Sabato, 17 aprile 2021 - ore 02.16

Cremona Pianeta Migranti.Corridoi umanitari, strada legale,sicura per rifugiati.

Sono realizzati dalla Comunità di San Egidio con la Federazione delle Chiese evangeliche in Italia e la Tavola Valdese, in accordo col Ministero dell’Interno. Sono autofinanziati.

| Scritto da Redazione
Cremona Pianeta Migranti.Corridoi umanitari, strada legale,sicura per rifugiati. Cremona Pianeta Migranti.Corridoi umanitari, strada legale,sicura per rifugiati.

Cremona Pianeta Migranti. Corridoi umanitari, una strada legale e sicura per rifugiati.

 Sono realizzati dalla Comunità di San Egidio con la Federazione delle Chiese evangeliche in Italia e la Tavola Valdese, in accordo col Ministero dell’Interno. Sono autofinanziati. Sono la risposta di chi non si rassegna alle immagini di dolore che vengono dai campi profughi e dal Mediterraneo. Le vie dell’illegalità non danno sicurezza né a chi fa il viaggio né al Paese che accoglie.

 I corridoi umanitari hanno come principali obiettivi evitare i viaggi con i barconi nel Mediterraneo, che hanno già provocato un numero altissimo di morti, tra cui molti bambini. Vogliono impedire lo sfruttamento dei trafficanti di uomini che fanno affari con chi fugge dalle guerre; concedere a persone in condizioni di vulnerabilità (oltre a vittime di persecuzioni, torture e violenze, anche famiglie con bambini, anziani, malati, persone con disabilità) un ingresso legale sul territorio italiano, con visto umanitario e la possibilità di presentare successivamente domanda di asilo.

Una volta arrivati in Italia, i profughi sono accolti dalle associazioni promotrici in strutture o case, grazie alla solidarietà di una rete di cittadini, associazioni e chiese locali. Subito, viene data loro la possibilità di imparare l’italiano e ai bambini di frequentare la scuola. Gli adulti hanno accesso a percorsi d’integrazione lavorativa, al fine di trovare un’occupazione e rendersi autonomi. Tutto questo avviene attraverso un processo che attiva le risorse e le competenze presenti nella comunità, intorno a un progetto ben definito di accoglienza che riesce a generare un’interazione positiva tra i nuovi arrivati e la comunità ospitante. Queste esperienze di buona convivenza sono presenti anche sul nostro territorio provinciale e meritano di essere conosciute da vicino; fanno emergere il volto di un’Italia che, con altri Paesi europei, guarda al futuro rispondendo alla crisi migratoria con senso di umanità e con percorsi di integrazione dimostrando che è possibile un modo “altro” di gestire le migrazioni.

Il progetto dei corridoi umanitari è ormai collaudato nell’organizzazione.

Dal 2016 ad oggi, ha portato in Europa quasi 3500 persone, di cui 2700 in Italia. Grazie agli accordi firmati con il Viminale, più di 600 profughi scappati dalla Somalia sono arrivati nel nostro paese. Anche gli accordi con Eritrea, Yemen e Sud Sudan hanno portato in Europa profughi da questi paesi.

La pandemia in corso non ha fermato i corridoi umanitari: lo scorso settembre, dopo l’incendio che ha distrutto il campo di Moria a Lesbo, Sant’Egidio in accordo col Ministero degli Interni ha portato in Italia 300 profughi.

Sappiamo che oggi nel nostro paese è in aumento la povertà, e che c’è bisogno di concentrare gli aiuti sui nostri territorio ma, Secondo Andrea Riccard, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, “si può aiutare localmente senza di dimenticare il resto del mondo”.

In allegato, una pubblicazione della Comunità di Sant’Egidio: “I corridoi umanitari in Europa”

https://www.santegidio.org/downloads/Dossier-Corridoi-Umanitari-ITA.pdf

 

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