Quest’anno Opera Domani compie 20 anni!!! e sceglie di festeggiare con un capolavoro di Giacomo Puccini Turandot, principessa falena, nella riduzione musicale di Enrico Minaglia con la regia di Silvia Paoli.
durata: 70 minuti
biglietto scolastico € 5,00
martedi 26 aprile ore 9.00, 11.00 e 14.30
mercoledi 27 aprile ore 9.00, 11.00 e 14.30
giovedi 28 aprile ore 9.00, 11.00 e 14.30
AS.LI.CO
libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni, da Carlo Gozzi.
musica di Giacomo Puccini (finale completato da Franco Alfano)
Ed. Casa Ricordi, Milano
riduzione Enrico Minaglia
regia Silvia Paoli
Turandot Irene Bottura, Mariangela Santoro, Anna Consolaro
Calaf Simone Frediani, Marco Frusoni, Giuseppe Distefano
Liù Gulnora Gatina, Sarah Tisba
Timur Davide Procaccini, Shi Zong
Ping/Mandarino Lorenzo Grante, Andrea Zaupa
Pang Matteo Cammarata, Ruzil Gatin
Pong Stefano Marra, Mattia Muzio
Aracnomosche Mauro Barbiero, Enrica Gualtieri, Valentina Mandruzzato, Alessio Nieddu
scene Michele Olcese
costumi Massimo Carlotto
light designer Marco Alba
videomakers Nadia Baldi, Federico Biancalani
Orchestra 1813
direttore Alessandro Palumbo
Nuovo allestimento
Sembrava ieri… e invece Opera domani ha già 20 anni! Il progetto, pioniere in Italia, che ha ‘inventato’ l’educazione all’opera lirica per bambini è diventato grande. Grande non solo per via dell’età, ma anche perché anno dopo anno ha saputo guadagnarsi l’entusiasmo dei ragazzi, degli insegnanti e delle famiglie a cui si è rivolto, creando un pubblico nuovo, fresco e più consapevole, crescendo conquistandosi, oltre le giovani platee di importanti teatri italiani, anche quelle di altri paesi europei, fino a raggiungere, dallo scorso anno, anche l’Oman.
Note di regia di Silvia Paoli
Da piccola avevo paura degli insetti. Calabroni, cavallette, ragni pelosi non sono certo teneri e simpatici come dei cuccioli di cane o gatto, o morbidi come coniglietti.
Sono diversi, sembrano appartenere ad un altro mondo; dove ci si muove su tele di ragno, sottoterra o volando. Un regno affascinante ma lontano da ciò a cui siamo abituati.
Così, pensando a Turandot, una donna bellissima ma che ha perso la gioia, l’amore, la tenerezza, mi è venuta in mente una falena, una farfalla che vive di notte. La principessa di ghiaccio è come una farfalla che ha perso i colori, e ha trasformato tutti gli abitanti di Pekino in altrettanti insetti complici della sua crudeltà. Non sono più se stessi, rappresentano ciò che vuole la principessa.
Se ci pensiamo bene, anche noi, spesso, ci troviamo ad interpretare dei ruoli durante la giornata. Quando andiamo a scuola siamo studenti, quando siamo a casa con i nostri genitori siamo figli, quando andiamo fuori con i compagni siamo amici e tanto altro ancora. Ma se qualcuno ci obbligasse ad essere solo una di queste cose sarebbe terribile. Significherebbe diventare il ruolo che si interpreta, identificarsi soltanto con una piccola parte di noi.
A Turandot è successo questo, non riesce ad essere e a pensare a nient’altro e si ritrova avvolta, come in un bozzolo, in quell’idea, in quel sentimento. Ha bisogno di aiuto per ritrovare le parti che ha dimenticato. È Liù il suo aiuto: le fa capire che la forza è nell’amore, nell’apertura agli altri e non nella chiusura in se stessi.
Non pensi che sarebbe molto più bello scoprire e farsi scoprire? Gli insetti sono così alla fine; spesso hanno un aspetto che non ci piace, o che ci spaventa, ma se li osserviamo meglio, se smettiamo di dire “che schifo” e proviamo a guardarli con attenzione, scopriremo che sono bellissimi.
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