Giovedì, 09 luglio 2020 - ore 07.46

COVID-19 Come rispondere agli ipocriti di Bruxelles? | Agostino Melega (Cremona)

Questa Apocalisse, questa pandemia che ha reso il mondo più piccolo, facendoci sentire vicini di casa i popoli sofferenti in ogni angolo del globo, meriterebbe di venire affrontata da ben altri rappresentanti rispetto a quelli che pontificano nelle sedi della falsa Europa.

| Scritto da Redazione
COVID-19  Come rispondere agli ipocriti di Bruxelles? | Agostino Melega (Cremona)

COVID-19  Come rispondere agli ipocriti di Bruxelles? | Agostino Melega (Cremona)

Caro Direttore, t'invio questa lettera con preghiera di pubblicazione. Grazie. Nel mentre squallidi omuncoli stanno picconando con un cinismo senza pari il grande ideale dell’Europa Unita e Federale, perseguito dai “padri fondatori” Alcide De Gasperi, Altiero Spinelli, Jean Monnet, Robert Schuman, Joseph Konrad Adenauer, Paul -Henri Spaach, per un sogno preconizzato dal “padre della nostra Patria”, Giuseppe Mazzini; ecco, mentre avviene tutto questo, paludato dall’ipocrita stoltezza di due settimane di pigra riflessione e di presa per i fondelli irresponsabile di una Europa suicida, rimbalzano nitidi e chiari i segni della solidarietà e della fratellanza giuntici da varie parti del mondo, da paesi e governi dimentichi dei feroci steccati d’un recente passato. 

Così come gigantesco appare il profilo dell’eroismo dei “fanti in camice bianco” sulla trincea della salute, ed il sacrificio delle forze dell’ordine, dei militari e del volontariato sociale, ossia di uomini e donne che cercano di salvare il salvabile nel mezzo di una umanità spaventata ed angosciata.  

Questa Apocalisse, questa pandemia che ha reso il mondo più piccolo, facendoci sentire vicini di casa i popoli sofferenti in ogni angolo del globo, meriterebbe di venire affrontata da ben altri rappresentanti rispetto a quelli che pontificano nelle sedi della falsa Europa.

Come rispondere agli ipocriti di Bruxelles? Con l’Unità degli Italiani! Unità in tutte le sedi: municipali, provinciali, regionali e nazionali. Bisogna dire forte: “Arimo!”, come gridano i bambini per sospendere per poco i propri giochi. Non è tempo, non tanto delle polemiche, ma delle divisioni che la dialettica politica in tempi di normalità prevede nell’articolarsi della democrazia e della libertà d’espressione.

Anche il gioco della normalità, previsto e sancito dalla nostra esemplare Costituzione, va interrotto. Ne va pensato, nel periodo della pandemia, un altro, nuovo, straordinario, ossia il “Gioco dell’Unità” finché durerà la “terza guerra mondiale” contro l’esercito invisibile del Virus.

Nell'ambito di questa logica, mi ha molto allietato la notizia che, nello Stato d'Israele, le forze che si sono contrapposte con odio negli ultimi anni, hanno trovato un'intesa per un governo d'unità nazionale, non per fare la guerra ai palestinesi di Gaza, ma con l'intento di contrapporsi insieme ed uniti contro l'esercito fantasma del morbo assassino.

Agostino Melega (Cremona)

 

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