Venerdì, 07 agosto 2020 - ore 11.28

Cremona Commissione Paesaggio. Cambiati i criteri: fuori il Presidente Terzi e tutti i componenti.

Cremona Commissione Paesaggio. Cambiati i criteri: fuori il Presidente Terzi e tutti i componenti.

| Scritto da Redazione
Cremona Commissione Paesaggio. Cambiati i criteri: fuori  il Presidente Terzi e tutti i componenti.

Cremona Commissione Paesaggio. Cambiati i criteri: fuori  il Presidente Terzi e tutti i componenti.

Sia Cremona Oggi che Telecor  danno la notizia che la Giunta del Comune di Cremona avrebbe azzerato la Commissione Paesaggio, presieduta dall’Arch.  Massimo Terzi. Non esiste nessun comunicato , ma da voci raccolte, l’aria che tira è quella di costituire un organismo più ‘ duttile’ rispetto agli orientamenti che la Giusta stessa  propone.

Come scrive Cremona Oggi “  I nuovi criteri quindi estromettono tutti gli attuali componenti, facendo venir meno qualsiasi requisito di continuità: è abbastanza abituale, invece, in occasione dei rinnovi di enti o organismi a nomina pubblica, mantenere un certo equilibrio tra vecchi membri e nuovi arrivati. La commissione Paesaggio in questi anni, aveva imposto  modifiche a progetti impattanti come la (..)  ex Snum, ma anche per l’Armaguerra erano state chieste integrazioni e modifiche, poi effettivamente arrivate. Aveva inoltre rispedito al mittente l’intervento urbanistico in via Postumia, alla rotonda di viale Concordia, dove è da poco stato avviato il cantiere per due medie distribuzioni di vendita di cui un nuovo supermercato. Più di recente il presidente Terzi aveva inoltre esplicitato che la Commissione non era mai stata interpellata dall’amministrazione sul taglio del bosco di via Sesto, angolo via Artigiani, che ha sollevato le proteste degli ambientalisti”

Va giù piu’  duro Paolo Zignani che  scrive : “ Troppi no purghe in commissione paesaggio… E l'architetto Massimo Terzi non ne farà più parte, a meno che a suo favore non si applichi la deroga già concessa a Uliana Garoli, impegnata nella Fondazione città di Cremona, che punta su un enorme parco fotovoltaico collocato su terreno agricolo di pregio. Ma chi vorrà prendere il posto di Terzi in un ruolo così ostico?”

Ma davvero la commissione paesaggio e l’Architetto Terzi in questi  anni hanno messo il bastone fra le ruote alla Giunta Galimberti?

Abbiamo recuperato i contenuti di una intervista che lo stesso Terzi ha rilasciato circa 15 giorni or sono alla TV Studio 1 che pubblichiamo : “AUMENTANO I CENTRI COMMERCIALI ,IL CENTRO  DI CREMONA SI SVUOTA.

Non è possibile, oserei dire che è vergognoso, lasciare le Amministrazioni nelle condizioni di dover fare cassa, per sopravvivere,  grazie alle iniziative imprenditoriali.( che peraltro in questo modo ne subiscono pesanti oneri finanziari ).

Nella strana disfatta che ha subito in questi anni la disciplina urbanistica, mi domando se questa possa essere ancora motore dello sviluppo e di tutto quello che ne consegue.

La produzione legislativa della disciplina, in questi anni, e’ stata viziata solo dall’enfasi dell’accelerazione e snellimento procedurale che peraltro è peggiorato.

Oggi non ci sono più ( o per lo meno hanno perso efficacia ) tutti i presupposti giuridici per indirizzare la forma della città . Questa va per conto suo imponendo le più strampalate ed esibizionistiche  forme  originali (non quelle del contesto ) nel tentativo di distinguersi

In questo modo le città ( non solo Cremona )vanno dove vogliono e dove vengono suscitati gli interessi e, naturalmente, non sono più programmabili –

Il settore Commercio è molto complesso ed in movimento.

