Giovedì, 19 maggio 2022 - ore 05.13

Cremona Nuovo HOSP I dubbi restano tutti | Evelino Abeni

Carletti pone questioni che meritano approfondite riflessioni e puntuali risposte che fin qui non sono emerse in termini esaurienti.

| Scritto da Redazione
Cremona Nuovo HOSP I dubbi restano tutti | Evelino Abeni

Cremona Nuovo HOSP I dubbi restano tutti | Evelino Abeni

 Signor direttore, Conosco Beppe Carletti da tanto tempo. Abbiamo avuto anche un periodo di colleganza politica-istituzionale per una comune appartenenza al Consiglio Comunale ed alla Giunta Comunale di Cremona.

Ciò mi ha consentito di conoscerne la preparazione sul piano amministrativo, corredata da doti di buon senso e di pragmatismo nell’affrontare i problemi. Doti che ho ritrovato nella nota apparsa su queste colonne, il 18 dicembre, relativa alla costruzione del nuovo ospedale («Ci vorranno 20 anni… Intanto il vecchio …»).

 Carletti pone questioni che meritano approfondite riflessioni e puntuali risposte che fin qui non sono emerse in termini esaurienti. Può essere che Beppe pecchi un po’ di pessimismo nella sua ipotesi che la nuova struttura ospedaliera sia funzionante fra vent’anni, ma il percorso da lui delineato, se credibile (e a me parrebbe di sì), rende poco credibile una ipotizzata realizzazione nell’arco di tempo dei prossimi cinque anni.

 E intanto? Come si pensa di mantenere a livelli di adeguatezza l’ospedale operante ora e chissà ancora per quanto tempo, nel corso di quello occorrente per la costruzione e l’effettiva operatività del nuovo? Mi pare, d’altra parte, fuori discussione che, nel frattempo, i livelli di assistenza debbano essere mantenuti e in qualche caso potenziati in rapporto alle esigenze nuove che possano emergere dalle situazioni che, di volta in volta, si proporranno nella sanità.

 Oltre le risorse destinate alla costruzione del nuovo nosocomio, quali altre verranno destinate per mantenere i giusti livelli di assistenza nell’attuale ? Pare a me che si debba operare sulla base di due piani paralleli: è garantito che così sarà? È necessario che riscontri adeguati, al riguardo, debbano essere assicurati. Un altro interrogativo che si pone è quello relativo al numero dei posti letto.

 Se ho ben compreso il nuovo ospedale dovrebbe disporne di cinquecento. Sarà garantito che non solo le specialità attualmente esistenti vengano confermate, ma anche che altre, nuove, possano divenire operanti in ragione di una ulteriore qualificazione della struttura, sempre in rispondenza a nuove esigenze o ad emergenze nuove che si pongano?

 L’esperienza che stiamo drammaticamente vivendo, con la pandemia, consiglia (anche a detta di esperti) cautela nel portare avanti una linea di deospedalizzazione (non dimentichiamoci d e l l’allestimento di tende e capannoni per far fronte alle situazioni di gravi carenze). Una riduzione dei posti letto ospedalieri può risultare compatibile con un disegno riformatore e razionalizzatore nel settore della sanità, ma a condizione che si appresti, sul territorio, una rete di strutture, di presidi in grado di dare risposte ai bisogni che si manifestano.

 Ed assicurino capacità di interventi che, diversamente, richiedono al paziente di rivolgersi all’ospedale (con le drammatiche situazioni dei Pronto soccorso; problema questo che non viene assunto ancora come effettiva priorità nella destinazione di risorse). Si assiste a una proliferazione di studi, poliambulatori, centri sanitari privati.

 Tutto ciò non nuoce se avviene in un quadro di integrazione –e non di concorrenzialità – con il settore pubblico, che deve rimanere il cardine del Servizio Sanitario Nazionale. Diversamente il cittadino è costretto spesso a sostenere oneri rilevanti per ottenere – come è suo diritto - le prestazioni che il Servizio Sanitario dovrebbe assicurargli. Anche in tale contesto andrebbe considerato il problema dell’utilità di un nuovo ospedale o considerare meglio l’ipotesi di un massiccio intervento rinnovatore sull’attuale.

 Per la realizzazione del nuovo si sono già compiuti atti a livello istituzionale. Ritengo, tuttavia, che esista spazio per ulteriori approfondimenti, fatti per dare risposte che risultino le più convincenti a dubbi e perplessità che ancora emergono, come quelle che si palesano nella nota di Carletti.

 Evelino Abeni Cremona

dicembre 2021

 

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