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Emergenza Coronavirus Poesia del e sul lavoro (in dialetto cremonese) | Agostino Melega (Cremona)

REQUIEMETÈERNA PER NA RUTATÌIVA : Il poeta Ricci incide con tristezza la pagina scritta in dialetto milanese, che mi sono permesso qui di trascrivere nel vernacolo di Cremona

| Scritto da Redazione
Emergenza Coronavirus   Poesia del e sul lavoro (in dialetto cremonese) | Agostino Melega (Cremona)

Emergenza Coronavirus   Poesia del e sul lavoro | Agostino Melega (Cremona)

REQUIEMETÈERNA PER NA RUTATÌIVA : Il poeta Ricci incide con tristezza  la pagina scritta in dialetto milanese, che mi sono permesso qui di trascrivere nel vernacolo di Cremona

Caro Direttore, pensando alle conseguenze che la sciagura epidemica possa riverberarsi in modo pesante sull’economia del Bel Paese, e quindi sull’occupazione dei lavoratori delle fabbriche, delle campagne, dei cantieri edili, del commercio e dei servizi; ecco pensando a questo fatto, mi sono ricordato di una poesia scritta in vernacolo milanese da Pino Ricci, dal titolo “Requiemeterna per na routativa” (Requiem per una rotativa)”, riportata sull’antologia “Cento e passa poeti dialettali” (Teodoriana Editrice, Milano 1973), curata da Teodoro Giúttari e dal giudice Luigi Grande, che ho conosciuto, frequentato e molto stimato a Cremona.

Il quale magistrato, e valente critico letterario, scrive che “vibrante di sincera commozione” è questa poesia, “scritta in occasione del licenziamento di parte degli operai che lavoravano per un giornale fusosi con un altro e mentre l’occupazione dello stabilimento era ferma”.

Il poeta Ricci incide con tristezza  la pagina scritta in dialetto milanese, che mi sono permesso qui di trascrivere nel vernacolo di Cremona:

REQUIEMETÈERNA PER NA RUTATÌIVA

L’üültima vòolta

che gh’òo vìst piàanšer de j òm

gh’éera finìida la guèra.

Sta séera j òo vìst

Spùurch, en pòo in scundòon,

che i pianšìiva

perché finìiva en giurnàal.

E i bevìjia.

Per desmentegàa j àn

de lauràa, de fadìighe,

de vìta pasàada inséma,

cùma di fradéi.

E i bevìja.

A la vìta che la và avàanti

àanca per i dišocüpàat.

Mé te dìši un requiemetèerna,

ma té te gh’èet mìia de móorer.

REQUIEM PER UNA ROTATIVA. L’ultima volta/ che ho visto gli uomini piangere/ era finita la guerra./ Stasera li ho visti,/ sporchi e dignitosi,/ che piangevano/ per la fine di un giornale./ E bevevano./ Alla vita che va avanti/ anche per i disoccupati./ Io ti dico un requiem,/ ma tu non devi morire.

Agostino Melega (Cremona)

cremona 22 aprile 2020

 

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