Domenica, 21 giugno 2026 - ore 09.03

Cremona, stasera al Filo proiezione gratuita di ‘Tupac Amaru - Algo está cambiando’

Sarà presenta in sala il regista Federico Palumbo

| Scritto da Redazione
Cremona, stasera al Filo proiezione gratuita di ‘Tupac Amaru - Algo está cambiando’

L’Associazione Latinoamericana di Cremona, in collaborazione con l’Associazione Antani e il Comitato per la Liberazione di Milagro Sala, organizza la proiezione del documentario Tupac Amaru - Algo está cambiando all’interno della rassegna sui diritti umani AAAA… Diritti cercasi, stasera, mercoledì 15 giugno, alle ore 21:00, presso il Cinema Filo, a ingresso libero. Il documentario racconta il lavoro sociale di Milagro Sala e della sua organizzazione a favore dei diseredati di una delle provincie più povere dell’Argentina e di come sia possibile, grazie all’organizzazione sociale, cambiare le condizioni di lavoro, salute ed educazione nella base della società.

Seguirà la presentazione ufficiale del Comitato e un confronto con il pubblico presente in sala. Sarà presente infatti alla proiezione Federico Palumbo, regista del documentario, che risponderà alle domande del pubblico e racconterà della campagna di diffusione che si sta realizzando per la liberazione di Milagro Sala, Deputata del Parlasur e leader dell’organizzazione di quartiere Tupac Amaru. È detenuta dal 16 gennaio 2016 per aver manifestato pacificamente al fine di essere ricevuta, insieme a compagni dell’organizzazione, dal governatore di Jujuy, Gerardo Morales. Sulla vicenda di Milagro si è espresso il premio Nobel per la Pace, Adolfo Perez Esquivel, che, intervistato da Il Manifesto in occasione della recente visita a Roma, ha dichiarato: «Milagro Sala è una prigioniera politica. Io sono stato con lei, sono stato nella prigione, a Jujuy (nord ovest dell’Argentina) insieme a due dirigenti sindacali. [...] Milagro Sala ha un’enorme forza sociale, ha una grande autorevolezza e il nuovo governo ha paura di lei, hanno paura della protesta popolare. Ci sono molte persone con processi aperti ma nessuno è in prigione».

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