Roma, 25 Luglio 2013. Diminuire le imposte sui costi del lavoro per dare maggior respiro alle aziende e aumentare il reddito dei lavoratori. In questo modo si rilancia l'economia: le imprese sono meno oberate da contributi, al pari del lavoratore che puo' disporre di maggiori entrate. Sono tutti d'accordo, ma come fare o meglio come si e' fatto nel passato? Rimandiamo alla memoria di quel che e' successo nel 2007 (governo Prodi). Fu approvato un taglio al cuneo fiscale del 5%, del quale il 3% a favore delle imprese e il 2% per i lavoratori. Le imprese risparmiarono (circa 7 miliardi per le annualita' 2007 e 2008), i lavoratori no. Perche'? Semplice: per i lavoratori i tagli del cuneo coincisero con la riforma dell'Irpef. Un bilanciamento perfetto che vide su un piatto la riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori e sull'altro la rimodulazione delle aliquote, la trasformazione delle deduzioni in detrazioni e l'aumento degli assegni familiari per tutti i contribuenti. Insomma, si e' tagliato da una parte e aumentato dall'altra. Risultato? Niente aumento in busta paga.
Sarebbe bene che l'attuale governo non riproponesse analoga manovra.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
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2013-07-25



