Martedì, 17 maggio 2022 - ore 19.36

La figura di Attilio Botti Il Sindaco socialista tipografo

Riproponiamo alcuni articoli tratti dall’Eco del Popolo su Attilio Botti Sindaco di Cremona

| Scritto da Redazione
La figura di Attilio Botti  Il Sindaco socialista tipografo

Ripubblichiamo dall’Eco del Popolo del 21 giugno 1914 il breve elogio del 1° Sindaco Socialista di Cremona: Attilio Botti. “ E’ operaio tipografo che ha saputo formarsi, senza frequentare scuole secondarie, una buona cultura pur dovendo soggiacere quotidianamente alle fatiche del lavoro fin dall’infanzia. Spirito modesto, volontà ferma; anima piena di fede nell’idealità socialista; ha lavorato assiduamente per il partito e per l‘organizzazione meritando la stima e l’affetto dei compagni e di quanti ebbero occasione di avvicinarlo. In questo tenace e rigido milite il partito ripone le sue migliori speranze per una vita amministrativa utile per la classe lavoratrice “.  Da Eco del Popolo giugno 1964

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La figura di Attilio Botti. Verso l’organizzazione di un convegno

Il 25 settembre del 1945 viene convocata a Roma “ La Consulta “, un organo politico formato da vari membri dei partiti politici che ha il compito di affiancare il governo in vista della Costituente. “ La Consulta “ è uno dei primi atti della “ Nuova Italia “ verso la ricostruzione nazionale. L’Italia è tutta un fermento di nuove idee, di progetti, di pensieri, tutti sono protesi nello sforzo di riscattare moralmente e fisicamente la penisola, che vent’anni di fascismo aveva prostrato. Questo sforzo ricostruttivo si nota anche a Cremona dove tutte le forze politiche sono impegnate affinché la cittadina padana ritorni alla vita democratica, primo atto: le elezioni amministrative del 1946. Giorno 24 febbraio “ La Consulta “ concluse i lavori per il varo della legge elettorale, che avrebbe regolato appunto le elezioni amministrative che si sarebbero tenute in primavera. Servivano tutti gli uomini che con la loro figura e la loro opera avevano fatto da punto di riferimento durante gli anni bui del fascismo. Invece proprio alla vigilia di un così importante avvenimento politico, per l’Italia e per Cremona, moriva il 25 febbraio del ’46 Attilio Botti una delle figure più rappresentative del socialismo cremonese. Botti era nato a Cremona nel 1881 era cresciuto in un orfanotrofio e qui aveva appreso il mestiere di tipografo ( come Boldori ). In una situazione dove la scolarizzazione era scarsissima, ( si pensi che in provincia nel 1911 su una popolazione di 348.749 abitanti ben il 109.928 erano analfabeti ) Attilio Botti seppe con un attento studio autodidatta riscattarsi dall’ignoranza che spesso gli Istituti di ricovero per orfani favorivano. Divenne ben presto un attivo membro del partito socialista cremonese. Fu Sindaco di Cremona, il primo socialista, in un periodo difficilissimo, dal 1913 al 1919. Fu, a prescindere da trionfalismi partitici, un ottimo sindaco. L’Azienda Farmaceutica Municipalizzata, il panificio comunale, spazi per i mercati che si tenevano in città, assistenza per i poveri e per gli anziani, furono sue iniziative, e queste contribuirono non poco a tener vivo il suo ricordo nel periodo fascista. Sotto l’amministrazione di Botti, il comune di Duemiglia si fuse con quello di Cremona. In quel periodo in città veniva pubblicato il giornale “ Interessi Cremonesi “, esso veniva stampato nella tipografia Marenghi detta anche la “ tipografia dei due sindaci “ dato che vi lavoravano sia Botti sindaco di Cremona sia Attilio Boldori che era stato sindaco di Duemiglia. Il fascismo lo pose sotto sorveglianza speciale, era un “ uomo pericoloso “ e Farinacci lo temeva. Ma anche nei momenti più bui della dittatura quando tutto sembrava ormai compromesso per la libertà, Attilio Botti credette sempre nel riscatto, gli era impossibile credere che un regime così brutale e antipopolare potesse durare a lungo. Questa sua certezza Botti la trasmetteva giornalmente ai compagni che nell’ombra ancora lavoravano per il ritorno della libertà. Dopo la liberazione mise subito a disposizione della comunità la sua esperienza di amministratore e fu nominato presidente dell’ECA. La sua grande gioia per la riconquistata libertà fu mitigata dalla scomparsa in Russia di un figlio combattente. I funerali di Botti, civili come egli stesso aveva indicato, furono imponenti, tutti i partiti democratici di Cremona vi parteciparono, il corteo funebre passò tra due ali di folla commossa e consapevole della perdita che la città aveva subito proprio nel momento in cui si aveva bisogno di uomini onesti ed esperti. Quest’anno dunque cade il 40° anniversario della morte, i compagni della sezione a lui dedicata avevano pensato di commemorarlo con una serie d’iniziative. La commemorazione, per motivi di organizzazione, verrà fatta nel gennaio dell’87, e speriamo che serva a far conoscere di più, specialmente ai giovani, quest’uomo che tanto ha fatto per il socialismo cremonese e di conseguenza per la città intera. (Eco del Popolo Dicembre 1986)

In allegato in formato pdf ( da scaricare):Eco del Popolo Dicembre 1986 (da originale), Eco del Popolo giugno 1964: Attilio Botti primo Sindaco Socialista, Eco del Popolo giugno 1964: La rossa bandiera sventola sul Municipio di Cremona

 

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