Lunedì, 21 settembre 2020 - ore 08.22

Covid, scatta la corsa a porcini e chiodini:

In Lombardia oltre 600 mila ettari di boschi

| Scritto da Redazione
Covid, scatta la corsa a porcini e chiodini:

(24) Roundcube Webmail :: COVID - LOMBARDIA: SCATTA CORSA A PORCINI E CHIODINI #mailboxlist-container { width: 160px; } #messageframe { left: 170px; }

Scatta anche in Lombardia la corsa a porcini, russule, cantarelli e chiodini con le piogge delle ultime settimane che hanno creato le condizioni favorevoli alla crescita dei funghi. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti regionale sull’inizio delle attività di raccolta, spinta dal ritorno di sole e alte temperature ma anche dalla voglia di trascorrere tempo libero all’aria aperta passeggiando tra i boschi senza stress da distanziamento sociale per l’emergenza Covid.

Nella nostra regione – precisa Coldiretti Lombardia - si raccoglie in Valcamonica, nel Bresciano, con la presenza di porcini, russule e altri funghi che è cresciuta parecchio dopo un avvio lento, al punto che nella sua seconda parte la stagione potrebbe rivelarsi migliore di quella del 2019. Più difficile – aggiunge la Coldiretti - fare previsioni per l’alta Lombardia, dove tra le province di Varese, Como, Sondrio e Lecco i funghi sono ancora assenti nella zona “bassa” mentre si trovano in buona quantità solo nella fascia tra i 1500 e i 1800 metri. Allo stato attuale – continua la Coldiretti regionale - oltre ai porcini, predominano le “russule”; i cantarelli sono stati i primi a comparire ma piccoli e poco abbondanti. In Valle Brembana e in Val Seriana, nella Bergamasca, la stagione è iniziata da poco, ma sembra che sia buona, soprattutto per i porcini.

La nascita dei funghi – sottolinea la Coldiretti – per essere rigogliosa richiede come condizioni ottimali terreni umidi senza piogge torrenziali, una buona dose di sole e 18-20 gradi di temperatura all’interno del bosco. Una risorsa importante per la Lombardia che può contare complessivamente su oltre 600 mila ettari di bosco – chiarisce la Coldiretti su dati di Ersaf Lombardia - che copre il 26% della superficie regionale. L’attività di ricerca – continua la Coldiretti – non ha solo una natura hobbistica che coinvolge moltissimi vacanzieri ma svolge anche una funzione economica a sostegno delle aree interne boschive, dove rappresenta un’importante integrazione di reddito per migliaia di “professionisti” impegnati a rifornire negozi e ristoranti di prodotti tipici locali, con effetti positivi sugli afflussi turistici.

E’ necessario tuttavia evitare le improvvisazioni e seguire alcune importanti regole che – precisa Coldiretti Lombardia – vanno dal rispetto di norme e vincoli specifici presenti nei diversi territori, alla raccolta solo di funghi di cui si sia sicuri e non fidarsi assolutamente dei detti e dei luoghi comuni, ma anche rivolgersi sempre, in caso di incertezza, per controlli ai Comuni o alle Unioni micologiche e utilizzare cestini di vimini ed evitare le buste di plastica.

Per i meno avventurosi il consiglio è comunque quello di recarsi nei mercati di Campagna Amica, dove molto spesso è possibile acquistare anche funghi coltivati. In questo caso la Coldiretti invita a verificare l’indicazione del luogo di raccolta o coltivazione, dell’origine in etichetta o su appositi cartellini che deve essere riportato obbligatoriamente. Le indicazioni obbligatorie devono essere presenti sui documenti che accompagnano il prodotto in tutte le fasi della commercializzazione e l’indicazione del Paese di origine è sempre obbligatoria per tutti i prodotti ortofrutticoli freschi, compresi tartufi e funghi spontanei. Una garanzia – continua la Coldiretti - per sapere se i pregiati frutti del bosco sono stati raccolti nella Penisola o se sono arrivati in Italia da Paesi lontani con minore freschezza e garanzie di qualità e sicurezza alimentare. I funghi sono ricchi di proteine e fibre, poco calorici, poveri di sodio e ricchi di potassio e in Italia durante l’anno – conclude Coldiretti – se ne consumano in media circa un chilo a testa.

IL DECALOGO DI COLDIRETTI PER IL “CACCIATORE” DI FUNGHI”

– Documentarsi sull’itinerario e scegliere i percorsi adatti alle proprie condizioni fisiche

– Comunicare a qualcuno il proprio tragitto evitando le escursioni in solitaria

– Attenzione ai sentieri nel bosco che possono diventare scivolosi a causa della pioggia

– Consultare i bollettini meteo e stare attenti al cambio del tempo

– In caso di rischio fulmini non fermarsi vicino ad alberi, pietre e oggetti acuminati

– Usare scarpe e vestiti adatti con scorte di acqua e cibo.

– Non raccogliere funghi sconosciuti

– Verificare i limiti alla raccolta di funghi con i servizi micologici territoriali

– Pulire subito il fungo da rami, foglie e terriccio

- Per il trasporto meglio usare contenitori rigidi e areati che proteggono il fungo

(Fonte: Elaborazione Coldiretti)

165 visite
Petizioni online
Sondaggi online

Articoli della stessa categoria