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Degli Angeli scrive a Comune e Provincia : riguardo deposito rottami non rifiuti

Richiesta di supporto e di maggiore attenzione verso i cittadini residenti a Cavatigozzi

| Scritto da Redazione
Degli Angeli scrive a Comune e Provincia : riguardo deposito rottami non rifiuti

Cremona Una missiva inviata agli enti preposti ovvero al presidente della provincia di Cremona Mirko Signoroni, al sindaco Gianluca Galimberti e ai rispettivi consiglieri e al presidente del consiglio regionale Alessandro Fermi per chiedere maggiore attenzione verso i cittadini di Cavatigozzi. Il consigliere regionale pentastellato Marco Degli Angeli, in qualità anche di membro della commissione VI ambiente di Regione Lombardia, torna sull’ormai annosa questione del parco rottami di via Cavatigozzi. Da anni i residenti sono costretti a sopportare i disagi di questo parco rottami, sorto ancora a luglio del 2020, tutt’oggi operativo. A distanza di tempo, poi, ancora non esiste una nota autorizzativa avvallante la strutturazione di questo parco. Unico documento,  relativo ad attività di deposito temporaneo non rifiuti, è una comunicazione a seguito di una dichiarazione dell’azienda alla Provincia e al Comune di Cremona  in cui si indica la data di inizio dell’operatività del sito – in area demaniale data in concessione per 30 anni all’azienda – il giorno 29 giugno del 2020 e la fine, ovvero il 30 dicembre dello stesso anno.

 

 

 

OGGETTO: Richiesta di supporto e di maggiore attenzione verso i cittadini residenti a Cavatigozzi, per quanto concerne le problematiche emerse a ri- guardo del deposito rottami non rifiuti

 

