Lunedì, 29 giugno 2026 - ore 04.47

Cremona. Inaugurata “Cittadella dei servizi”

| Scritto da Redazione
Cremona. Inaugurata “Cittadella dei servizi”

IN UN CLIMA DI GIOIA E DI COMMOZIONE INAUGURATA LA CITTADELLA DEI SERVIZI ALLA PERSONA
Una giorno di festa oggi per la città di Cremona e, in particolare, per tutti coloro che operano nel mondo del volontariato e al servizio di chi si trova in una situazione di disagio e di difficoltà. La palazzina situata nel parco del vecchio Passeggio, già sede del Museo di Storia Naturale, è diventata infatti la “Cittadella dei Servizi alla persona” intitolata a Giorgio Sozzi (1940-2012), dove ora hanno la loro sede nove associazioni che operano nell'ambito dei servizi alla persona: ANFFAS - Associazione Nazionale Famiglie di Disabili Intellettivi e Relazionali; LAE e LAE DUE - recupero delle abilità cognitive di base, sviluppo delle autonomie sociali e delle capacità socio-relazionali; Gruppo Articolo 32 - Assistenza medica gratuita a immigrati e italiani senza tessera sanitaria; A.I.S.L.A. - Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica; Di.Di.A.Psi. - Difesa Diritti Ammalati Psichici; ARCO - Associazione Ricerca in Campo Oncologico; La Tartaruga - Associazione Cremonese Parkinson e Disturbi del Movimento, Fondazione Telethon, che promuove ed organizza eventi di divulgazione scientifica e iniziative di raccolta fondi a favore della ricerca scientifica; A.I.D. - Associazione Italiana Dislessia.

 

A suggellare questo storico momento tanta gente che ha assistito al tradizionale taglio del nastro da parte del sindaco Oreste Perri e del vescovo di Cremona mons. Dante Lafranconi. Al loro fianco il vice sindaco Carlo Malvezzi, l’assessore alle Politiche Sociali Luigi Amore e Matteo Tedoldi, in rappresentanza delle nove associazioni.

 

Tutti gli ospiti si sono quindi recati al secondo piano dove, nella grande sala che si affaccia sul parco del Vecchio Passeggio, il sindaco Oreste Perri ha pronunciato un partecipato ed anche commosso saluto a tutti i presenti. “L’inaugurazione odierna - ha detto il sindaco - rappresenta la fase conclusiva di un percorso, iniziato nel dicembre 2011 e voluto dall’Amministrazione comunale, a favore dell’associazionismo e del volontariato. In questa struttura, che sarà la Cittadella dei servizi alla persona, si trovano ad operare realtà del nostro territorio impegnate a fornire, con modalità diverse, servizi alle persone che si trovano in una condizione di disagio fisico o psichico o di difficoltà.”

 

Dopo avere ricordato le nove associazioni ospiti della Cittadella, il sindaco, con a fianco la moglie di Giorgio Sozzi, Giovanna ed i figli Ilaria e Andrea, ha aggiunto: “Pensando di intitolare l’edificio ad un’importante figura del volontariato cremonese, mercoledì scorso la Giunta comunale, con voto unanime ha scelto di intitolare questa palazzina, inserita in uno dei parchi pubblici più belli ed antichi della nostra città, a Giorgio Sozzi, fondatore del Kodokan Cremona, maestro di tantissimi giovani cremonesi e promotore di iniziative di sport e solidarietà. Giorgio Sozzi, dopo una lunga malattia, ci ha lasciati il 23 aprile scorso. Intitolando a lui questo edificio, abbiamo reso omaggio ad un grande uomo e maestro dello sport cremonese che, dal 1984 fino a quando le condizioni di salute glielo hanno permesso, si è speso con grande abnegazione per affermare l’utilità del judo nell’area del disagio e della disabilità, rivolgendo in particolare la sua attenzione ai disabili psichici.”

 

“Il maestro Sozzi ha moltiplicato e consolidato con l’ANFFAS di Cremona, con i centri socio educativi di Cremona e di regona, con varie cooperative del cremonese, ha organizzato convegni sul judo per disabili. L’amico Giorgio, uomo dinamico ed instancabile, ha scritto anche numerosi articoli e libri nei quali, parlando di sport, ha anche testimoniato la sua grandezza d’animo. Da queste pubblicazioni cito alcune frasi che mi hanno particolarmente colpito: la certezza è quella di avere speso il tempo per qualcosa che vale; la speranza è quella di esserci, magari in piccola parte, riuscito. Ed ancora: chi lotta e soffre su una zolla di terra, lotta e soffre su tutta la terra; Infine questa, che riassume tutta la sua esperienza di vita: quarant’anni, tanta gente, tante chiacchiere, tante battute, tanta serenità, tanti disagi, oggi inimmaginabili, vissuti con determinazione e allegria. Io, amico di Giorgio, uomo leale, generoso, discreto, umile, ho avuto il privilegio di apprezzarne la sensibilità, quella del grande maestro che trasmette il suo sapere adeguandolo alla capacità degli allievi. Ritengo quindi più che opportuna la scelta di intitolare a Giorgio Sozzi la sede di queste associazioni che incarnano i valori della solidarietà.”

