Segnalo per le vostre news e rubriche libri il nuovo volume di Don Nunzio Galantino edito dal Sole 24 Ore “Nel crocevia delle culture”, un viaggio nel significato più autentico e originale delle parole (102) che accompagnano la nostra esistenza e ne danno valore con la loro “luce nascosta”. Il libro sarà in edicola dal 20 dicembre (per un mese) e in tutte le librerie dal 23 gennaio 2026.
Nunzio Galantino è professore emerito di Antropologia filosofica alla Pontificia Facoltà di Teologia dell’Italia Meridionale – sez. S. Luigi di Napoli. Nel 2011 papa Benedetto XVI lo ha nominato Vescovo di Cassano all’Jonio (CS). Nel 2013, papa Francesco lo ha scelto come Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI). Dal 2018 al 2023 ha presieduto l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA).
Dal 20 dicembre in edicola con Il Sole 24 Ore il libro "Nel crocevia delle culture" di Nunzio Galantino
Dalla rubrica “Abitare le parole” del Sole 24 Ore – Domenica un viaggio nella luce nascosta delle parole, fuori dalla quotidianità.
Un invito a ricercare la luce nascosta nelle parole, liberandole dalle incrostazioni del loro uso quotidiano, per permettere a questa di continuare a illuminare qualche angolo buio della nostra esistenza.
Don Nunzio Galantino porta avanti questa pratica da anni nella rubrica dell’inserto settimanale culturale del Sole 24 Ore “Abitare le parole”, nel tentativo ininterrotto di spiegare, o almeno lambire, il mistero che siamo.
Ora le sue riflessioni più preziose sono raccolte nel volume “Nel crocevia delle culture” che Il Sole 24 Ore presenta in edicola a partire da sabato 20 dicembre.
Come scrive Antonio Autiero nella prefazione:
“L’autore contribuisce a restituire alle diverse parole il senso talvolta perduto o a lasciarci immaginare in esse quello che ancora non ci era noto. Lo fa con enorme sobrietà, esercitando la gentilezza del pensare ma anche con incisiva robustezza di impianto concettuale e di riferimento erudito a tradizioni letterarie, filosofiche, teologiche e bibliche. Ne esce un quadro che incoraggia alla vita buona, rendendoci più inclini alla riflessione e alimentando in noi il desiderio di una migliore umanità”.
Come in uno sguardo che ne incrocia un altro, in ogni parola scritta e condivisa c’è vita, attesa e passione. C’è il desiderio di alimentare fonti, per un motivo o per un altro, inaridite, e voglia di ristabilire relazioni interrotte.
Le riflessioni dell'autore sono qui cucite insieme e ordinate secondo tracciati che superano la sporadicità delle pubblicazioni settimanali sulle colonne del «Sole 24 Ore» e fanno emergere un pensiero organico, consegnando al lettore tratti rilevanti di un antropologia incarnata.
Il percorso inizia con la metafora della «Luce che si fa voce», generando speranza e facendosi sentire come atto di ribellione contro l’oscurità che affligge le nostre vite individuali e la vicenda collettiva della storia, minacciata da cattiveria, sopruso, distruzioni e guerre. La sortita non è quella dei disegni apocalittici che pur ci vengono spontanei e spesso propinati da profeti di sventura, quanto piuttosto quella del desiderio di luce che si dipana attraverso ferite e feritoie dell’anima.
L’uomo di Galantino è un nocchiere fiducioso che solca oceani distesi, non privi di approdo. Le rotte che il libro traccia non sono semplici e facili; non sono sempre lineari e dritte. L’autore si mette accanto ai suoi compagni di viaggio, i lettori, li incoraggia a sentirsi capaci di camminare, li sostiene nel prendere fiato anche dopo avversità e sconfitte. Ma soprattutto li esorta a farsi viandanti consapevoli, perché niente è più deleterio che sottrarre alle proprie ali la fiducia e l’energia di volare.
La trama del viaggio va tessuta, perciò, con la volontà di dare senso alle cose e di mettere l’impegno necessario per poterle realizzare.