Egregi presidente della provincia di Cremona, sindaco di Cremona, e consiglieri dei rispettivi enti. In qualità di consigliere regionale della Lombardia, facente parte della commissione VI Ambiente, scrivo la seguente in merito a quanto si sta verificando all’interno del quartiere di Cavatigozzi (Cr), ovvero inerenntemente all’annosa questione del deposito rottami. L’augurio è che la vicenda possa venir attenzionata nel modo più congruo possibile. Non solo dall’amministrazione comunale e dal consiglio, ma anche dall’Ente Provincia nonché dai neo eletti consiglieri provinciali. Via Fabio Filzi, 22 – 20124 Milano (MI) – Tel. 02.674821 / Fax. 02.67486810 movimento5stelle@consiglio.regione.lombardia.it – lombardia5stelle@legalmail.it Sembra doverosa la premessa che, stando alla documentazione in mio possesso, in data 3 gennaio 2022 il Comitato di Quartiere 3 (CQ3, organo elettivo previsto dal Regolamento approvato dal Consiglio Comunale di Cremona il 22.10.2012) ha indirizzato una lettera al presidente della Provincia e ai consiglieri provinciali, avente per oggetto: “deposito di materiale ferroso via Acquaviva 6 – Cremona su area demaniale in gestione all’amministrazione Provinciale”. L’obiettivo della missiva è stato quello di sollecitare gli Enti preposti affinché verificassero, nell’interesse dei cittadini nonché della salute ambientale, la correttezza procedurale nonché dei profili legali dei comportamenti e degli atti dell’amministrazione pubblica, in relazione al persistere del deposito rottami sito in via Acqua viva 6. Partendo da una breve sinossi dei fatti, è bene evidenziare come, a far data dal 23 luglio 2020, i residenti di Cavatigozzi iniziarono ad avvertire forti rumori provenienti dalla zona industriale di via Acquaviva, ossia dove è tutt’oggi operativo il deposito rottami. Preoccupati quindi delle intollerabili emissioni acustiche dovute alla movimentazione e dalla diffusione di polvere rossastra di sconosciuta composizione e potenzialmente nociva per la salute, i cittadini ivi residenti, mediante il Cq3 cercarono di reperire informazioni inerenti l’attività svolta. Venne quindi elaborata un’istanza di accesso agli atti. Ad oggi non risulta esserci una specifica nota autorizzativa avvallante la strutturazione di un parco rottami non rifiuti. Mancanza confermata anche nella risposta che Provincia fornisce al Cq3 in data 1/3/22 asserendo che: “non risulta alcuna autorizzazione perché nessuna autorizzazione ambientale di competenza provinciale è dovuta per l’attività svolta (deposito di rottame metallico privo della qualifica di rifiuto)”. Su questo punto sono in corso ulteriori verifiche con gli uffici regionali per aver una interpretazione autentica del regolamento relativo ai controlli relativi agli scarichi delle acque reflue. L’unico documento relativo ad un’attività di deposito temporaneo non rifiuti trova infatti la sua sola comunicazione a seguito di una dichiarazione rilasciata dall'azienda direttamente alla Provincia di Cremona e al comune di Cremona, comunicante la data di inizio attività al 29/06/2020. In tal senso l’azienda ha dichiarato di voler utilizzare la suddetta area (terreno di demanio regionale dato in concessione ad Arvedi dalla Provincia e dall’Aipo con l’atto n.41 in data 11/10/2005 per la durata di anni 30 fino al 31 dicembre del 2035) fino alla data del 30 dicembre 2020 (Documento del 29/06/2020 “Decreto Aia 389” del 19/5/2017. Comunicazione di utilizzo temporaneo dell’area in Concessione via Acquaviva, 6 Cremona). Nessuna altra autorizzazione comunale è emersa nelle risposte alle varie richieste. Tuttavia, stando sempre alle informazioni in mio possesso, sembra fosse in essere l’istruttoria per la richiesta di un’AUA, Autorizzazione Unica Ambientale, per prolungare il capannone industriale poi archiviata su richiesta del proponente. Via Fabio Filzi, 22 – 20124 Milano (MI) – Tel. 02.674821 / Fax. 02.67486810 movimento5stelle@consiglio.regione.lombardia.it – lombardia5stelle@legalmail.it Fondamentale è poi specificare come in data 29/09/2020 viene inoltrata una richiesta ad AIPO e alla Dg territorio e Protezione Civile e successivamente alla provincia di Cremona, al fine di conoscere la composizione della concessione data ad Arvedi Spa. Il documento, “disciplinare di concessione”, specifica che: 1 - All’articolo 1, “Tale area di 86,900 mq oggetto della presente concessione è finalizzata alla realizzazione di capannoni ad uso industriale per nuovi impianti e prolungamento di capannoni esistenti”; 2 - All’articolo 4, “Il progetto dell’opera dovrà essere trasmesso all’azienda ed acquisire le autorizzazioni di legge”; 3 - All’articolo 5, “L’azienda si riserva in via eccezionale la facoltà di revocare la presente concessione condizionatamente alla sussistenza di comprovati motivi di pubblico interesse, adeguatamente illustrati e giustificati [...]”; 4 - All’articolo 8, “L’azienda può dichiarare la decadenza della presente concessione a) per mutamento sostanziale non autorizzato dello scopo per cui è stata rilasciata [...], e) per inutilizzo delle aree protratto per oltre cinque anni [...]”