Lunedì, 16 maggio 2022 - ore 10.28

Il rischio idraulico su Mantova vale l’85% del pil, ma impianti di scolo vetusti

Questo l’esito del report a conclusione della Settimana della Bonifica. Sono necessari 35 grandi progetti

| Scritto da Redazione
Il rischio idraulico su Mantova vale l’85% del pil, ma impianti di scolo vetusti

Centinaia di visitatori ai diversi appuntamenti alla Settimana della Bonifica appena conclusa. E una nuova consapevolezza: la sicurezza idraulica nel mantovano ha bisogno di un forte ammodernamento. «Oltre l’85% delle persone, delle proprietà e del Pil mantovano beneficiano dell’attività dei cinque Consorzi di bonifica presenti con l’impegno quotidiano di 286 persone (per il 71% tecnici) e di 17 impianti di bonifica di cui la maggior parte, purtroppo, ha più di 50 anni di vita»: così, pochi giorni fa, i Presidenti dei Consorzi di Bonifica Elide Stancari (Territori del Mincio), Ada Giorgi (Terre dei Gonzaga in Destra Po), Gianluigi Zani (Garda Chiese), Guglielmo Belletti (Navarolo), Massimo Lorenzi (II grado - Del Mincio). «Dopo l’approvazione della legge sulla difesa del suolo (4/2016) la Lombardia, prima regione in Italia, ha colto e riconosciuto il ruolo dei Consorzi di Bonifica. La loro tutela dell’acqua è a beneficio di un bene prezioso per l’umanità intera e il sistema economico ambientale», ha aggiunto il Presidente dell’Urbim (Unione Regionale Bonifiche Irrigazioni Miglioramenti fondiari per la Lombardia), Alessandro Folli.

«Il pil della nostra provincia – hanno detto i Presidenti – è frutto dell’attività di 41.600 imprese che danno lavoro a 178.000 persone: Mantova è uno straordinario esempio europeo di connubio tra terre strappate alle acque e produttività, dato che in questo angolo di Lombardia vivono 415.000 persone. Emblematico il caso del centro storico del capoluogo, patrimonio Unesco, interamente servito per lo scolo dal consorzio. Ebbene la maggior parte di questi numeri – tra cui quasi 11 miliardi di euro di pil mantovano – sono resi possibili anche grazie all’attività di bonifica. Sia per l’attività di scolo, delle troppe acque, da un lato, che l’attività di irrigazione e ambientale dall’altro». Quanto è stato fatto sinora, però, non è più sufficiente e il delicato equilibrio uomo, natura e produzione rischia di rompersi. «L’incedere del tempo, l’usura dettata dal continuo lavoro su impianti e manufatti, cui si è sommato il pesante cambiamento climatico in atto – dal 2000 a oggi i Consorzi hanno rilevato oltre 21 grandi eventi alluvionali con piene ed esondazioni anche in periodi estivi – ci ha portato a compilare per Anbi (l’associazione nazionale consorzi gestione e tutela territorio e acque irrigue) – un primo elenco per la mitigazione del rischio idrogeologico nei nostri comprensori. Si tratta di 35 opere importanti per la sicurezza idraulica che assommano a 138 milioni di euro di progetti. Non molti: meno dell’1,3% del pil mantovano di un anno».

«Proprio per questo», ha affermato Donato Artoni, Presidente del WWF mantovano, «la tutela dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile del territorio comportano che si arrivi ad azioni sinergiche tra gli attori che si occupano di sicurezza idraulica e quelli che si impegnano per la protezione e il rispetto dell’ambiente. In quest’ottica, ecco allora che piccole e grandi opere di bonifica, come vasche di laminazione, canali, fossi che sono nati anche parecchi anni fa come soluzioni di mero controllo idraulico del territorio, diventano oggi delle fondamentali risorse per la biodiversità e si trasformano, completando il loro ruolo, in vere e proprie scuole a cielo aperto per percorsi di educazione ambientale». Emblematico, in tal caso, un numero: i Consorzi di Bonifica mantovani gestiscono una rete di canali che assomma a 3.664 km, sufficienti per edificare un potenziale canale che partendo da Mantova giunga a Berlino per poi ripartire in direzione, Amsterdam, Parigi e Madrid. Qui passano le acque di scolo, ma anche quelle che in queste ore stanno dando “linfa” al motore agricolo mantovano che, da solo, vale il 6,8% del pil, sei volte il dato regionale. Un patrimonio, insomma, da scoprire. «La settimana della bonifica», concludono i Presidenti e il WWF assieme, «è per noi l’occasione per dimostrare il valore di questo delicato equilibrio». La Settimana della Bonifica appena conclusa è stata l’occasione per portare grandi e piccini alla scoperta di una parte significativa di queste opere con biciclettate, rappresentazioni coi burattini, visita a oasi e impianti e molto altro ancora.

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