Mercoledì, 12 agosto 2020 - ore 05.38

Dilma Rousseff sospesa, Temer assume la Presidenza del Brasile

Con 55 voti favorevoli e 22 contrari il Senato Federale ha approvato l’apertura del processo di impeachment nei confronti della Presidente Dilma Rousseff, che ora sarà sospesa dall’incarico per 180 giorni, durante i quali si svolgerà il processo vero e proprio.

| Scritto da Redazione
Dilma Rousseff sospesa, Temer assume la Presidenza del Brasile

Assume l’incarico di Presidente il vice di Dilma Rousseff, il leader del Partido do Movimento Democrático Brasileiro (PMDB), Temer, da molti indicato come uno degli orchestratori degli attacchi al governo petista. Il nuovo Presidente del Brasile sarà ora chiamato a formare un governo, che prevedibilmente vedrà le opposizioni, ed in particolare il suo PMDB, sconfitto alle elezioni, sostituire il Partido dos Trabalhadores, con un ribaltone quantomeno inusuale per un sistema presidenziale…

di Riccardo Galetti (Responsabile Esteri Federazione Giovani Socialisti)

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La sospensione di Dilma Rousseff e l’arrivo di Temer al Palacio de Planalto rappresentano uno snodo importante dell’evoluzione della crisi politica che sta sconvolgendo il Brasile, ma non ne segnano certamente la fine. Il nuovo Presidente gode di un sostegno popolare inesistente (circa il 2% secondo diversi sondaggi) ed è a sua volta oggetto di indagini e richieste di messa in stato d’accusa. Ad indebolire la posizione di Temer si aggiungono le richieste di elezioni anticipate e i dubbi sulla legittimità di un governo contrario a quello indicato dal risultato elettorale, in un sistema che non è parlamentare ed in cui non esiste il rapporto di fiducia tra capo del governo, eletto direttamente, e parlamento.

L’allontanamento di Dilma Rousseff, inoltre, non fermerà il selvaggio assalto politico, mediatico e giudiziario, se non pianificato almeno coordinato, al sistema di potere costruito dal PT in 13 anni di governo. Una buona parte dell’élite e delle oligarchie economiche e finanziarie brasiliane, che hanno sempre covato un profondo disprezzo per il PT e per quello che ha rappresentato, sono finalmente rientrate nella stanza dei bottoni, e non la abbandoneranno facilmente. L’occasione per ritornare a controllare la settima economia mondiale, e magari per svenderne i pezzi migliori come Petrobras, è troppo importante per rischiare un ritorno trionfale di Lula nel 2018 o in caso di elezioni anticipate. In quest’ottica si collocano anche le forzature del giudice Sergio Moro nei confronti dell’ex Presidente Lula, con l’accompagnamento in questura per la deposizione e la pubblicazione di intercettazioni illegali di conversazioni con Rousseff.

Nel frattempo Dilma promette di tornare trionfalmente a Planalto tra 180 giorni, quando avrà dimostrato al Paese e al mondo la sua innocenza e la “trama golpista” delle opposizioni.

L’esperienza governativa di Rousseff e del PT è sospesa, ma la fine della guerra per bande per il controllo del Brasile è lungi da una conclusione.

Fonte: avanti on line

 

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