Mercoledì, 08 luglio 2020 - ore 12.02

Dossier Donna n. 13 CON LE PIETRE DI SCARTO di Piero Carelli

Una vita di condivisione con gli ultimi, con mamme e ragazze vittime della tratta, con minori senza famiglia. E ancora: con disabili fisici e psichici, con ex tossicodipendenti, con malati psichiatrici.

| Scritto da Redazione
Dossier Donna n. 13 CON LE PIETRE DI SCARTO di Piero Carelli

Dossier Donna n. 13 CON LE PIETRE DI SCARTO di Piero Carelli

Una vita di condivisione con gli ultimi, con mamme e ragazze vittime della tratta, con minori senza famiglia. E ancora: con disabili fisici e psichici, con ex tossicodipendenti, con malati psichiatrici.

È questa la sua famiglia. O, meglio, una sua famiglia “naturale” ce l’ha, ma lei - in perfetta sintonia col marito - l’ha voluta aprire alle “pietre di scarto”, a chi ha bisogno di amore o a chi, semplicemente, ha bisogno di cura.

Un’eroina che opera nel silenzio, lontana dai riflettori? Senza dubbio il suo è uno stile di vita quanto meno coraggioso, in controtendenza, distante dal perbenismo delle persone “normali”. Una scelta di vita piena, la sua, una condivisione a 360 gradi con chi soffre e ha ferite molto profonde, ferite anche inguaribili. Una scelta di vita nella consapevolezza che la condivisione è anche un rischio: il rischio che impone di scommettere gratis su se stessi e sugli altri; il rischio di fallire, di andare incontro a insuccessi, di vedere qualcuno della sua famiglia allargata andarsene sbattendo la porta; il rischio di lasciarsi prendere dallo scoramento quando ha a che vedere con situazioni insuperabili, con persone che non possono guarire. Il rischio, in altre parole, di provare la fatica di amare.

Per fortuna, tuttavia, la fede la sorregge. È la sua marcia in più che la sprona a essere uno strumento di “un Amore più grande”, di essere non semplicemente “una facchina della carità”, ma di essere “una innamorata di Cristo”. È questa fede che le permette di offrire a chi accoglie non solo la sua “debole umanità”, ma anche “spalancare un’altra finestra, una speranza che va oltre l’umano”.

Il suo nome: Maria Teresa Mascheroni. Una testimonianza intensa, la sua. E un messaggio a tutti: “il prendersi cura non è la scelta di pochi pazzi, eroi o santi, ma deve diventare la cifra di una società che non rifiuta nessuno e provvede a tutti”.

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