Sabato, 24 ottobre 2020 - ore 00.19

Fondazione Gimbe: +40% dei ricoveri e + 61% terapie intensive in 7 giorni

L’ultimo rapporto della Fondazione Gimbe conferma un importante incremento settimanale dei ricoveri e delle terapie intensive in Italia.

| Scritto da Redazione
Fondazione Gimbe: +40% dei ricoveri e + 61% terapie intensive in 7 giorni

Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe sull’andamento dell’epidemia di COVID-19 in Italia, diffuso ogni settimana da qualche mese a questa parte, ufficializza l’importante aumento dei pazienti in ricovero ordinario e in terapia intensiva, a fronte però di un aumento dei tamponi non particolarmente elevato.

Nella settimana dal 7 al 13 ottobre scorsi – quella analizzata nell’ultimo report diffuso oggi – i ricoveri in ospedale sono aumentati del 40% rispetto alla settimana precedente e i posti occupati nelle terapie intensive italiane sono aumentati del 61%: nel dettaglio, si legge nel report, i pazienti ricoverati con sintomi sono passati da 3.625 a 5.076 negli ultimi 7 giorni, mentre i ricoveri in terapia intensiva sono saliti da 319 a 514.

Il rapporto tra i casi attualmente positivi e i pazienti ospedalizzati nella settimana dal 7 al 13 ottobre è del 6,4%, che scende fino al 2,6% in Friuli Venezia Giulia, ma tocca quota 10,2% in Liguria.

Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE, suggerisce alle autorità di valutare misure più restrittive per le aree considerate più a rischio, come si sta facendo in questi giorni anche in altri Paesi in Europa:

Gli effetti delle misure del nuovo DPCM, oltre a non poter essere valutati prima di 3 settimane, saranno in parte neutralizzati dall’incremento esponenziale dei contagi e dall’ulteriore sovraccarico dei servizi sanitari dovuto alla stagione influenzale. Ecco perché la Fondazione GIMBE si appella al senso di responsabilità ed alla massima collaborazione tra Presidenti di Regioni e amministratori locali, sindaci in primis: intervenire tempestivamente con misure restrittive locali, compresi lockdown mirati, per spegnere i focolai, arginare il contagio diffuso e prevenire il sovraccarico degli ospedali. Altrimenti, persistendo i trend delle ultime settimane – secondo gli scenari previsti dalla nuova circolare del Ministero della Salute – il rischio di restrizioni più ampie (lockdown incluso) è dietro l’angolo.

LE VARIAZIONI RISPETTO ALLA SETTIMANA PRECEDENTE

  • Decessi: +61 (+39,4%)
  • Terapia intensiva: +195 (+61,1%)
  • Ricoverati con sintomi: +1.451 (+40%)
  • Nuovi casi: +35.204 (+104,1%)
  • Casi attualmente positivi: +27.059 (+45%)
  • Casi testati +75.956 (+17,7%)
  • Tamponi totali: +102.881 (+14,4%)

Si sono registrati 35.204 nuovi casi, più del doppio rispetto alla settimana precedente. A livello nazionale l’incremento percentuale dei casi totali è del 10,7%, con variazioni regionali che oscillano dal 4% della Provincia Autonoma di Trento al 30,9% dell’Umbria.

TREND SETTIMANALE DEI CASI ATTUALMENTE POSITIVI

L’impennata dei contagi ha determinato un’espansione a macchia d’olio dei casi attualmente positivi che hanno raggiunto il numero di 87.193. Al 13 ottobre, rispetto ad una media nazionale di 144 casi attualmente positivi per 100.000 abitanti, il range varia dai 41 della Calabria ai 205 della Valle D’Aosta.

TREND SETTIMANALE PAZIENTI RICOVERATI CON SINTOMI E IN TERAPIA INTENSIVA

Anche sul versante delle ospedalizzazioni s’impenna la curva sia dei ricoveri che delle terapie intensive, aumentati rispettivamente di 1.451 (+40%) e di 195 unità (+61,1%). La percentuale complessiva di pazienti ospedalizzati sul totale dei casi attualmente positivi, rispetto ad una media nazionale del 6,4%, oscilla dal 2,6% del Friuli-Venezia Giulia al 10,2% della Liguria.

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