Martedì, 04 ottobre 2022 - ore 04.58

Dopo Cancun, verso Durban 2011

| Scritto da Redazione
Dopo Cancun, verso Durban 2011

Si è riunito a Brussels, il gruppo di lavoro istituito dalla CES: “Sviluppo sostenibile; energie e cambiamenti climatici” per valutare l’esito della Conferenza ONU sui cambiamenti climatici svoltasi a Cancun nel Dicembre 2010,  e per definire un programma di lavoro  in vista della prossima Conferenza che si terrà a Durban nel dicembre 2011. La discussione nell’ambito dell’incontro ha convenuto seppure con accenti diversi  sulla considerazione che l’accordo sottoscritto dai …..Paesi partecipanti ad eccezione della Bolivia, ha rappresentato un passo positivo nel percorso fin qui realizzato per superare la crisi climatica, nonostante il suo carattere non vincolante. Ha prevalso l’apprezzamento della volontà politica sugli impegni condivisi e sottoscritti anche se come ha giustamente rilevato Anabella Rosemberg, della Confederazione internazionale dei sindacati (ITUC-CSI): “…il passo è stato importante per i Governi, ma è un piccolo passo per il Pianeta”.
La rappresentante della DG Unione Europea per le azioni climatiche, presente ai lavori, ha sottolineato questa volontà e il ruolo giocato dalla UE nella ricerca di mediazioni per l’assunzione della finalità comune di contenere l’aumento della temperatura al di sotto di 2°C, rilevando come per questo obiettivo siano previsti report periodici da parte dei diversi Paesi in modo da garantire la trasparenza delle loro azioni. Questi ultimi dovranno sviluppare comportamenti e  meccanismi  basandosi sulle migliori prassi per de carbonizzare tutti i settori e per sviluppare nuove energie con l’obiettivo di produrre nuova economia sostenibile e creare posti di lavoro.
In questa direzione sarà importante il contenuto della Road Map europea per il 2050 di prossima approvazione (8.3.2011).
A questo livello, secondo l’UE, non sono in discussione le finalità della strategia  20-20-20, sebbene ritenga, che politiche più forti da parte dei Paesi più avanzati, renderebbero possibile l’innalzamento dell’obbiettivo di riduzione delle emissioni di Co2. A questo proposito la UE sta studiando  obiettivi a lungo termine per capire quanto debbano essere forti le politiche  e gli incentivi  per affrontare il 2050 e per definire nuovi progetti e strumenti nonostante occorra sollecitare i diversi Paesi ad utilizzare i fondi già disponibili, allo stato utilizzati meno del 20% .
D’Ercole Giuseppe della Cisl nazionale, ha criticato il carattere non vincolante dell’Accordo di Cancun, e, unico fra i presenti, ha considerato che occorra una seconda fase poiché Kyoto non può più essere uno strumento negoziale e l’esperienza va portata su impegni settoriali per lo sviluppo di energie rinnovabili con l’introduzione di penalizzazioni per le tecnologie che producono Co2 e per  creare i fondi,  di una tassa, di bassa entità,  ma universale.
Una posizione dissonante è stata quella Dojlido-Smiech Agnieszka che ha richiesto di prevedere sostegni per i Paesi a forte produzione di carbone.
Decaillon Joel della Ces ha richiamato la necessità di una maggiore coerenza fra i diversi Paesi, soprattutto in un momento dove si assiste da parte di molti di essi ad una riduzione di budget destinato alle politiche energetiche; di un ulteriore sforzo da parte della UE  per una maggiore visibilità della sua strategia; di nuove risorse destinate.
Annabelle Rosemberg di ETUC-CSI  ha sottolineato come nel tempo ristretto che ci separa dalla prossima Conferenza di Durban occorra fare passi che favoriscono avanzamenti negli impegni e sia importante definire la Governance del Fondo di transizione istituito a Cancun. Allo stato solo la società civile, fra cui la Ces, hanno avanzato interesse. A proposito di un maggiore impegno per la  riduzione delle emissioni, dell’introduzione di vincoli e della destinazione di finanze, ha valutato esserci poche possibilità e richiamato la difficoltà attuale a mantenere un dinamismo di iniziativa su questi obiettivi. Mentre la dirigente europea, rispondendo alla Cisl,   è stata possibilista rispetto alla fase due di Kyoto, la sindacalista ha considerato che per quanto presenti limiti, quello di Kyoto resta l’unico accordo vincolante e per questo è meglio pensare ad una sua riforma piuttosto che ad un suo superamento creando così un ponte fra politiche sociali e ambientali. In questa direzione occorre portare novità; Rosemberg ha invitato a portare un contributo per la preparazione di una dichiarazione da portare alla Conferenza di Durban. Una bozza verrà inviata nei prossimi giorni per poi essere discussa a giugno al fine di realizzare una versione definitiva da presentare a settembre al Consiglio Generale.
L’obiettivo è di rendere operativa la transizione equa e declinare il lavoro decoroso.

In conclusione l’incontro ha permesso di registrare molta indeterminatezza da parte dell’Unione Europea, per via  dei divergenti interessi e delle diverse volontà politiche che stanno emergondo fra i Paesi dell’Unione.
Prevale la valutazione che stante la situazione di difficoltà attuale,  sarà difficile fare passi in avanti ed arrivare alla definizione di un accordo vincolante. Certamente la posizione europea è importante,  ma occorre considerare le diverse posizioni a livello internazionale per capire quali possibilità si prefigurano per l’appuntamento di Durban. Molta attenzione va riservata alla legge sul clima in discussione negli Usa e ai comportamenti cinesi in materia di clima. E soprattutto, cosa che ci riguarda, occorre continuare a far vivere gli obiettivi di riduzione delle emissioni, di maggiore efficienza energetica e di produzione di energie alternative, continuando a rivendicare la programmazione di politiche adeguate, integrate e trasversali ai settori.
Importante sarà accompagnare con l’impegno fin qui dispiegato dalla Cgil a tutti i livelli, la legge di iniziativa popolare sulle energie rinnovabili ora, dopo la consegna delle firme alla Camera, in calendario per la discussione nelle Commissioni. A maggior ragione considerando l’attuale discussione sul decreto legislativo dopo il parere positivo delle competenti Commissioni di Camera e Industria del Senato, che favorevolmente recepisce la Direttiva europea 2009/28/CE sulla promozione delle fonti rinnovabili, i cui tempi tuttavia pensiamo debbano essere accelerati; una discussione che nelle sue evoluzione chiede la nostra attenzione considerando la scelta nucleare imposta dal nostro Governo.

Oriella Savoldi 
per saperne di più
-- http://www.cop17durban.com/Pages/default.aspx

Nota: La città si trova sulla costa dell'Oceano Indiano a sud del Tropico del Capricorno ed ha un clima umido subtropicale ( SudAfrica)

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