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Crema ‘I mille volti del rispetto’, mostra e convegno per educare

Festival dei diritti. ‘I mille volti del rispetto’, gli elaborati dei bambini e l’opinione del formatore Enrico Carosio per pensare ad un futuro diverso

| Scritto da Redazione
Crema  ‘I mille volti del rispetto’, mostra e convegno per educare

Crema  ‘I mille volti del rispetto’, mostra e convegno per educare

Festival dei diritti. ‘I mille volti del rispetto’, gli elaborati dei bambini e l’opinione del formatore Enrico Carosio per pensare ad un futuro diverso

Crema, 6 dicembre 2020 – Ambiente, salute, istruzione, diversità. Sono questi i temi principali descritti dagli elaborati dei bambini e ragazzi che con la loro creatività hanno allestito la mostra I mille volti del rispetto. Il festival è l’esito di un percorso avviato all’interno del programma tre della coprogettazione tra Ats Impronte sociali e Comune di Crema che ha coinvolto Centro di aggregazione giovanile san Luigi, l’istituto comprensivo Crema uno, l’associazione dei genitori di Borgo san Pietro e della Vailati, le zone 4 e 5 dei servizi sociali territoriali.

L’iniziativa è stata presentata ieri, sabato 5 dicembre, nell’ambito della quattordicesima edizione del Festival dei diritti sulla pagina Facebook dell’Orientagiovani di Crema e del Centro giovanile san Luigi.  “Questa iniziativa – spiega Rosella Fumagalli, presidente dell’associazione di genitori di Borgo san Pietro e della Vailati – è nata con l’obiettivo di far riflettere i più giovani circa le conseguenze dei nostri comportamenti, spesso irrispettosi, motivati dall’indifferenza e dall’incuranza”. “La mostra – sembra farle eco la community maker dell’ambito cremasco Michela Oleotti – è stata il nostro modo di prenderci cura di bambini e ragazzi aiutandoli a plasmare un domani attento ai bisogni dell’altro e rispettoso del prossimo”.

Il tema del rispetto è stato ampiamente trattato all’interno di una conferenza condotta dal formatore Enrico Carosio. “Alla base del rispetto – spiega – vi è la sospensione del giudizio. Ma questa è un’attitudine che va coltivata, vi deve essere in tal senso una positiva influenza educativa”. A questo si aggiunge la “necessità di attivare l’empatia, di mettersi in un atteggiamento di ascolto, abbandonando gli stereotipi”. Va da sé che anche la cura “è un percorso, che deve necessariamente seguire un metodo. Si deve curare con metodo, si deve educare con competenza”.

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