Mercoledì, 08 luglio 2020 - ore 00.50

Francesco Ghelfi (Art.1-lista PD) Fin dall’inizio però abbiamo espresso le nostre perplessità sull'impianto fotovoltaico a terra.

Pubblichiamo uno stralcio dell’intervento di Francesco Ghelfi (Art.1-lista PD) nel Consiglio Comunale di lunedì 17 u.s.

| Scritto da Redazione
Francesco Ghelfi (Art.1-lista PD) Fin dall’inizio però abbiamo espresso le nostre perplessità sull'impianto fotovoltaico a terra.

Francesco Ghelfi (Art.1-lista PD) Fin dall’inizio però abbiamo espresso le nostre perplessità sull'impianto fotovoltaico a terra.

Pubblichiamo uno stralcio dell’intervento di Francesco Ghelfi (Art.1-lista PD) nel Consiglio Comunale di lunedì 17 u.s.

Signor Presidente del Consiglio, Signor Sindaco, Signori della Giunta, colleghi Consiglieri,

l’offerta di realizzare un grande impianto fotovoltaico vicino a Cremona Solidale presentata a Fondazione Città di Cremona è di rilevante importanza per la città, perché è l’occasione per aprire un grande dibattito, una discussione tra i cittadini su un tema cruciale, che risulta decisivo oggi e sicuramente nei prossimi decenni.

Il tema è l’Emergenza climatica e ambientale che va affrontato mettendo in campo soluzioni appropriate. La transizione energetica, le fonti rinnovabili, l’efficienza energetica assieme alla riconversione ecologica, alla green economy, all’economia circolare che saranno i processi chiave futuri di sviluppo e sostenibilità ambientale che dovremo intraprendere.

L’Amministrazione che oggi governa la città dovrà affrontare prossimamente delle sfide ambientali importanti nelle quali crede. Oggi la vicenda del parco fotovoltaico deve servirci a incentivare l’utilizzo delle energie rinnovabili in città, serve a dire che vogliamo una città con meno CO2 e che produce energia pulita.

Dovremo affrontare poi la proposta di incenerire i fanghi di depurazione nel nostro termovalorizzatore ricordando la promessa inserita nel programma elettorale della chiusura dell’inceneritore “a vantaggio di strategie di riduzione, di riciclo e di riuso”.

Questa Amministrazione vuole assumere scelte che vanno nella direzione dell’economia circolare, della transizione ecologica ed energetica, guardando alle direttive dell’Unione Europea e ai fondi del new green deal.

Articolo Uno ritiene  la questione ambientale assolutamente centrale nel suo programma politico.  Siamo favorevoli all’utilizzo del fotovoltaico; dal punto di vista ambientale è un’ottima soluzione perché permette di produrre energia elettrica attraverso l’energia solare senza rilascio di emissioni inquinanti.

Fin dall’inizio però abbiamo espresso le nostre perplessità sull'impianto fotovoltaico a terra. Due osservazioni.

La prima: Fondazione città di Cremona ha fatto bene a prendere in considerazione l’offerta perché si tratta comunque di un impianto fotovoltaico: ma noi crediamo che i pannelli debbano essere posizionati sui tetti delle scuole, degli ospedali, degli edifici pubblici e privati, dei capannoni industriali, su aree dismesse o a copertura di parcheggi o ancora dove in passato erano presenti cave, discariche o industrie.

Riteniamo poco opportuno posizionare impianti fotovoltaici sui terreni agricoli soprattutto se sono particolarmente fertili come quelli della Pianura Padana. Perché questo?

Come ho detto prima siamo in piena emergenza climatico ambientale. Il processo di  desertificazione si sta intensificando, anche in Europa e in Italia.

Terre che oggi sono fertili e coltivate rischiano di non esserlo più nel giro di qualche decennio; per questo pensiamo che quelle molto fertili vadano preservate.

Qualcuno pensa che siano meglio i campi con il fotovoltaico, che non inquina, piuttosto che campi coltivati con l’agricoltura intensiva e quasi interamente a mais, che finisce negli impianti a biogas.

Certo è vero, nella Pianura Padana sono diffuse un'agricoltura e una zootecnia intensiva che influisce sui cambiamenti climatici e che crea conseguenze ecologiche gravi per l’abuso di fertilizzanti, pesticidi e di antibiotici, con coltivazioni in monocultura su larga scala, l’inquinamento delle falde acquifere, la desertificazione.

Bisogna però anche dire che a Cremona e provincia, in una parte del mondo agricolo, è in atto una profonda riflessione sulla possibilità di mantenere una agricoltura intensiva, che però utilizzi criteri di impatto ambientale migliori.

Una delle fonti alternative più utilizzate per la produzione di energia rinnovabile è il biogas, ma sono numerosi i casi di inquinamento delle falde acquifere e di inquinamento dell’aria (fumi e cattivi odori) nei pressi degli impianti di biogas, che sono comunque troppo numerosi nelle nostre zone.

L’Italia è terza al mondo per la produzione di biogas dopo Germania e Cina, grazie a circa 1300 impianti di cui più del 10% solo nella provincia di Cremona. Su 113 Comuni della provincia ci sono più di 150 impianti. C’è stato un abuso di autorizzazioni a questo tipo di impianti e le forze politiche di centrodestra le hanno apertamente concesse. Questo non è uno scempio?

Ci sono ampie distese di campi coltivati a mais e più di 1/3 di quella produzione finisce nel biogas con persone nel mondo che muoiono di fame!

Anche su questi temi dovremo aprire al più presto un dibattito.

Allora, a maggior ragione, anche i privati potrebbero decidere di farli rischiando così di trovarci con terreni non più coltivati e con grandi distese di pannelli solari.

La seconda: l’ordine del giorno proposto impegna la Giunta a realizzare una mappatura della città, in modo da individuare tutte le aree più idonee dove poter realizzare impianti fotovoltaici, dalle aree dismesse ai tetti degli edifici pubblici e privati, delle scuole, dell’ospedale e delle cliniche private, dei capannoni, valutando poi le soluzioni più adatte.

Costruire un tavolo strategico aperto a tutte le altre Istituzioni e alle rappresentanze economiche, sociali e scientifiche che lavorino insieme all’Amministrazione.

Dire no alla realizzazione di questo potente impianto fotovoltaico su una vasta estensione di terreno agricolo serve anche a realizzare questa analisi complessiva della città.

Concludendo, è vero che la nostra coalizione di centrosinistra ha più anime al suo interno e su alcuni punti visioni diverse,  ma questo è il nostro elemento di ricchezza.  Quando si è di fronte ad una scelta è giusto e doveroso saper ascoltare, discutere, mediare e poi alla fine fare sintesi. 

Nota redazione: successivamente l’odg predisposto dalla maggioranza di centrosinistra è diventato un emendamento all’odg presentato dal Nolli (M5S) ed approvato all’unanimità da tutto il Consiglio Comunale di Cremona  

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