Sabato, 15 agosto 2020 - ore 18.10

#DopoCovid In Abruzzo, sindacati dei pensionati in piazza per la sanità sul territorio

Da tempo, Spi Cgil, Uilp Uil e Fnp Cisl hanno chiesto alla nuova giunta di Centrodestra un incontro per aprire un confronto sulle tante questioni aperte, ma gli appelli al dialogo sono caduti nel vuoto più di una volta.

| Scritto da Redazione
#DopoCovid In Abruzzo, sindacati dei pensionati in piazza per la sanità sul territorio

#DopoCovid In Abruzzo, sindacati dei pensionati in piazza per la sanità sul territorio

 I motivi per scendere in piazza sono più di uno, e così i sindacati dei pensionati di Cgil, Csil e Uil abruzzesi, sfidando il caldo rovente di fine luglio a Pescara, in piazza Alessandrini il 23 luglio , proprio di fronte all’assessorato alla Sanità, per sfidare il governo regionale su vari temi: i piani per la medicina territoriale mai decollati, i tagli al personale e ai piccoli ospedali di comprensorio, l’incapacità della giunta regionale di varare un piano per captare le risorse che il governo nazionale ha messo a disposizione per far fronte all’emergenza pandemica.

 Da tempo, Spi Cgil, Uilp Uil e Fnp Cisl hanno chiesto alla nuova giunta di Centrodestra un incontro per aprire un confronto sulle tante questioni aperte, ma gli appelli al dialogo sono caduti nel vuoto più di una volta.

L’ultima ad aprile, quando i tre sindacati hanno segnalato all’esecutivo regionale il dramma delle case di riposo e delle Rsa abruzzesi, travolte come è accaduto anche da altre parti, da contagi e morti. Un’emergenza che potrebbe riacutizzarsi con l’arrivo dell’autunno e a cui le tre sigle chiedono ora di mettere mano al più presto.

 La chiave di volta per i tre sindacati rimane comunque la medicina di territorio, su  cui la giunta abruzzese non sta facendo poco e niente, accusano i sinsacati. “ Noi siamo per un piano regionale straordinario – spiega il segretario regionale dello Spi Cgil, Antonio Iovito – che utilizzi al meglio le risorse messe a disposizione dal governo Conte e che miri a potenziare l’assistenza domiciliare integrata, crei finalmente case della salute e ospedali di comunità, oltre a centri di riabilitazione pubblici. Ma per sostenere un rilancio della sanità, occorre un serio piano di assunzioni mirate per le attività sul territorio”.

 

 

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