. In riferimento ai sopra detti punti e in merito a quanto riportato nella risposta fornita al Cq3 in data 1/2/2022: “Non risultano inoltre sussistere elementi che provino l’incompatibilità dell’attività in svolgimento con lo scopo della concessione demaniale; in particolare, gli usi che sono stati finora fatti dell’area concessa si sono dimostrati coerenti con le prospettive di sviluppo economico che sono state poste a fondamento dell’individuazione della vocazione industriale dell’Area portuale”, sono a chiedere delle maggiori specifiche. Soprattutto richiamando gli articoli 1, 4 e 8. In prima istanza, sono quindi a sottoporre alla vostra attenzione il fatto che il deposito di materiale ferroso non rifiuto non coincida con quanto espresso all’Art.1 di detta concessione, ossia che l’area sia finalizzata alla realizzazione di capannoni ad uso industriale per nuovi impianti e prolungamento di capannoni esistenti. In seconda istanza, se quanto denunciato dal Comitato di Quartiere 3 ed in parte avallato da Arpa corrispondesse al vero, ovvero che persiste un inquinamento acustico aggravato dalla presenza di polveri sottili nell’aria a causa della movimentazione del materiale ferroso, l’articolo 5 della suddetta concessione non prevede forse la revoca della concessione stessa? O quantomeno implementare, seppur tardivamente, tutti i sistemi di mitigazione degli impatti ambientali ed elementi di disagio per la cittadinanza, coinvolgendo Arpa e Ats per le opportune prescrizioni. Durante la seduta consiliare del 2 marzo 2021, la medesima questione venne sottoposta all’attenzione dell’assessore all’ambiente e Clima di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo. Avendo chiesto a Regione Lombardia un parere in merito alla concessione e al deposito rottami, Via Fabio Filzi, 22 – 20124 Milano (MI) – Tel. 02.674821 / Fax. 02.67486810 movimento5stelle@consiglio.regione.lombardia.it – lombardia5stelle@legalmail.it l’assessorato competente rispose asserendo: “La Provincia è il soggetto che detiene informazioni più dettagliate. Abbiamo chiesto alla Provincia di fornirci queste informazioni, ma al momento non ci ha dato elementi di maggiore conoscenza rispetto all’iter seguito per la costituzione del deposito”. Tornando sulla questione del deposito rottami non rifiuti, è la stessa Regione a chiarire come “occorrerebbe chiarire se i materiali in questione non siano rifiuti ma materiale ferroso. Se i materiali in questione non sono rifiuti, ma materiale ferroso, per la sola attività di deposito di materiale ferroso, potrebbe non rendersi necessaria un’autorizzazione ambientale”. Per quanto poi riguarda l’autorizzazione allo scarico e alle emissioni in atmosfera, Regione Lombardia ha quindi chiarito come “sarebbero necessari ulteriori approfondimenti tecnici. Questi, però, sono tutti questi elementi che devono essere forniti dalla Provincia. Noi abbiamo fatto considerazioni che valgono in termini generali, ma non abbiamo gli elementi di merito, che vanno richiesti alla Provincia. Li abbiamo chiesti, ripeto, ma non ce li ha forniti”. Durante una video conference con il Presidente della provincia e con il dirigente del settore ambiente avvenuta 2 settimane fa, si era convenuto che sarebbe stato opportuno ricevere da parte del comune tutti quegli elementi autorizzativi e i nulla osta in modo formale e certificato. A questo punto l’occasione è buona per attenzionare alla vostra attenzione la questione riguardante l’inquinamento acustico, ossia le molestie acustiche lamentate dai residenti di Cavatigozzi. Secondo quanto riportato da Arpa, che in effetti ha fatto una campagna conoscitiva sul rumore ambientale dell’area industriale a ovest di Cremona, dal 14 dicembre 2018 al 30 aprile 2019, l’area in esame sembrerebbe “caratterizzata da un’elevata densità industriale con la presenza di numerose aziende soggette ad Autorizzazione integrata ambientale, a rischio di incidenti rilevanti, e aziende autorizzate con AUA, che contribuiscono nel loro insieme a determinare un impatto ambientale complessivamente significativo”. Per quanto dunque il sussistere simultaneo di diverse sorgenti, renda complesso discriminare il contributo della singola sorgente, il perdurare delle numerose segnalazioni di molestie, ha spinto ARPA a prevedere un ulteriore approfondimento delle indagini già svolte con l’utilizzo simultaneo di laboratori mobili e misure presidiate. Stando a quanto Regione riporta, alla data del 2 marzo 2021, i dati erano in fase di elaborazione. In conclusione, l’assessore all’Ambiente di Regione Lombardia chiarisce come Regione, per mezzo di Arpa, abbia fatto quanto in suo potere, “ma Non mi sembra si possa dire così della Provincia di Cremona, a cui bisognerebbe chiedere informazioni più dettagliate”. Visto il perdurare della situazione da oltre un anno e mezzo. Viste le considerazioni fatte e soprattutto in riferimento alle numerose testimonianze che ogni giorno continuano ad arrivare anche per mezzo di supporto video e fotografico, sono a chiedere una maggior attenzione all’Ente Provincia e Comune rispetto a quanto emerso, ovvero sono a chiedere la possibilità di realizzare un incontro con i residenti del quartiere Cavatigozzi e quindi un sopralluogo con la presenza anche dei Via Fabio Filzi, 22 – 20124 Milano (MI) – Tel. 02.674821 / Fax. 02.67486810 movimento5stelle@consiglio.regione.lombardia.it – lombardia5stelle@legalmail.it consiglieri comunali e provinciali atto a verificare personalmente i disagi che ogni giorno i cittadini sono costretti a subire. Per completezza informativa allego la convenzione, e vari atti ufficiali depositati in questi quasi 2 anni di temporaneità del deposito in questione.

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