Altro tema è quello della memoria, non come trappola che ci logora nei meandri della nostalgia, ma come risorsa di saggezza, ammaestramento per quello che ci troviamo a vivere qui e ora. Il futuro non è vaghezza trasognata, banale e illusorio inganno, tanto per evadere dalle responsabilità del presente. L’asse del tempo fa da cardine alla visione di Galantino. Muovere passi lenti è il monito, per guardarsi intorno ed esplorare le mille pieghe dei paesaggi che attraversiamo.
Anche l’asse dello spazio entra nell’orizzonte di comprensione dell’umano dischiuso dalle pagine del libro. Galantino invita a pensare a una creatura intesa come un essere connesso e interconnesso con i viventi, nella casa comune della vita, responsabile di sé e degli altri. Il gioco di identità e alterità si fa complesso, ma è indispensabile: per questo abbiamo un volto e gli occhi, abbiamo un corpo e i suoi sensi, ponti formidabili per tessere relazioni, per uscire dalla morsa della solitudine, per scrivere uno spartito musicale sinfonico per le nostre vite.
Infine, Galantino fa riferimento al contesto di vita, nel quale oggi siamo particolarmente immersi, segnato dal progresso scientifico e tecnologico. Le sfide della società della conoscenza e della comunicazione, con il loro fascino e le loro minacce, vanno prese sul serio e devono diventare generative di risorse di maggior giustizia, di relazioni più sensate, di più palese fioritura di umanità. Una maggior coscienza produce abilità morale e porta a maturazione un quadro virtuoso dell’umano.
Chi vuole leggere questo libro, può farlo in una sorta di lettura continua, ma può anche tenerselo accanto per ricorrervi in occasioni puntuali, cercandovi le parole e i concetti che di volta in volta possono essere d’aiuto nelle diverse circostanze della vita. La sequenza delle centodue parole forma una costellazione, un sensato lessico dell’esistenza di cui sempre più abbiamo bisogno, tanto più cresce intorno a noi il frastuono di parole urlate, eccedenti, oscure, insensate.
L’autore contribuisce a restituire alle diverse parole il senso talvolta perduto o a lasciarci immaginare in esse quello che ancora non ci era noto. Lo fa con sobrietà, esercitando la gentilezza del pensare ma anche con incisiva robustezza di impianto concettuale e di riferimento erudito a tradizioni letterarie, filosofiche, teologiche e bibliche.
Ne esce un quadro che incoraggia alla vita buona, rendendoci più inclini alla riflessione e alimentando in noi il desiderio di una migliore umanità.
Autore
Nunzio Galantino. Pugliese di nascita (Cerignola, FG), ha da sempre unito al ministero pastorale la ricerca e l’insegnamento. È professore emerito di Antropologia filosofica alla Pontificia Facoltà di Teologia dell’Italia Meridionale – sez. S. Luigi di Napoli. Nel 2011 papa Benedetto XVI lo ha nominato Vescovo di Cassano all’Jonio (CS). Nel 2013, papa Francesco lo ha scelto come Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI). Dal 2018 al 2023 ha presieduto l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA).
Per la Domenica del Sole 24 Ore, dal 2016 al 2018, ha curato la rubrica settimanale Testimonianze dai confini; e, dalla stessa data, cura la rubrica settimanale Abitare le parole.
Tra le sue pubblicazioni più recenti, ricordiamo Vivere le parole (2018), Sul confine (2019), Nel cuore della vita (2021). Per Il Sole 24 Ore ha pubblicato Oltre la superficie (2023).
Dati
Titolo: NEL CROCEVIA DELLE CULTURE
Sottotitolo: Parole per pensieri che orientano
Autore: Nunzio Galantino
Prefazione: Antonio Autiero
Editore: Il Sole 24 ORE
Tipologia: Libro cartaceo
Pagine: 288
Formato: 14x21 cm
Rilegatura: Brossura
Lingua: italiano
Uscita edicola: 20 dicembre 2025
Uscita libreria: 23 gennaio 2026
edicola: € 13,90
libreria: € 18,00
Elettra Occhini
Ufficio Stampa Gruppo 24 ORE



