Mercoledì, 25 maggio 2022 - ore 02.20

I rondoni pallidi di Gibilterra attraversano il Sahara in un giorno

La straordinaria vita dei rondoni che sfrecciano su foreste pluviali e deserto a velocità incredibili

| Scritto da Redazione
I rondoni pallidi di Gibilterra attraversano il Sahara in un giorno

Lo studio “Birds with multiple homes. The annual cycle of the pallid swift (Apus pallidus brehmorum)”, pubblicato su PLOS ONE da un team di ricercatori del Gibraltar National Museum, dell’università di Gibilterra  e  della Gibraltar Ornithological and Natural History Society (GONHS), rivela le straordinarie vite dei rondoni pallidi (Apus pallidus brehmorum) che nidificano nell’attico del Museo Nazionale di Gibilterra e descrive dettagliatamente le incredibili imprese di questi velocissimi maratoneti del cielo, da quando partono per l’Africa dopo la riproduzione fino al loro ritorno nella primavera successiva.

I ricercatori dell’università di Gibilterra e del GONHS hanno posizionato tag GPS sui rondoni pallidi durante le stagioni primaverili del 2018, 2019 e 2020 e poi hanno aspettato che gli uccelli tornassero l’anno dopo per vedere quali informazioni contenessero i dai tag un compito reso facile dal fatto che, come ricordano al Gibraltar National Museum, «I rondoni pallidi mostrano una notevole fedeltà al sito di nidificazione, con coppie che tornano negli stessi nidi anno dopo anno», per questo erano fiduciosi che sarebbero stati in grado di recuperare alcuni dei tag.

E una volta recuperatili sono rimasti sbalorditi dai risultati che mostravano le incredibili performance di questi piccoli uccelli che in media arrivano a pesare 40 grammi.

La maggior parte dei rondoni pallidi ha lasciato la colonia riproduttiva al Gibraltar National Museum in agosto ed è tornata nel marzo/aprile successivo. Hanno trascorso l’autunno e l’inverno in Africa rimanendo in volo per tutto il tempo, dormendo in aria.

I ricercatori spiegano che «I rondoni pallidi hanno trascorso un lungo periodo (da agosto a novembre) nella regione del Sahel (15 o -20 o  N), a sud del deserto del Sahara, prima di dirigersi più a sud nella foresta pluviale (0 o -10 o  N) dove sono rimasti fino al marzo/aprile successivo». Nella foresta pluviale, i rondoni pallidi raggiungono il Camerun, la Repubblica del Congo e la Repubblica Centrafricana a est e volano tra il Senegal e il Ghana a ovest. Da questi remoti luoghi della foresta pluviale sono tornati direttamente a Gibilterra in pochi giorni.

Gli scienziati di Gibilterra evidenziano che «Questi risultati stanno rompendo gli schemi tradizionali degli uccelli che viaggiano tra i siti di riproduzione verso specifici quartieri invernali. Dimostrano, invece, che l’idea di un’unica casa invernale non si applica, almeno nel caso di questi rondoni».

La lunga e difficile traversata del deserto del Sahara è stata monitorata ogni 4 ore e un rondone è riuscito a farla con un unico rapido volo durato poco più di un giorno di volo continuo, diurno e notturno: ha iniziato la traversata del deserto alle ore 17:00 del 14 agosto e ha completato la traversata in 23:00 sul 15 agosto.

Un rondone ha mostrato di essere andato nelle stesse aree dell’Africa nello stesso periodo dell’anno in entrambi gli anni. «Questo rivela un’incredibile capacità di trovare le stesse aree di spazio aereo sull’Africa da un anno all’altro». Fanno notare i ricercatori.

Commentando lo studio, il ministro dell’Ambiente di Gibilterra, John Cortes ha concluso: «In quanto persona che ha studiato la migrazione degli uccelli, sono davvero lieto di vederlo pubblicato e sono orgoglioso del team che ha prodotto questo lavoro e di tutti gli enti coinvolti. I moderni metodi di tracking significano che le cose su cui abbiamo fatto ipotesi discutendo possono ora essere scientificamente provate ed è particolarmente soddisfacente che un team di Gibilterra resti in prima linea nella ricerca sulla migrazione degli uccelli».

Una soddisfazione anche più grande visto che il team di scienziati di questo piccolo territorio britannico rivendicato dalla Spagna si è conquistato con questo studio anche le prestigiose pagine di Nature.

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