Sabato, 24 luglio 2021 - ore 16.22

Gentile Presidente Eletto Joe Biden Ci proveremo, ma non sarà facile | Oscar Bartoli Washington, DC, United States

Dalle 11:50 di questa mattina, 7 novembre 2020, un caldo sabato autunnale, la conclusione dei conteggi dei voti negli Stati incerti le ha consentito di superare la fatidica soglia dei 270 elettori rispetto ai 214 totalizzati dal suo avversario residente alla Casa Bianca.

| Scritto da Redazione
Gentile Presidente Eletto Joe Biden Ci proveremo, ma non sarà facile | Oscar Bartoli  Washington, DC, United States

Gentile Presidente Eletto Joe Biden Ci proveremo, ma non sarà facile | Oscar Bartoli  Washington, DC, United States

 Dalle 11:50 di questa mattina, 7 novembre 2020, un caldo sabato autunnale, la conclusione dei conteggi dei voti negli Stati incerti le ha consentito di superare la fatidica soglia dei 270 elettori rispetto ai 214 totalizzati dal suo avversario residente alla Casa Bianca.

Le televisioni continuano a mostrare l'ammassamento di folle spontanee a cominciare da quelle che fronteggiano la sua prossima dimora a Washington.

Sono soprattutto giovani pieni di energia che ballano e cantano; credo che per lei, Signor Presidente, questa sia la più bella gratificazione a conclusione (quasi) di una lunga, stressante, insopportabile campagna elettorale.

Nei suoi Twitter e discorsi Lei insiste sul fatto che il suo impegno sarà dedicato alla riappacificazione delle due Americhe che sono oggi radicalmente polarizzate, non riescono più a dialogare in maniera civile, si ammantano di odio reciproco.

Chi le scrive appartiene con orgoglio agli oltre 78 milioni di cittadini americani che hanno voluto dare la propria preferenza a Lei e alla senatrice Harris.

La sua elezione non è che ci tranquillizzi completamente perché sappiamo bene che il suo oppositore ce la metterà tutta pur di rendere impervia la sua nomina a presidente degli Stati Uniti.

Al punto che non è da escludere che si arrivi alla sua incoronazione ufficiale il 21 gennaio con un'America guidata-si fa per dire-dalla bellezza di due presidenti.

Ma riponendo nella fondina il mio insanabile pessimismo e facendo tesoro di quanto mi ha detto un caro amico conservatore ("vedrai che tutto si sanerà al più presto"), prendo atto del suo invito, Signor Presidente, a riallacciare una consuetudine di civile vita democratica con i tanti amici-conoscenti della colonia italiana-americana che hanno votato Donald Trump.

Possiamo comprendere perché lo abbiano fatto milioni di connazionali americani di scarsa cultura e innamorati di un ottimo venditore televisivo.

Ci riesce un po' difficile giustificare i milioni di latinos che nonostante il terrore e le miserie causate dal signor Trump ai migranti dal centro sud America, hanno votato a favore di Donald perché affascinati dalla sua perenne soap opera fatta di miliardi di dollari (beato lui), di femmine ultra belle anche se di incerta moralità (beato lui), ma soprattutto motivati questi latinos dal: "è meglio che i migranti se ne stiano a casa e non vengano a rompere gli zibidei a noi che già ci siamo fatti un mazzo così per vivere e lavorare negli Stati Uniti."

Non comprendiamo i milioni di donne che hanno dato il loro eccitato sostegno all'attuale inquilino della Casa Bianca, nonostante la dichiarata e dimostrata misoginia. Basterebbe ricordare la nota affermazione del signor Trump secondo cui, quando si incontra una bella fanciulla, anziché stringerle la mano è bene "Grab them by the pussy", ovvero: darle una manciata nella parte pubica.

 

Qualcuno forte di conoscenze psicologiche e psichiatriche mi ha detto che, in un mondo caratterizzato da un sostanziale e crescente distacco dei sessi, l'infelicità di tante donne di fronte all'incapacità e all'insicurezza del maschio ordinario, può in qualche modo anche accettare il più volgare machismo.

 

Siamo imbambolati nel constatare che Donald Trump ha avuto il sostegno di milioni di cristiani evangelici che pregando Gesù, hanno implorato su questo noto grande peccatore la mano divina per la conferma del suo alto incarico.

Ma restano fuori da queste considerazioni quei nostri amici-conoscenti di alto livello culturale e di sostanzioso portafoglio finanziario e monetario che noi stimiamo molto.

Gli esperti mi dicono che si tratta di manifestazioni e comportamenti determinati dalla fascinazione del mitico profeta del momento.

Mi ricordano l'amore italiano per Mussolini, mi ricordano la stima-orgoglio-dedizione a tutti i costi dei tedeschi per il loro Adolf Hitler.

In un mondo dominato dall'immagine, Donald Trump ha dimostrato per oltre quattro anni (comprendendo anche la campagna elettorale del 2016) che il linguaggio del corpo attuato da chi sa gestire la televisione può avere un grande impatto su una audience a largo spettro nella quale chiunque beve la sua immagine senza porsi alcun problema di verifica delle sue affermazioni che vengono prese come dogmi da non discutere.

Insomma, gentile zio Joe Presidente Eletto degli Stati Uniti: seguendo il suo ripetuto monito cercherò nel mio piccolo di tornare a dialogare civilmente con quei conoscenti amici sperando di trovare anche da parte loro la voglia di rintuzzare le acidità della radicalizzazione che hanno portato questa meravigliosa nazione a un livello di assoluta incomunicabilità reciproca.

Auguri, Signor Presidente, per Lei, per noi, per l'America e per le nazioni che guardano e continuano a guardare agli Stati Uniti come a un faro ineguagliabile verso il porto sicuro della vera democrazia.

Oscar Bartoli  Washington, DC, United States

Letter from Washington DC

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