuti anche in Europa, ma – continua la Coldiretti – l’etichetta resta anonima per circa 1/3 della spesa dai salumi ai succhi di frutta, dalla pasta al latte a lunga conservazione, dal concentrato di pomodoro ai sughi pronti fino alla carne di coniglio. Due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all’estero, ma anche un pacco di pasta su tre è fatto con grano straniero senza indicazione in etichetta, come pure i succhi di frutta o il concentrato di pomodoro dalla Cina i cui arrivi sono aumentati del 379% nel 2015 per un totale di 67 milioni di chili, secondo la Coldiretti.
L’Italia sotto il pressing della Coldiretti ha fatto scattare il 7 giugno 2005 l’obbligo di indicare la zona di mungitura o la stalla di provenienza per il latte fresco e il 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo made in Italy mentre a partire dal 1° gennaio 2008 l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro. A livello comunitario – conclude la Coldiretti – il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d’obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell’ortofrutta fresca. Dal primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto.
Coldiretti: da Cremona la carica dei Mille, a difesa del latte italiano
Storico annuncio alla giornata nazionale del latte: origine in etichetta

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