 

Concludendo il suo saluto e rivolgendosi ai tanti volontari presenti, il sindaco ha infine detto: “Conosco ed apprezzo lo spirito di servizio di chi opera nelle associazioni che hanno trovato qui la propria sede. Posso assicurare che l’Amministrazione comunale sarà sempre al vostro fianco. Anche voi siete infatti buoni testimoni di quella diffusa sensibilità solidaristica che a Cremona affonda le sue radici in un lontano passato ed è ispirata all’aiuto reciproco. Grazie per quello che fate e di nuovo un sincero benvenuto in quella che sarà d’ora in pi la vostra ‘casa’. Permettetemi infine di esprimere vicinanza e gratitudine alla moglie di Giorgio Sozzi, Giovanna, e ai figli Ilaria e Andrea, atleti di alto livello e continuatori dell’opera del loro grande papà.”

La parola è passata quindi al vice sindaco Carlo Malvezzi: “Il 13 dicembre 2011 abbiamo inaugurato la nuova sede del Museo di Storia Naturale a Palazzo Affaitati, oggi, a distanza di meno di un anno inauguriamo la palazzina per i servizi alla persona intitolandola a Giorgio Sozzi, un testimone della solidarietà cremonese. In meno di un anno abbiamo approvato un nuovo regolamento per l’assegnazione degli edifici pubblici ed assegnato a sette associazioni cremonesi gli spazi al primo piano e all’ANFFAS e alla LAE gli spazi disponibili al piano rialzato. Sono stati investiti circa  80.000,00 euro per rifare la terrazza ed adeguare gli spazi interni. Risorse ben spese. Non si tratta infatti di una semplice scelta di natura logistica. La decisione di restituire questo immobile alla città, recuperando la sua vocazione originaria di servizio alla persona, si fonda su una precisa visione di società che l’Amministrazione Comunale sta esprimendo attraverso la sua azione amministrativa. La persona viene prima dello Stato, i corpi intermedi e associativi esprimono al meglio la risposta ai bisogni dei cittadini. Compito dello Stato e degli Enti locali è di valorizzare e sostenere l’azione delle persone e dei corpi intermedi, senza ‘distruggerle e assorbirle’.  Questo principio viene magistralmente espresso da Pio XI nella Quadragesimo Anno del 1931, poi ripreso a distanza di oltre 70 anni nel titolo quinto della Costituzione Italiana attraverso il riconoscimento del principio di sussidiarietà. Oggi la città è più ricca grazie alla presenza di un luogo che richiama alla carità e alla solidarietà, confermando la vocazione di Cremona quale ‘capitale della carità’. Ma la sfida non termina qui. Abbiamo lanciato l’idea di realizzare all’interno del parco un piccolo bar, nel quale possano lavorare anche i ragazzi dell’ANFASS e della LAE, ed un giardino d’inverno, recuperando la serra già sede provvisoria del museo del Po. Dobbiamo darci da fare perché entro il prossimo anno possano prendere corpo queste due opere. Molti i ringraziamenti. Ai tecnici del Comune di Cremona e alle associazioni per aver condiviso con noi  questo percorso. Un ringraziamento speciale al nostro sindaco per aver sostenuto con entusiasmo questo progetto sin dalle sue prima battute, anche grazie alla carica di umanità che lo fa essere amico di tutti. Tra le tante iniziative importanti fatte durante il suo primo mandato, questa forse lascerà il  segno di più profondo nella comunità cremonese. Perché le opere più importanti sono quelle che commuovo e fanno fiorire il cuore dell’uomo. Questo luogo risponde a questa caratteristiche.”

Matteo Tedoldi, presidente dell’Associazione ARCO, parlando brevemente a nome di tutti i colleghi ha messo in evidenza come la città di Cremona, quando si tratta di dare una mano a chi ha bisogno, si dimostra sempre molto generosa. Ringraziando quindi l’Amministrazione comunale per la scelta fatta e che ha risposto ad una richiesta di solidarietà assai diffusa e forte, ha detto che l’inaugurazione è l’inizio di un percorso che sarà certamente caratterizzato da un grande successo: le premesse perché questo accada ci sono tutte.

Mons. Dante Lafranconi, pensando al futuro ma richiamandosi anche al passato, ha sottolineato che il nome Cittadella dei servizi alla persona richiama quella che, un tempo, all’interno delle città, era il cuore pulsante, più protetto della comunità. E’ bello che tale concetto possa legarsi ad un’azione di volontariato e di servizio alla persona. Il vescovo, citando il Vangelo, ha ricordato che un giorno, nel gruppo degli apostoli, si parlava di chi fosse tra loro il più importante. Rivolgendosi quindi a Gesù, gli dissero che uno si sarebbe seduto alla sua destra e uno alla sua sinistra. Ma Gesù si limitò a dire non è questo ciò che conta, ma è importante mettersi al servizio degli altri fino a sacrificare la propria vita. Dunque, questo nuova “cittadella”, è connotata dal servizio fatto con amore ed anche con gioia. Come ha detto Cristo, ha quindi aggiunto mons. Lafranconi rivolgendosi agli operatori delle associazioni a seguire il cammino indicato, “Qualunque cosa avrete fatto al più piccolo dei mie fratelli l’avete fatto a me”. Assistito da don Andrea Foglia, parroco di S. Abbondio, il vescovo ha infine impartito la benedizione ai volontari e a tutti quelli che usufruiscono del loro servizio.

 

La cerimonia si è conclusa in un clima di grande commozione con il ringraziamento da parte di Andrea, figlio di Giorgio Sozzi, a nome di tutta la famiglia, per l’omaggio reso al padre e per l’affetto che tanti continuano a dimostrare credendo in quello che, nella sua vita, ha costruito.

 

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