Mercoledì, 08 dicembre 2021 - ore 16.25

L’umanità è ancora inaccettabilmente vicina all’annichilimento nucleare

Guterres: siamo in un limbo nucleare a causa di 8 Paesi che non firmano e ratificano il Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty

| Scritto da Redazione
L’umanità è ancora inaccettabilmente vicina all’annichilimento nucleare

In occasione dellaGiornata internazionale per l’eliminazione totale delle armi nucleari, il segretario generale dell’Onu, António Guterres, ha lanciato un accorato appello: «Ora è il momento di eliminare le armi nucleari dal nostro mondo e inaugurare una nuova era di dialogo, fiducia e pace. Affrontare la minaccia delle armi nucleari, ha affermato Guterres, è stato al centro del lavoro delle Nazioni Unite sin dal suo inizio; la prima risoluzione dell’Assemblea Generale nel 1946 mirava a “l’eliminazione dagli armamenti nazionali delle armi atomiche e di tutte le altre armi principali adattabili alla distruzione di massa».

Il capo dell’Onu ha sottolineato che, «Sebbene il numero totale di armi nucleari sia in diminuzione da decenni, in tutto il mondo ne sono stoccate circa 14.000, il che vuol dire che stiamo affrontando il livello più alto di rischio nucleare in quasi quattro decenni. Gli Stati stanno migliorando qualitativamente i loro arsenali, e stiamo assistendo a preoccupanti segnali di una nuova corsa agli armamenti. L’umanità resta inaccettabilmente vicina all’annichilimento nucleare».

Il 23 settembre Guterres aveva nuovamente esortato gli 8 Paesi chiave che non hanno ancora firmato o ratificato il Trattato per il divieto totale dei test nucleari (Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty –  CTBT), a farlo senza indugio. La sua richiesta è arrivata con le osservazioni presentate alla Article XIV Confereces – The Conference on Facilitating Entry into Force of the CTBT dall’Alto rappresentante Onu per il disarmo, Izumi Nakamitsu.

Il CTBT è stato adottato nel 1996 ed è stato firmato da 185 Paesi e ratificato da 170, inclusi tre Stati detentori di armi nucleari: Francia, Russia e Regno Unito. L’Onu fa però notare che «Affinché il Trattato entri in vigore, deve essere firmato e ratificato da 44 specifici Paesi detentori di tecnologia nucleare, 8 dei quali devono ancora ratificare il Trattato: Cina, Egitto, India, Iran, Israele, Repubblica Popolare Democratica di Corea , Pakistan e Stati Uniti». L’ultimo  Stato dell’allegato 2  a ratificare il trattato è stato l’Indonesia il 6 febbraio 2012.

Guterres ha evidenziato che «Il divieto di test nucleari è un elemento essenziale di un mondo libero dalle armi nucleari. Il CTBT ha creato una norma adottata quasi universalmente contro i test sulle armi nucleari».

Il capo delle Nazioni Unite ha applaudito la Preparatory Commission, l’ufficio che lavora per arrivare all’entrata in vigore del trattato, per «I suoi instancabili sforzi nella creazione di un sistema di verifica collaudato, robusto e globale in grado di condurre il monitoraggio in tempo reale dei test nucleari in qualsiasi parte del mondo. Data la sua necessità e disponibilità, è deludente e frustrante che il Trattato non sia ancora entrato in vigore. Conosciamo tutti la ragione di ciò: gli 8 restanti Stati dell’Allegato II le cui ratifiche sono necessarie per l’entrata in vigore del Trattato. Di conseguenza, un elemento critico della nostra sicurezza collettiva non può essere pienamente operativo. Ribadisco il mio appello a questi Stati affinché firmino e ratifichino il CTBT il prima possibile. Invito anche tutti gli altri Stati che non hanno ancora firmato o ratificato il trattato a farlo senza indugio».

Il Segretario Generale ha espresso la speranza che venga il giorno in cui le Article XIV Confereces, che si tengono ogni due anni dal 1999, non vengano più convocate: «Siamo rimasti in questo stato di limbo per troppo tempo. Nessuna norma o moratoria può sostituire un divieto giuridicamente vincolante. Gli Stati devono cogliere questa occasione per raddoppiare i loro sforzi. Per pensare in modo creativo. E agire nell’interesse della sicurezza del mondo intero».

Ma per Guterres ci sono anche segni di speranza, come la decisione di Russia e Stati Uniti di estendere il New START (Strategic Arms Reduction Treaty) e di impegnarsi nel dialogo e ha aggiunto che «Anche il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari, entrato in vigore a gennaio, costituisce un passo positivo. La responsabilità di basarsi su questi sviluppi, ricade sugli Stati membri».

Il capo dell’Onu ha concluso: «La Review Conference of the Parties to the Treaty on the Non-Proliferation of Nuclear Weapons, prevista per il gennaio 2022, è una finestra di opportunità per tutti i Paesi per adottare misure pratiche per prevenire in modo comprensibile l’utilizzo di armi nucleari e di eliminarle. Ora è il momento di sollevare definitivamente questa nuvola ed eliminare le armi nucleari dal nostro mondo e  inaugurare una nuova era di dialogo, fiducia e pace per tutte le persone».

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