Mercoledì, 25 maggio 2022 - ore 15.11

Kenya Quale effetto Francesco?

In Kenya fervono già i preparativi per accogliere il papa che sarà a Nairobi il 25 novembre e nei giorni successivi visiterà Uganda e Centrafrica. Mobilitata la Chiesa. di Viky Charo (dal Kenya)

| Scritto da Redazione
Kenya Quale effetto Francesco?

Dopo il presidente statunitense Barak Obama, il Kenya ospita Papa Francesco. Nel giro di pochi mesi il paese dell’Africa Orientale accoglie due delle più autorevoli figure a livello mondiale. Bergoglio arriverà il 25 novembre a Nairobi per ripartire due giorni dopo alla volta di Kampala e concludere questo suo primo viaggio di sei giorni in Africa, il 30, a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana.

I vescovi kenyani si dicono felici che il Santo Padre abbia accolto il loro invito, rivoltogli lo scorso aprile, durante la visita Ad limina a Roma. Una «vista di stato» la definisce il presidente della Conferenza episcopale del Kenya, mons. Philip Anyolo, alludendo al rilievo che anche il governo darà allo storico evento. I vescovi sono entusiasti anche perché, per la prima volta nella storia dei rapporti tra Chiesa cattolica e stato, entrambi sono chiamati a collaborare strettamente per preparare al meglio questo incontro. L’aspetto della sicurezza è quello che più preoccupa. Va ricordato che in Kenya agisce il movimento jihadista somalo al-Shabaab e che l’arrivo di papa Francesco richiamerà grandi masse di persone in luoghi pubblici. E per un paese come il Kenya, ancora in difficoltà sul piano della preparazione di intelligence e polizia nella lotta al terrorismo, si tratta di una prova impegnativa.

A Nairobi Bergoglio incontrerà i vertici del clero locale, i giovani nello stadio Kasarani, celebrerà messa in uno spazio all’aperto, visiterà gli uffici delle Nazioni Unite e la baraccopoli di Kibera. La cerimonia di benvenuto avverrà in parlamento, dove i ministri cattolici gli hanno chiesto di tenere un discorso. «Spero che il Papa non snobbi il Parlamento - puntualizza il presidente dell’associazione dei parlamentari cattolici, Chris Wamalwa - come ha fatto, a luglio, Barak Obama». Ma per ora dal Vaticano non è giunta ancora alcuna comunicazione al riguardo.

Il viaggio in Africa del pontefice avrà comunque, prima di tutto, uno scopo pastorale. Ad evidenziarlo è il nunzio apostolico in Kenya e Sud Sudan, arcivescovo Charles Daniel Balvo, in un’intervista rilasciata ad agosto alla Canaa (Catholic news agency for Africa): «Nelle visite del papa ci sono alcuni aspetti di carattere governativo, ma lo scopo principale è sempre quello di incontrare le Chiese locali».

Come tema guida di questi due giorni di preghiera e riflessione, i vescovi hanno scelto: “Restare forti nella fede”. «La presenza del papa incoraggerà i cattolici a vivere la propria fede non solo interiormente, nella vita di preghiera - sostiene ancora Balvo - ma anche esteriormente, nella vita sociale, riempiendola dei valori provenienti dal Vangelo». I dettagli del viaggio non sono ancora stati resi noti, ma i sette milioni di cattolici kenyani (circa un terzo della popolazione) attendono da papa Francesco messaggi di unità, solidarietà, riconciliazione e tutela della natura. Ed è forse un caso che si tratti degli stessi temi al vertice dell’agenda del governo.

Fonte: Nigrizia

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