Lunedì, 18 novembre 2019 - ore 05.32

Il coordinamento Rete della Pace: ‘No all’operazione militare sulle coste libiche’

Il coordinamento Rete della Pace invoca a gran voce: «Si rispetti il trattato di Lisbona»

| Scritto da Redazione
Il coordinamento Rete della Pace: ‘No all’operazione militare sulle coste libiche’

Il coordinamento Rete della Pace (www.retedellapace.it) denuncia la decisione dei Ministri degli Esteri e della Difesa dell’Unione Europea di avviare un’operazione militare a guida italiana sulle coste libiche e in acque internazionali. Tale operazione è al di fuori del diritto internazionale, è equiparabile a un atto di pirateria, viola il trattato di Lisbona, è inefficace e produrrà ulteriori tensioni e morti fra civili.

Il contrasto agli scafisti e ai trafficanti di vite umane è un’azione da condividere, ma la protezione e l’assistenza ai diritti delle persone in fuga da zone di guerra (di cui l’Unione Europea è anche responsabile) è prioritaria, urgente e indispensabile e va affrontata, come ha affermato il Presidente Sergio Mattarella, per via politica e non militare.

Pertanto, il coordinamento della Rete della Pace chiede che vengano garantiti immediatamente corridoi umanitari assistiti lungo tutte le vie di fuga dalle zone di guerra; chiede al Parlamento italiano di negare il suo accordo a quello che si configura essere un atto di guerra; chiede al Parlamento Europeo di portare il Consiglio dell’Unione Europea davanti alla Corte di Giustizia Europea per la palese violazione del Trattato di Lisbona. Per tutte queste ragioni, il 20 giugno il coordinamento Nazionale Rete della Pace scenderà in piazza con l’appello “Fermiamo le stragi subito”.

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