Personalmente ritengo che, per Cremona, i centri commerciali siano veramenti troppi, ma questo esula dal mio ruolo e dalle competenze della Commissione per la qualità del paesaggio e rientra in orientamenti  urbanistici sorti a monte con gli indirizzi dettati dal P.G.T. In questa situazione, comprendete che la commissione non può neanche metterci una pezza alla qualità del paesaggio urbano che si sviluppa e cresce secondo logiche esclusivamente privatistiche.

Peraltro sicuramente gli impianti commerciali, oggi, sono gli unici soggetti imprenditoriali su cui gli Amministratori possono contare per avviare iniziative di recupero e riqualificazione e fare cassa.

Personalmente ritengo che i centri commerciali siano diventati “dei magneti attrattori”nei confronti della città e del territorio                                                    

Hanno scardinato l’ impianto originario della città diventando  testimonianza del più strutturale cambiamento del modo di vivere ed abitare soprattutto nei contesti  medio piccoli delle città di provincia.

Ritengo, comunque, che occorra prendere atto, a torto o a ragione, che i centri commerciali (se la società abituata all’acquisto virtuale lo permetterà ancora per molto tempo)  sono considerati , attualmente, la modernità

In genere vengono proposti , imponendo solo  la loro logica, come contenitori  indifferenti che racchiudono un lay –aut imposto da criteri  solo commerciali (progettati da tecnici esterni che non conoscono le leggi aggregative della nostra città) che impongono tipologie,tecnologie, immagini e manufatti destinati all’identificazione ed alla visibilità del centro stesso, senza tenere in adeguata considerazione il significato del luogo, del contesto, della storia e della stessa identità urbana.

Ritengo invece che, più che mai oggi, sia fondamentale che tutti i centri commerciali debbano avere l’obbiettivo di misurarsi e relazionarsi con particolare attenzione all’inserimento dei complessi edilizi con il contesto paesistico urbano o periferico in cui sorgono per migliorarlo (visto che rapidamente ammortizzano il capitale investito, mi sembra giusto che ci sia una ricaduta nella città che ne ha permesso l’intervento).

Ciò soprattutto in considerazione che ormai un’ampia quota di vita sociale si è ormai trasferita in queste “nuove piazze coperte contemporanee”, alterando pesantemente il modo storico di fruire il centro, per cui ritengo che dovrebbero interpretare adeguatamente questo nuovo importante ruolo.  Cioè, per essere coerenti con la valutazione paesaggistica, dovrebbero essere dei luoghi che diventano, dove è possibile, “centri di quartiere” che si ispirano e mantengono le caratteristiche fondative delle “piazze storiche”, con quelle dimensioni discrete della vita di provincia che alimenta la propria identità  con momenti d’incontro e rapporti associativi, collaborando alla riduzione della babele figurativa che contribuisce a degradare la città, ricercando ,perlomeno,una omogeneità figurativa complessiva del comparto e mitigando l’immagine dell’inserimento di una nuova tipologia estranea al contesto”.

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Articolo Cremona Oggi di g.b.

Articolo di Paolo Zignani

Intervista di welfare sul Mega Fotovoltaico Cremona Solidale a Massimo Terzi

Infine è giusto richiamare una presa di posizione della Confesercenti di Cremona che qualche giorno or sono ha reso pubblico un sui documento di critica alla Giunta Galimberti da titolo  ‘Cremona Nuove strutture di vendita, i commercianti- che non ne possono più-scrivono al comune’

Confesercenti di Cremona

A tutto ciò si aggiunge la scelta della Fondazione Città di Cremona sul mega impianto fotovoltaico che ha aperto in città un forte dibattito, sia sul merito che sul metodo. Ad esempio la commissione paesaggio presieduta da Terzi non è stata coinvolta.

In molti hanno l’impressione che la Giunta si muova per ‘normalizzare’ le strutture che l’accompagnano nelle scelte riducendo al minino i rischi di differenziazione.

Red/welcr/gcst

 

 

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