Il filo nero della stragi italiane | Anselmo Gusperti
Egregio direttore, allora vediamo, la storia è questa: 02/12/69 attentato a Milano Piazza Fontana; notte 7-8/12/70 tentativo di golpe di J. Valerio Borghese; 04/08/74 (giusto 50 anni fa) attentato al treno Italicus; 02/08/80 attentato alla stazione di Bologna; 28/08/84 attentato a Piazza della Loggia a Brescia; 23/12/84 attentato al Treno Rapido 964
... E questo solo per citare le stragi più note. Un unico filo (nero) collega questi eventi, con gli stessi mandanti (P2, mafia, Servizi e destra) uniti in un unico obiettivo: sovvertire l’or dinamento democratico della Repubblica.
Indagini e processi ne hanno (faticosamente grazie ai depistaggi) accertato senza ombra di dubbio la matrice nera.
Quando qualche giudice si avvicinò troppo ai veri mandanti (compresi Falcone e Borsellino) fu messo a tacere e le prove fatte sparire (ricordate la famosa agenda rossa del giudice Borsellino?).
Poi, magicamente, dal 1994 basta attentati, basta magistrati uccisi, basta mafia, basta P2... L’obiettivo era raggiunto?
Oggi, ad obiettivo consolidato, é proibito parlarne: bisogna parlare di cromosomi e delle beghe da cortile varie che quotidianamente ci vengono propinate o imposte.
Ma un pro memoria non guasta mai.
Historia magistra vitae est.
Anselmo Gusperti Cremona



