Lunedì, 09 dicembre 2019 - ore 21.34

Giuseppe Muchetti, il fotografo che ha catturato il fascino di Cremona di Giorgino Carnevali (Cremona)

Cremona, Santa Maria della Pietà ha aperto i battenti alla bella mostra fotografica “Attimpressi”, un lavoro di immagini e di verità sulla storia di Cremona. Lì espone proprio lui, quel Giuseppe di un Muchetti, da oltre quarant’anni scrupoloso e sensibile “mattatore” di nostrani reportage

| Scritto da Redazione
Giuseppe Muchetti, il fotografo che ha catturato il fascino di Cremona di Giorgino Carnevali (Cremona) Giuseppe Muchetti, il fotografo che ha catturato il fascino di Cremona di Giorgino Carnevali (Cremona) Giuseppe Muchetti, il fotografo che ha catturato il fascino di Cremona di Giorgino Carnevali (Cremona) Giuseppe Muchetti, il fotografo che ha catturato il fascino di Cremona di Giorgino Carnevali (Cremona)

Eccomi di nuovo, direttore Gianni Carlo! Senti su: “La fotografia ti permette di fermare l’attimo, cogliere un istante, fermare il tempo. Lasciare ai posteri un ricordo della tua vita, lasciare che qualche altro veda con i tuoi occhi” (Giovanni Amodio)….quale decennio fa. Glielo vedo nello sguardo al Giuseppe, a tratti ha nello sguardo un qualcosa di solare, di sincero, di simpaticamente simpatico, un qualcosa che ti fa subito esclamare: “….ma che brava persona è quel Giuseppe, fotografo tutto d’un pezzo!”. Cremona, Santa Maria della Pietà ha aperto i battenti alla bella mostra fotografica “Attimpressi”, un lavoro di immagini e di verità sulla storia di Cremona. Lì espone proprio lui, quel Giuseppe di un Muchetti, da oltre quarant’anni scrupoloso e sensibile “mattatore” di nostrani reportage. Così con la mente (documenti alla mano) vado ad un lontano 1989. Il nostro Duomo allora versava in condizioni disastrose. Tra uno snervante “Safèeet et sefùm”, il Comitato per il restauro del Duomo proclamò l’anno 1989 “Anno del Duomo”. Una iniziativa tesa a richiamare la città ad un impegno concreto per impedire che il cantiere, aperto da due anni sulla facciata principale, dovesse chiudere. Associazioni, singoli cittadini e sponsor fecero a gara per contribuire, finanziariamente, a garantire la continuità dell’intervento. Ci fu, allora, un esuberante, indomito giovane fotografo cremonese, certo Giuseppe (Muchetti all’anagrafe!), il quale immortalò le numerose suggestive immagini del restauro con abilità professionale non disgiunta ad una “audacia” spericolata, salendo in su ed in giù da quelle impalcature a lui non sempre congeniali, conferendo autentica testimonianza storica a quel patrimonio sia architettonico che artistico, da consegnare poi alle nuove generazioni. Per anni, insostituibile interprete ufficiale dell’arte fotografica per il quotidiano “La Provincia”,  si prodigò oltre ogni limite per rendere godibili e di effetto quegli scatti. Quando accade qualcosa…Giuseppe c’è. I Quiresi ed i Fazioli sopravvivono al tempo, tuttavia Giuseppe, oltre che a  riverberare uno stile del tutto personale, non concede mai nulla all’improvvisazione. Le inquadrature, i primi piani, i “chiaro-scuro”, gli insiemi delle sue istantanee testimoniano l’abilità e la meticolosità della tecnica utilizzata. C’è poi un indimenticabile scatto di Giuseppe, tra l’infilata della grandiosa impalcatura del nostro Duomo in un intreccio di assi e tubolari, che costituisce uno dei tanti impeccabili aspetti della sua “arte”. E il pubblico li riconosce, se ne compiace e li apprezza. “Ho fatto delle foto. Ho fotografato invece di parlare. Ho fotografato per non dimenticare. Per non smettere di guardare”. Dai Giuseppe, allora…non smettere, va là!

Giorgino Carnevali (Cremona) 

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